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Brocchi, l'uomo d'esperienza con lo spirito da ragazzino

di Valerio Spadoni
Fonte: Rassegna stampa a cura de lalaziosiamonoi.it tratta dal Corriere dello Sport

Ha fatto dodici: sono i suoi campionati in Serie A. Il dodicesimo è quello attuale. Cristian Brocchi non l’ha ancora iniziato perché è rimasto in panchina contro la Sampdoria ma spera che la chiamata sia prossima. A Genova sperava di entrare, Reja ha preferito non utilizzarlo. E’ il saggio del gruppo, l’uomo di maggiore esperienza, ma dentro conserva lo spirito di un ragazzino. Dodici campionati di Serie A, 232 presenze. Brocchi naviga nel calcio professionistico da 16 anni. Ai dodici massimi tornei vanno aggiunte le esperienze in C1 (due stagioni con Pro Sesto e Lumezzane), in C2 (Pro Sesto) e in B col Verona di Cesare Prandelli. Le sue apparizioni totali sono 351. Cristian Brocchi è fresco e pimpante, è stato decisivo l’anno scorso e vuole confermarsi. E’ un punto di riferimento per i compagni e per il nuovo tecnico. Ha firmato il rinnovo contrattuale con la Lazio, si è legato ai colori biancocelesti per altri due anni, chiuderà la carriera in biancoceleste e poi deciderà se continuare da dirigente o no (è il progetto che gli ha proposto Lotito). Brocchi non ha ancora esordito nel 2010-11 ma lui è abitutato agli inizi in salita. Andò alla Fiorentina quando si vide chiuso al Milan, conquistò la stima di una città e di una tifoseria. Questo per dire che non smette mai di mettersi in gioco. Brocchi è nei cuori della gente laziale, è stato decisivo per la salvezza.

Brocchi ha lottato per la Lazio, per tirarla fuori dal tunnel. Brocchi ha superato ostacoli e difficoltà, in campo e nella vita. Ha superato una stagione terribile e risolto i problemi che avevano colpito la sua famiglia. Durante la conferenza stampa svolta in ritiro raccontò le sue emozioni: “Ho trovato l’accordo con la società, sono molto felice per me e per la mia famiglia, nonostante avessi l’opportunità di tornare a casa, a Milano. Ho pensato e penso di aver fatto la scelta giiusta, ovvero quella di restare alla Lazio. Qui ho passato due anni molto belli e anche difficili, ho un rapporto buonissimo con il club e con i tifosi, non mi andava di andare via in anticipo. Ho sempre rispettato le persone che l’hanno fatto con me, avevo voglia di continuare con questa maglia. La riconoscenza viene al primo posto. Questa è stata forse la stagione più complicata della mia carriera. La Lazio non andava bene e, anche se non ne ho mai parlato, sapete che sotto il profilo familiare ho vissuto un periodo non facile. E’ stato emozionante superare alcune difficoltà, ora sono contento per me e la mia famiglia, ho riacquistato serenità: il bimbo sta bene”.
E’ stato vicinissimo al ritorno al Milan, alla fine ha scelto di rimanere a Roma: “Oggi penso di limitare la mia esperienza alla Lazio soltanto a quella di calciatore. Quando capirò di non essere più competitivo sul campo e deciderò di smettere, allora vedrò cosa fare. Ma adesso sono convinto di chiudere a testa alta la mia carriera calcistica alla Lazio e salutare nel miglior modo possibile i tifosi tra due anni”.

Il Milan l’avrebbe riaccolto in squadra, con i rossoneri ha svolto una tournèe negli USA. E’ la società che lo ha fatto crescere e studiare da quando aveva nove anni. Un giorno, probabilmente, le strade si riuniranno ma non è ancora arrivato quel momento. Ecco perché la sua scelta di restare nella Lazio è ancora più importante. Brocchi c’è, col suo carico di forza e grinta, con la sua determinazione, con la sua esperienza, con il suo grande cuore.
 


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