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Baronio attacca: "Lotito non ha mantenuto la promessa di rinnovo...Dalla gente mi sarei aspettato un applauso nell'ultima gara..."

di Riccardo Mancini
Fonte: noibiancocelesti.net

Roberto Baronio, intervenendo a "Noi Biancocelesti", in onda su Radio Erre 2, ha concesso la prima intervista da quando ha smesso di giocare con la Lazio e si è raccontato partendo dalla stagione appena passata, snocciolando ricordi e soffermandosi anche sul suo futuro. Questo il suo pensiero sullo scorso campionato e sulla costante dei giocatori 'fuori rosa':

"Per me personalmente non è andata male, perchè ho giocato con continuità. Poi quando c'è stato il cambio di allenatore, l'unico ad essere escluso dalla formazione 'vecchia' sono stato io. Ha influito il reintegro di Ledesma, che, fino a quel momento, era stato tenuto fuori. Penso che non fossi l'unico responsabile, perché quando si fa male si fa male tutti. Fu una scelta tecnica e Reja stesso ha ammesso di volere un giocatore più difensivo di me. Finché ho giocato sono stato applaudito, mi sarei aspettato un applauso nell'ultima partita, che non è arrivato. Penso di aver fatto tanto anche negli ultimi due mesi, perché me ne potevo fregare e fare casino con l'allenatore e invece sono rimasto vicino alla squadra e mi sono allenato con professionalità. Ci tengo talmente tanto alla Lazio che incitavo dalla panchina i compagni, affinché si uscisse da quella situazione. Prima del cambio di allenatore giocavo ogni tre giorni e quando Ballardini mi chiedeva se volessi riposare io dicevo di no, perché volevo contribuire ad invertire la rotta e ad uscire da quella situazione. Alla fine delle partite era stanchissimo, ma il non aver avuto infortuni gravi e l'aver giocato con continuità ha consentito che giocassi sempre. È chiaro che quando tutta la squadra ha cominciato a giocar male anche le mie prestazioni sono calate. A parte qualche giornalista, che mi criticava a priori, a cui non ero simpatico, gli altri riconoscevano le mie buone prestazioni. Il giudizio positivo, nonostante le sconfitte della squadra, mi faceva piacere ed era uno stimolo in più. Alcuni toccavano la mia sfera personale e questo non mi è stato bene. Quando le cose vanno male i meriti e i demeriti vanno distribuiti. Quando i tifosi fischiavano non potevamo lamentarci. La formazione la fa l'allenatore, ma i primi colpevoli eravamo noi che scendevamo in campo e che non ottenevamo i risultati. Inoltre la rosa la costruisce la società, non avevamo riserve e chi è arrivato non è stata all'altezza".

L'ex capitano biancoceleste sposa la causa degli 'emarginati': "Io Ho sperimentato cosa voglia dire e vedo che la situazione perdura. Mi sono ritrovato ad essere titolare lo scorso anno ma fino all'anno prima facevo parte dei 'fuori rosa', che, ci tengo a chiarirlo, non hanno alcuna colpa e che non creano alcun problematica allo spogliatoio. Chi fa parte della prima squadra non è infastidito ma solo dispiaciuto per la sorte di questi compagni. Li vedono allenarsi fuori rosa solo perché non hanno trovato una squdra altrove. Infatti non è vero che bisogna accettare tutte le squadre che la società ti propone. Se arriva una proposta, che ti fa guadagnare un terzo di quello che guadagni alla Lazio, non è detto che devi accettare... Molti hanno guadagnato sempre poco e ci pensano bene prima andare a guadagnare molto meno. Se hai quaranta giocatori in rosa non è colpa dei giocatori... Il problema vero è spiegare bene la situazione di questi ragazzi. Chi legge i giornali deve sapere come stanno realmente le cose. Sicuramente si sono opposti ad alcune proposte, ma se queste sono di una società di Lega Pro e con un guadagno molto più basso ci pensi prima di accettarle... A me regalare soldi non è mai piaciuto, ma pur di giocare andavo in squadre meno blasonate e guadagnavo meno. Spesso ho percepito la metà di quello che prendevo alla Lazio, ma non tutti la pensano come me e rispetto la loro scelta".

Baronio rivela poi che a gennaio poteva andare al Bologna e invece è rimasto sulla base di una promessa poi non mantenuta di Lotito: "Parlai chiaro con la società dicendo che volevo rimanere a vita nella Lazio. Dissi al presidente che se non mi avesse rinnovato il contratto sarei andato al Bologna e mi sarei trasferito subito. Lui mi rispose che per Ballardini ero intoccabile e che se mi volevano dovevano pagarmi. So che lui ha chiesto soldi al Bologna, che si è tirato indietro. Mi disse che, visto il nostro buon rapporto, tutto si sarebbe sistemato e invece a fine stagione non mi ha rinnovato il contratto... E' anche per questo che ora sono senza squadra!"

Questi i suoi ricordi più belli e più brutti: "Il più bello, per il fatto di aver giocato, è stato l'ultimo. Sono fiero di aver giocato in una grande squadra, visto che feci parte di una rosa composta da grandissimi calciatori che ha vinto molto meno di quanto meritasse. L'anno peggiore fu quello di Perugia, in cui speravo di poter scendere in campo e invece il presidente, pur di non farmi giocare, mi faceva giocare con primavera e non mi invitava alle cene della squadra al suo castello. Non capisco perché Gaucci se la fosse presa con me e con Nicola Amoruso. Ho fatto parte di tutti i gruppi di Lazio che hanno vinto qualcosa. Potevo restare senza giocare ma ho preferito andare altrove pur di scendere in campo".

Il tecnico migliore che ha avuto è anche quello con cui è andato meno d'accordo: "L'allenatore migliore a livello umano sono stati Colomba, Cosmi ed Eriksson. A livello di apprendimento il migliore è stato Delio Rossi. Pur non avendomi fatto giocare, è uno insegna calcio, ma a livello umano non siamo mai andati d'accordo. In serie A gli allenatori hanno tutte delle qualità. Ce ne sono stati di meno bravi ma nessuno che demeritasse. Prima dei mondiali vinti mi sono allenato una settimana con la nazionale di Lippi e lui mi ha stupito per la sua bravura. C'è stato un momento che raggiunsi la nazionale dopo due anni di Chievo e potevo tagliare il cordone ombellicale con la Lazio e rimanere a Verona. Poi arrivò Delio Rossi e non sono più riuscito ad esprimermi al meglio".

Baronio è molto confuso sul suo futuro, che potrebbe vederlo approdare nella terza squadra della Capitale: "Mi sto allenando con l'Atletico Roma e la ringrazio la società per l'opportunità. Mi hanno fatto un'offerta ma sono aspettando perché il mercato degli svincolati è iniziato da poco. Potrei aspettare fino a gennaio ma vorrebbe dire quasi smettere. Per me è un momento difficile e non sono felicissimo. Mi sostiene la mia famiglia e questo è l'unica cosa che mi solleva. C'è la possibilità che accetti l'Atletico Roma, ma è paradossale che fino a pochi mesi fa giocassi con la Lazio da titolare e da capitano ed ora, con tutto il rispetto, mi potrei ritrovare in Lega Pro...".


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