Chi è senza peccato: esempi dell'incoerenza (e della memoria corta) romanista
Fonte: lalaziosiamonoi.it/M. Lestingi/Corriere della Sera/Gazzetta dello Sport
Oltre al caso eclatante di quel Roma-Juventus del 1973 con i gol nel finale di Altafini e Cuccureddu, giova alla causa laziale ricordare altri due episodi del passato non troppo recente. Uno riguarda Vicenza-Roma della stagione 1998/99: mentre l'Olimpico straboccava di bandiere biancazzurre, al Menti i tifosi romanisti esultavano per i gol del Milan a Perugia (qualche tifoso si recò pure nel capoluogo umbro per schierarsi con i supporters rossoneri, come qualcun'altro ha pure fatto in occasione della finale di Coppa Italia dell'anno scorso, mischiandosi con i tifosi sampdoriani). Nell'articolo comparso su La Gazzetta dello Sport del 24 maggio a firma di Alessandro de Calò si legge: "Qui a Vicenza, intanto, vanno e vengono gol che rimangono sbiaditi da quelli segnati in altri campi. E' cosi' : il tabellone del Menti non segna solo il fixing della temperatura da estate indiana (31/32 gradi) ma anche i parziali degli altri stadi. Quelli trasmessi dall' Olimpico e da Perugia (scudetto perso dalla Lazio) smuovono l' applausometro molto piu' di quanto riescano a fare le cifre provenienti dal Delle Alpi e da Empoli (partita Uefa con Juve e Udinese) [...] Nemmeno il tempo di gioire. Roma in Uefa ma scoppiano due casi. Candela ufficializza "Voglio andare via", Zeman chiede garanzie. Sensi? Non si scompone. Il botto esplode dopo il boato dei 500 romanisti alla notizia che la Lazio era senza scudetto". Ma questa tutto sommato è una storia di derby a distanza: ci può stare.
Se invece andiamo a scavare in un passato ancora più lontano, troviamo un caso ancora più clamoroso. L'articolo è a firma di Massimo Fabbricini (Corriere della Sera) e la partita è addirittura Roma-Udinese. Leggete d'un fiato: "Pollice verso ieri all' Olimpico (guarda caso torna il pollice verso, come un cerchio che si chiude, ndr) come una volta al Colosseo, ma per gladiatori che nell'arena non c' erano. Condannata in contumacia alla retrocessione, a furor di popolo, e' stata la Fiorentina; a beneficiare della spietata determinazione degli spettatori giallorossi un' Udinese, che s' e' vista garantire su un piatto d' argento almeno la possibilita' di non perdere il suo posto (in serie A) attraverso novanta minuti di straordinari. Perche' ? Vecchie ruggini tra supporters romanisti e toscani non mancheranno di certo, ma a star dietro ai cori scanditi a gran voce dalla Sud (la curva che fa tendenza ed opinione), tutti inneggianti a Gigi Radice e insolenti nei confronti di Cecchi Gori (scommetteremmo Vittorio e non solo perche' il vaffa e' singolare, ndr), non devono esser state queste ad avvelenare l' atteggiamento e a far sottolineare da incredibili applausi la rete con la quale, a 10' dalla fine, "Cicciobello" Desideri ha pareggiato il rigore messo a segno in avvio di secondo tempo da Haessler e Di Sarno. Scandalosamente pari? La gente propone e la squadra dispone? Un bell' alibi, ma la tanto sbandierata professionalita' dove la mettiamo? Il fatto e' che i giocatori, fino alla smaccata non belligeranza a equilibrio ritrovato, avevano saputo interpretare con una qualche decenza il proprio ruolo. Piu' di tutti Patrizio Fimiani, il ventenne portierino di Bagnaia, nelle cui mani la Roma pone molte delle sue speranze di arrivare alla conquista della Coppa Italia, che con tutta una serie di interventi coraggiosi (grande quello in uscita, al 25' , sui piedi di Branca) aveva negato ai friulani, fattisi coraggiosi solo dopo essersi trovati in svantaggio, il pari. Nulla ha potuto sulla bordata a massima angolazione di Desideri, troppo solo per non calibrare al meglio la sua potenza. Nulla avrebbe potuto, al 12' della ripresa, sul diagonale di Orlando, schioccante sulla base del palo. "Perche' affannarsi piu' di tanto a sei giorni dalla prima delle due partite che valgono una stagione? Perche' correre il rischio di farsi male?": ci sembrava gia' in tribuna di sentire le voci dei romanisti, che avrebbero potuto fingere anche rammarico per aver fallito il traguardo di prendere almeno ad un' avversaria quest' anno quattro punti su quattro. L' Udinese aveva randellato mica male nei primi minuti e tre cartellini gialli di Collina lo confermano. Lasciamo invece da parte le espulsioni di Bonacina e Marronaro a cose fatte: cose loro, ripicche inutili, niente a che vedere col resto. Ed e' stato a lungo tutto un battersi senza farsi male, con capitan Rizzitelli a svettare nella selezione di scelte sbagliate (botte velleitare a specchio coperto, ricerca di inutili assist con il bersaglio disponibile). E poi gli episodi solforosi. Rigore per la Roma al 3' della ripresa. Un affondo centrale di Muzzi, lanciato da... Desideri, costringe Calori ad un atterramento che non consente proteste. Batte Haessler, stordito forse dalle parole che tanti hanno sussurrato nelle sue orecchie. Di Sarno ci arriva con la mano sinistra, ma fa carambolare il pallone sul suo corpo e lo rispedisce verso la porta. Il tedeschino controlla, senza ribadire. "Vostro Onore, l' avessi fatto sarebbe stato un penalty sbagliato...": potrebbe difendersi. Ed al 30' il subentrato Carnevale si nega il raddoppio, valido per la condanna friulana e lo spareggio Fiorentina Brescia, accostando nella porta vuota con tale morbidezza da consentire il recupero a spazzare di Calori. "Vostro Onore, se non avessi voluto segnare non sarei filato via, non avrei scartato il portiere, non avrei centrato lo specchio, non crede?": potrebbe ribattere. A Casarin, infine, suggeriremmo di non prendersela con il bravo Collina che nella ripresa ha recuperato un solo minuto invece dei tre o quattro necessari in base alle sue disposizioni: a quel punto si perdeva tempo spudoratamente ed il calar del sipario in certi casi e' il meglio che ci possa essere.[...] Archiviare l' incontro con i giallorossi non e' facile. Sul prato dell' Olimpico i friulani hanno acciuffato il pari quando mancava una manciata di minuti alla fine, condannando la Fiorentina alla retrocessione. "Certo, era strano sentire che la curva Sud ci incitava. Tutto cio' mi invitava a spronare ancor di piu' la squadra a reagire", spiega l' allenatore Albertino Bigon, non proprio entusiasta della prova dei suoi. [...] Tutti, sulle due sponde, parlano di partita "vera", di pareggio certamente non "accomodato". Ricordano le espulsioni, l' infortunio a Dell' Anno che rischia di saltare lo spareggio, le tante occasioni da rete gettate al vento dalla Roma.Calori: "Il tifo dei romanisti? Credo che piu' di incitare noi, volessero vedere la Fiorentina in serie B".