.

Lazio meno 9, il Coni premia il dr.Gentili con la Stella di Bronzo al Merito Sportivo

di Riccardo Mancini
Fonte: Riccardo Mancini - lalaziosiamonoi.it

In un momento in cui la gente Laziale sembra aver perso gran parte di quell'attaccamento e di quel sentimento di passione che da oltre un secolo la tiene legata indissolubilmente all'Aquila biancoceleste, c'è ancora chi, in un modo o nell'altro, prova a distaccarsi dalla realtà, ad uscire dagli schemi della quotidianità, a pensare a ciò che questo popolo ha vissuto, a quante battaglie è riuscito a vincere, nonostante le mille avversità. Concentrarsi sui due Scudetti o sulle coppe europee, vinte nel periodo Cragnottiano, potrebbe dire qualcuno, sarebbe sin troppo scontato. Il tifoso Laziale (parlando dei più grandi, ndr), vista l'attuale mancanza di un'identità vera e propria, tende spesso a riconoscersi in un periodo tutt'altro che semplice della propria vita: quello del meno 9. Fiorini, Poli, Caso, Fascetti, Gregucci, tanti, tantissimi gli eroi di quella stagione (1985/86), rimasti, a distanza di anni nei cuori della gente biancoceleste. Idoli veri, manipolo di ragazzi che ha gettato il cuore oltre l'ostacolo e che ha salvato la Lazio ed i suoi supporters dal baratro della serie C. In quella grande famiglia, però, ci sono personaggi, ai più sconosciuti, passati sempre in secondo o addirittura terzo piano ma che, per la grandissima mole di lavoro svolta nel corso degli anni, meriterebbero le stesse onoreficenze di calciatori e presidenti. In primis Maurizio Manzini, storico team manager della Lazio, giunto al suo 38° anno in biancoceleste, un vero e proprio Highlander. Come non menzionare poi il massaggiatore Doriano Ruggero, anch'egli con tantissima esperienza di Lazio sulle spalle, il preparatore atletico Roberto Sassi o il prof. Alfredo Carfagni, medico sociale di quegli anni, accanto al quale ha avuto modo di distinguersi il dottor Giuseppe Gentili. Quest'ultimo, notizia di pochi giorni fa, è stato premiato dal Coni con la Stella di Bronzo al Merito Sportivo, in riconoscimento delle benemerenze acquisite nella sua attività dirigenziale. Un personaggio schivo, professionista esemplare, specialista in Medicina dello Sport e medico delle Fiamme Gialle, rientrato a far parte della società per la quale fa il tifo sin da quando era bambino, nel settembre del 2004 (fino al 2006), come responsabile sanitario del settore giovanile. "Il mio sogno è quello di tornare a vestire i colori che amo...", ha dichiarato Gentili ai suoi amici più stretti. Chissà che qualcuno nelle alte sfere, non ascolti le sue parole, verrebbe da dire a questo punto, vista soprattutto la Lazialità di tale professionista. Nel frattempo, però, la redazione de lalaziosiamonoi.it porge i più sentiti complimenti al medico, con la speranza di ritrovarlo presto sotto l'insegna dell'Aquila...


Altre notizie
PUBBLICITÀ