Di Canio sfonda Leao: "Pensa solo alle sfilate". E su Tare e la Lazio...
Paolo Di Canio ha preso parte al Legends Trophy, circuito di padel, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni dei cronisti presenti. A proposito del Milan, l'ex calciatore ha detto la sua - senza filtri - su Leao: "In piena onestà, bisogna dire che in Italia, se si vuole crescere, bisogna guardare alla Spagna o alla Francia: nessuna squadra ha un giocatore di cui l’opinione pubblica deve dire sempre ‘sì, però se facesse’. Un però, nel grande calcio, già è di troppo: con lui ne usi sempre 5-6. Solo in Italia, forse perché abbiamo poco talento, ci stiamo abituando a sopportare: poi sono affari del Milan, ma se vuole crescere non può avere un giocatore che non sa come si alza, e però però però".
"Il problema è cosa fai, cosa produci durante la partita a parte il gol. Perché, se io avessi un giocatore svogliato e mi facesse tre gol, lo accetterei, ma non succede nemmeno in altre categorie. Il Milan però non si può permettere questo. Io non ce l’ho con Leao, sono anche incazzato con lui perché alla fine pure io penso: 188 centimetri, tanta qualità. Però tante volte ti chiedi a cosa stia pensando, mi dà l’idea che alle volte il calcio, siccome ha un talento innato, sia una roba normale, ma il vero divertimento sia la sala registrazioni o la sfilata. A petto nudo come un mese fa, d’inverno. Non lo dico per un fattore estetico, ma mi chiedo se si possa accettare a livello professionistico. A parte un accordo con i brand. Vai da Simeone: basta sentire cosa ha detto di Lookman, che non è così svogliato come Leao. Ha detto benissimo i gol, ma deve saper difendere di più, sennò non gioca. Questo è senso di squadra”.
"Penso all’atteggiamento dell’Olimpico, mi sembra chiaro. Un dirigente serio, che ha giocato a calcio e fatto calcio, che ha costruito la Lazio e l’ha portata a rendere bene, che vuole costruire un’altra dimensione nuova per il Milan, non può accettare. Uno scazzo ci può stare, ma il problema è la conduzione generale per un giocatore che avrebbe tutte le potenzialità, ma ha 27 anni. Se lui è stato più forte a 22 anni che a 27, vuol dire che vali meno: non guardo i numeri, penso ai gol che contano. Se si vede la differenza senza Leao è un conto, ma se lui non gioca il Milan è più solido: in otto partite, ventuno gol segnati e due subiti”.
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