.

Audero dopo il petardo: "Ho dolore a orecchio e schiena, farò accertamenti"

di Chiara Scatena

Emil Audero torna a parlare dell’episodio del petardo durante Cremonese-Inter in un’intervista alla Gazzetta dello Sport: "Sto abbastanza bene, almeno mentalmente – racconta – ma è una cosa difficile da digerire. A fine partita, quando è scesa l’adrenalina, il collo si è irrigidito. Ora sento dolore all’orecchio e la schiena è rigida. Nei prossimi giorni farò degli accertamenti, ma poteva davvero andare peggio".

Il racconto di quei momenti è segnato da paura e incredulità. "Ho fatto pochi passi e poi quel botto tremendo: un boato, come una martellata all’orecchio, facevo fatica a sentire. Ho visto il taglio sulla gamba destra, il pantaloncino strappato, e ho sentito un bruciore fortissimo. Se non mi fossi spostato, poteva finire molto male".

Nonostante tutto, il portiere della Cremonese ha scelto di restare in campo. "Non mi andava di sospendere la partita per un episodio del genere e sapevo di potercela fare. Poi però è successo qualcosa che non avevo mai vissuto prima: nel secondo tempo ho avvertito un senso di vuoto. Il ginocchio faceva male, ma il problema era dentro. Una delusione profonda, poca voglia di giocare. Ero in campo, stavo facendo il lavoro che amo, ma i pensieri tornavano sempre lì, al punto dello scoppio. Bastava poco più in là e chissà: una mano, un braccio, o peggio. Mi chiedevo perché fossi ancora in campo, perché stessi giocando. La testa girava a mille. È stata una sensazione bruttissima".


Altre notizie
PUBBLICITÀ