GUARDA IL VIDEO - La giornata di Mauro Zàrate in Curva Nord: tra emozione e delusione..."Questa gente è fantastica..."
Fonte: Riccardo Mancini - lalaziosiamonoi.it
Era iniziata nel migliore dei modi la giornata di Mauro Zàrate: dopo una mattinata trascorsa in maniera tranquilla, intorno alle 13.45 El Pibe de Haedo ha raggiunto lo stadio Olimpico di Roma, accompagnato dal manager Luis Ruzzi e da un suo caro amico. Alcuni responsabili della Curva Nord, dopo aver istituito una sorta di servizio d'ordine, lo hanno raggiunto all'ingresso della Tribuna d'Onore, per accompagnarlo nel cuore del tifo biancoceleste. Tuta grigia e scarpe rigorosamente griffate Nike (suo sponsor personale), cappello e sciarpa al collo. Tutto era pronto per il grande evento. Tanto, tantissimo l'entusiasmo attorno al campione argentino: bambini, ragazzi, donne, uomini, anziani. Tutti uniti nel nome di Mauro Zàrate. Un solo grido sulle bocche della gente biancoceleste che ha lasciato piacevolmente sorpreso il numero 10 Laziale. "Sono nervoso, non riesco a dire nulla, questa gente è fantastica", queste le uniche frasi uscite dalla bocca di un Maurito sorridente ma al tempo stesso contratto, nel tragitto che lo ha accompagnato sulle gremite gradinate dell'impianto romano. Un fiume di gente impazzita, l'affetto di un popolo che vede in lui l'unica ancòra di salvezza. Ha deciso di seguire la gara dei suoi compagni in mezzo ai tifosi, arrampicandosi sul cancellone giallo della Curva Nord (con lui anche la candidata alla Regione Lazio, Renata Polverini) come uno di loro ed incitando la squadra sin dall'inizio della partita. Ha sofferto come tutti, ha cantato i cori della gente, ha battuto le mani, ha trepidato fino alla fine. Nel momento del rigore calciato da Kolarov, ha scelto di non guardare e quando i tifosi del Bari sono esplosi per la parata di Gillet si è girato quasi in lacrime, dando le spalle al campo, non ce l'ha fatta più. E' sceso dalla recinzione sedendosi sui gradoni e mettendosi le mani nei capelli.
La delusione ha preso il sopravvento in quel momento, non ha voluto parlare più con nessuno. Scuro in volto, ha lasciato la Nord per ultimo, accompagnato dai ragazzi della Curva e da alcuni steward fino all'ingresso della Monte Mario. Una giornata iniziata nel migliore dei modi, con 50.000 spettatori pronti a spingere la Lazio verso la vittoria ed un Maurito in più a fare il tifo, ma che si è conclusa come peggio non poteva. Una pesante sconfitta che lascia l'amaro in bocca a tutti e soprattutto al suo campione. Zàrate, ora più che mai, non vede l'ora di tornare ad indossare maglia e pantaloncini della prima squadra della Capitale ed i suoi scarpini gialli. C'è la Lazio da salvare, tutto il resto, ormai, non conta...
PHOTOGALLERY: La Nord vince con Zàrate... La Lazio crolla con il Bari