Il Fatto Quotidiano e lo striscione per Nino Cutrì attribuito ai laziali: le scuse dell'autore, domani la rettifica
Fonte: Lalaziosiamonoi.it
Durante il derby tra Lazio e Roma di domenica, ha catturato l'occhio e suscitato scalpore uno striscione: "R.I.P. Nino Cutrì". Antonino Cutrì è rimasto ucciso lo scorso 3 febbraio in un conflitto a fuoco con gli agenti della Polizia penitenziaria, nel tentativo di assalire il furgone per far evadere il fratello ergastolano. Lo striscione è stato esposto nel settore dei Distinti Sud lato Tribuna Tevere, riservato ai tifosi romanisti: le immagini mostrano come uno dei due ragazzi che stava stendendo lo striscione avesse un giubotto nero con la scritta 'Palermo'. Oggi, sulle colonne del Fatto Quotidiano, l'esposizione dello striscione viene invece attribuita erroneamente ai sostenitori biancocelesti: "Le falangi del tifo laziale si sono superate inseguendo l’attualità con uno striscione inneggiante a Nino Cutrì, il fratello morto del boss evaso nella sparatoria relativa, striscione che lo invitava a riposare in pace evidentemente propedeutico alla cattura di Domenico, di ieri", si legge nell'articolo intitolato "Violenza ripiegata negli striscioni". A tal proposito, Radiosei ha contattato l'autore dell'articolo, Oliviero Beha. Il noto scrittore-giornalista e collaboratore del Fatto Quotidiano ha chiesto pubblicamente scusa per l'errore: ha spiegato come quell'episodio gli fosse stato riferito in quei termini, riconoscendo la propria responsabilità nell'averlo riportato in tal modo. Beha ha inoltre anticipato che per domani, sempre sul Fatto Quotidiano, è prevista la pubblicazione di una rettifica.