Cavanda, missione fascia sinistra
Fonte: Rassegna stampa a cura de lalaziosiamonoi.it tratta dal Corriere dello Sport
La Lazio è riuscita a blindarlo qualche mese fa. Non perché vive da qualche tempo nella foresteria di Formello, ma perché stava rischiando di perderlo a parametro zero, come successo con Faraoni. Alla fine, Lotito era riuscito a riprendere il rapporto con Zavaglia, manager del giocatore, facendo firmare il ragazzo, ben contento di rimanere a Roma. Così, Luis Cavanda si era legato alla società capitolina fino al 2014. Esterno belga di origine angolana (manda sempre i soldi a casa), fu scoperto da Walter Sabatini quando giocava con lo Standard Liegi e venne acquistato per un indennizzo di 15.000 euro. Reja lo sta valorizzando al massimo e il ragazzo sembra aver già messo la testa a posto (noti i suoi ritardi ai tempi della Primavera, ovvero fino a pochi mesi fa, ndr). Un calciatore quasi esemplare, verrebbe da dire. Può agire su entrambe le fasce e adattarsi ad entrambi i moduli (3-4-2-1 e 3-5-2). Si candida prepotentemente a ruolo di vice-Lichtsteiner ma è a sinistra che sembra esserci un posto vuoto: Garrido è fuori per problemi fisici, mentre Del Nero da quella parte non dura più di 60 minuti perché poi viene fermato dai crampi. Contro il Bologna potrebbe arrivare la sua grande chance. Cavanda ha già esordito dal primo minuto in Europa League contro il Levski Sofia, poi si è messo in mostra in Serie A a Genova contro la Sampdoria (ha sfiorato pure il gol con un gran tiro da fuori). Adesso il trucco sta nel non montarsi la testa, nel non sentirsi arrivato e nel raccogliere la consapevolezza che la strada da fare è ancora lunga.