.

Abodi: "È in gioco la partita per l'ammodernamento del calcio"

di Simone Locusta

Intervenuti ai margini degli Sky Inclusion Days, il Ministro per lo Sport Andrea Abodi si è espresso in merito alle riforme da fare (due in particolare) e sulla scelta sempre più vicina di Giovanni Malagò per la presidenza della FIGC. Di seguito le sue parole riportate da Tuttomercatoweb:

"Il primo è il tema degli assetti dei campionati, i calendari, dell'assetto anche del sistema professionistico. Questo sistema è al tempo stesso corporativo e consociativo. È in gioco anche la partita per l'ammodernamento del calcio. Serve anche un meccanismo nel quale le componenti non abbiano la capacità di porre veti allo sviluppo del sistema nel suo complesso. Dalla base a chi si confronta in Europa, ognuno deve essere messo nella condizione di fare bene il suo mestiere".

"Il secondo tema è quello della giustizia sportiva, non solo calcistica. Con lo stesso spirito della commissione indipendente sui conti, la giustizia sportiva deve avere un suo profilo di indipendenza. È sempre stato così, ma gli organi non devono giudicare i soggetti che li hanno designati. C'è una relazione che non rende comunque, almeno all'apparenza, e poi vediamo purtroppo anche nella sostanza, indipendente il giudizio. C'è una relazione stretta tra il soggetto che designa e chi deve valutare i designati. Stiamo lavorando con il CONI, mi aspetto entro giugno in giunta il primo modulo delle riforme, relativo alle procure federali e a quella generale presso il CONI".

Sull'ipotesi Serie A a 18 squadre: "Lo valuteranno in relazione non solo ai costi dei club professionistici, che poi è sempre questione di scelte, perché non è che ci sia il vincolo di indebitarsi, ma è anche un tema di calendario. La questione non è che si giochi troppo, all'estero si gioca anche di più. Però i calendari domestici e internazionali devono trovare una sintesi, altrimenti i secondi soffocano i primi. Io credo che serva una scelta di fondo: infrasettimanale per le partite internazionali e fine settimana per i campionati nazionali. Credo che sarebbe il caso, a livello europeo, di avere una disciplina comune almeno tra i cinque grandi campionati. Questo si assocerebbe a un discorso legato a promozioni e retrocessioni, soprattutto tra A e B. In B ogni anno cambia più del 30% di squadre: c'era un vecchio accordo di tanti anni fa, disatteso, per una simmetria tra promozioni e retrocessioni. Sono piccoli accorgimenti che si potevano fare”.

Poi su Malagò probabile scelta per la FIGC: “Ogni scelta è corretta. Quello che determina la correttezza della scelta è l’efficacia dell’azione. Non è una questione di nome: ogni nome si porta il suo vissuto, la sua storia. Sia Giovanni Malagò sia Giancarlo Abete hanno storie nel calcio, ma sono differenti”. 


Altre notizie
PUBBLICITÀ