ESCLUSIVA - Lazio, Ballotta: "Coppa Italia? Ho un consiglio per Motta..."
ESCLUSIVA LALAZIOSIAMONOI.IT - La data è tra quelle storie. Il 13 maggio la Lazio scenderà in campo contro l'Inter nella finale di Coppa Italia. Una partita che può cambiare una stagione, consacrando il lavoro svolto da Maurizio Sarri e della sua squadra in un'annata particolarmente complicata. Sulla carta i nerazzurri di Chivu si presenteranno da favoriti, ma la storia del calcio è costellata da imprese che hanno ribaltato i pronostici iniziali. La Lazio stessa, nella stagione 1997/1998 si presentò all'Olimpico da sfavorita contro il Milan. Dopo l'1-0 firmato da Weah nel match di andata, la squadra di Erikssonvinse per 3-1 il ritorno ottenendo un trofeo che diede vita a un ciclo vincente. Tra i protagonisti di quell'impresa, così come del successo nel 2000, c'era Marco Ballotta. L'ex portiere della Lazio è intervenuto in esclusiva ai nostri microfoni per ricordare quei successi e presentare l'appuntamento di mercoledì.
Tu con la Lazio hai vinto due Coppe Italia nel 1998, ribaltando l’1-0 dell’andata contro il Milan a San Siro, e nel 2000 vivendo quasi la situazione opposta all’attuale: voi freschi campioni d’Italia e l’Inter sfavorita. Quali sono i ricordi che conservi delle due coppe?
"Sono ricordi sempre molto positivi. Sicuramente la vittoria contro il Milan è stata fantastica perché ha dato il via a un ciclo. Se non avessimo vinto quella Coppa Italia sicuramente sarebbe cambiato tutto: allenatore e giocatori. Quell'anno lì eravamo primi su tutti i fronti, ma come capita quando arrivi in fondo in tutte le competizioni puoi anche perdere. Vincendo quella coppa è iniziato un ciclo, dove gli anni successivi sonoa rrivati lo Scudetto e altri successi".
Quindi se ti dovessi chiedere quale delle due vittorie ricordi con più piacere...
"Dico il 1998, ma sono contento anche della seconda (2000, ndr). Ero titolare, la sento ancora più mia. Mi sono sentito parte integrante di un gruppo molto forte. I successi, però, sono sempre condivisi con tutta la squadra".
La Lazio arriverà da sfavorita alla partita di mercoledì contro l’Inter. Sarri può essere l’unico vantaggio che ha la Lazio rispetto all’Inter, dove in panchina c’è un tecnico, sicuramente bravo, ma meno esperto?
"Chivu è giovane, ma in poche panchine ha dimostrato il suo valore. Tutti erano titubanti sulla sua inesperienza, ma ha dimostrato di essere all'altezza. La differenza, però, la fanno i giocatori. L'allenatore può incidere, ma in una percentuale minore. Ad andare in campo sono le squadre. E' indubbio che dovranno motivare la squadra. Nell'Inter Chivu deve gestire la sua squadra. A me piace come allenatore. E' diretto quando parla, sa il fatto suo. E' giovane, ma si è fatto le sue esperienza da giocatore e oggi le sta riportando in panchina.
Dall'altra parte c'è Sarri che ha sicuramente più esperienza, ma ha una squadra di livello inferiore. Il campionato della Lazio è stato buonissimo, se dovesse arrivare la Coppa Italia sarebbe il coronamento di una stagione molto importante viste le premesse iniziali. La stagione è iniziata con il freno a mano tirato, anche per promesse non mantenute da parte della società. Vincendo questa coppa e andando in Europa la Lazio e Sarri otterrebbero il miglior risultato possibile".
Hai un consiglio per Motta in vista della finale?
"L'età può fare la differenza. Lo vedo abbastanza freddo, anche se poi ha dimostrato di non esserlo fuori dal campo. Quando l'ho visto piangere dopo l'Atalanta ho capito che era umano. Giocare una finale di Coppa Italia, dopo 10 partite di campionato, penso che sia un'occasione importante per lui. Il mio consiglio è di stare tranquillo e sereno. Non deve sentire la partita più del dovuto. Ha già dimostrato di essere all'altezza. Sarà una finale, ma sarà anche una partita come un'altra. Anche se non ci sarà la possibilità di recuperare. La Lazio giocherà una finale secca, questo significa, però, che può succedere di tutto".