.

Di Vaio, laziale doc: "ll derby vale come uno Scudetto, io e Nesta vogliamo festeggiare..."

di Marco Valerio Bava
Fonte: MarcoValerio Bava-Lalaziosiamonoi.it

La Lazio ce l'ha sulla pelle. Non potrebbe essere altrimenti. Perché la Lazio è stato il primo amore da ragazzino, con il biancoceleste addosso è diventato uomo e grande attaccante. Dal suo esordio in Serie A sono passati 19 anni, entrò a venti minuti dal termine in Lazio-Padova 3-1, ci mise poco a segnare il suo primo gol. Era un predestinato. In Italia è arrivato a quota 142 reti, ora segna in Canada, è diventato uno dei trascinatori dei Montreal Impact insieme a un altro laziale doc: Alessandro Nesta. Sono cresciuti insieme, ora si sono ritrovati. Una bella storia, chissà se domenica riusciranno a gustarsi insieme Lazio-Bologna quella che per Di Vaio non può essere una partita come tutte le altre, come racconta in un'intervista concessa a Il Messaggero a firma Daniele Magliocchetti. Di Vaio, Nesta e la Lazio. Oltreoceano. Perché certi amori non possono spegnersi.

Come sta Di Vaio, tutto bene in Canada? «Se non fosse per il freddo, direi perfetto. Io e la mia famiglia ci troviamo bene, ho la fortuna di continuare a giocare a pallone, di divertirmi e segnare. E con tanti amici attorno a me, difficile parlare inglese o francese, la maggioranza è italiana».

Settimana non facile, domenica scorsa il Parma e adesso la Lazio affronta il Bologna. Forse per lei quella che verrà è la partita più tosta di tutte. «Sicuro. La Lazio ce l’ho nel cuore, così come il Bologna. Non sarà semplice, anche se i miei ex compagni sono quasi salvi pure matematicamente e se dovessero perdere, diciamo che non sarà una tragedia. Per mister Pioli non è stato facile l’avvio, ma ancora una volta ha fatto un gran bel lavoro. Per fortuna stavolta non sarò in campo, un bel sospiro di sollievo. Sul serio». 

Addirittura? «Si, ora che non ci sono più lo posso dire senza problemi, ma ogni volta che sfidavo la Lazio all’Olimpico stavo male, uno schifo, non ero io. Contro la Roma non c’era storia anzi ero caricato, ma quando affrontavo i biancocelesti non ce la facevo proprio. Non è un caso che in tanti anni di serie A è l’unica partita dove non ho mai segnato e dove ho sbagliato gol già fatti».

A Bologna però andava diversamente.
«Si al Dall’Ara ne ho fatti diversi alla Lazio, ero contento, anche se dentro di me c’era un po’ di languore, ma credo sia normale».

Eppure a Bologna tornerà a vivere e lavorare, giusto?
«È una città meravigliosa, la gente è fantastica e mi ha dato tanto ed è il posto dove la mia famiglia è cresciuta. C’è un accordo con il presidente per tornare come dirigente, vedremo, ora non ci penso».

E della Lazio che dice? «Fino a gennaio credo sia stata una grande Lazio, quasi sul livello della Juve. Mi piaceva il calcio che proponeva, con una punta e tanti centrocampisti di qualità come Mauri, Hernanes e Candreva in grado di inserirsi e fare gol. Petkovic è stato bravo ad adattarsi ai giocatori, una bellissima sorpresa».

E poi cosa può essere successo? «Non lo so, quasi incomprensibile, visti i pochi punti nel girone di ritorno, probabilmente i tanti impegni ravvicinati e gli infortuni di gente importante come Mauri e Klose, la mentalità».

Si poteva fare qualcosa in più nel mercato di gennaio? «Beh una squadra che ti fa 39 punti all’andata e con quel tipo di rosa, mica è semplice da migliorare. Per me la base è ottima, Lotito sta facendo un buon lavoro, alcuni ritocchi e la Lazio può competere per alti livelli. E poi in Europa League poteva andare più lontano ed è stata eliminata per colpe non sue, spero che riesca ad andare in Europa tramite il campionato»

Come definirebbe la stagione della Lazio? «Ora come ora direi strana, ma se vinci la coppa Italia diventa fantastica. Se non succede? Non ci voglio pensare».

L’avrebbe mai immaginato un derby in finale di Coppa Italia? «Sarà una partita incredibile, che vale quasi quanto uno scudetto. Un evento storico e una bella fortuna per chi scenderà in campo. Il derby è già il derby, una finale poi, mamma mia. Purtroppo io e Sandro (Nesta ndr) la vedremo da qua e come sempre sul divano, ma speriamo che alla fine la coppa sia nostra, pronti a festeggiare a Montreal».

Con Nesta parlate di Lazio? «Scherza? Siamo due pazzi tifosi d’oltreoceano ma soprattutto due ragazzi che sono cresciuti con quella maglia addosso. Per noi la Lazio è qualcosa di più».


Altre notizie
PUBBLICITÀ