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Abodi: "Presidente FIGC? Lavoreremo per ridare credibilità al calcio italiano"

di Christian Gugliotta

Intervenuto ai microfoni dei cronisti presenti allo stadio Olimpico dopo aver incontrato il Roma Club Gerusalemme, il Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi ha parlato di diversi temi, tra cui i fatti di Torino - Juve e le elezioni del nuovo presidente FIGC. Queste le sue dichiarazioni:

“Torino-Juve? Non è una pagina di sport. Aldilà che qualcuno pensi di portare avanti una causa sportiva, io credo che si confrontino dei delinquenti che non hanno nulla a che vedere con il calcio. Non perché non voglia assumermi la responsabilità, ma perché c’è un discrimine nei comportamenti. Le persone normali si trovano dentro uno stadio e tifano e i delinquenti si scontrano in piazza, aggredendo le forze dell’ordine. Questo è inconciliabile con lo sport”.

“Presidente Federcalcio? Non sono aggiornato, le dinamiche dell’assemblea elettiva vanno avanti come è giusto che sia. Il 22 giugno ci sarà il presidente della FIGC e chiunque sia, sarà un interlocutore con cui dialogare per migliorare, nella speranza che quello che non si è riusciti a fare in tanti anni si possa produrre dopo l’elezione. Perché il calcio ne ha bisogno, non solo per recuperare competitività, ma perché abbiamo bisogno di recuperare reputazione e credibilità, che il calcio ha perso negli ultimi anni”.

“Como? Complimenti, la dimostrazione che una buona formula società e una tecnica e sportiva consente anche realtà che non hanno mai toccato questo vertice di raggiungerlo e di arrivare in Champions League. Sogno anche un’esperienza che sia italiana, perché sono convinto che il talento ci sia. C’è soltanto bisogno di fiducia, di pazienza e di un modello di moderna visione, che ancora fatica a emergere, ma non posso immaginare che il talento italiano nei più giovani si sia perso. È sacrificato sulla base di interessi che sono diversi”.


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