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L'ANGOLO TATTICO di Sampdoria-Lazio - "Mi metti Poli su Ledesma? E io allora..."

di Stefano Fiori
Fonte: Stefano Fiori-Lalaziosiamonoi.it

Ti giri verso una panchina e ritrovi il passato recente della Lazio. Ti volti in direzione dell'altra panchina e ne vedi il presente, nonché il futuro. Sampdoria-Lazio non poteva che essere Delio Rossi vs Vladimir Petkovic. Il calendario non concede tregua ai cortocircuiti sentimentali, il tecnico riminese ha esordito direttamente contro la sua ex squadra. Una coincidenza che, almeno per quanto visto nel primo tempo, era volta a favore di Rossi. In questi mesi lontano dalla panchina, l'ex mister biancoceleste ha avuto modo di seguire a fondo - per affetto e per curiosità professionale - la Lazio di Petkovic. Nel match di ieri, questo si è visto. Oltretutto, Delio Rossi conosce Cristian Ledesma come forse nessuno al mondo. E anche questo ieri si è visto. Il nuovo tecnico blucerchiato ha schierato in campo i suoi nuovi giocatori con il suo marchio di fabbrica, il 4-3-1-2. Una prima differenza, rispetto al 4-5-1 spesso adottato dall'esonerato Ciro Ferrara.

POLI SU LEDESMA, MA PETKOVIC FA SCACCO MATTO - La soluzione che più ha inciso sull'economia del match, però, è stata la presenza di Andrea Poli come trequartista. Con Ferrara, l'ex centrocampista dell'Inter veniva adattato sull'out sinistro. Ieri, invece, Rossi lo ha posizionato tra le linee biancocelesti. Una scelta volta a sfruttare le doti tecniche di Poli? Non proprio. Rossi era consapevole dell'importanza di Ledesma come primo regista nello scacchiere laziale, per questo motivo gli ha affibbiato per tutto il primo tempo un giocatore capace a difendere, ma anche a giocare la palla una volta riconquistato il possesso. A conti fatti, la mossa di Rossi si è rivelata azzeccata: il pressing di Poli su Ledesma è stato costante e asfissiante, con l'italo-argentino costretto ad arretrare il baricentro e avere più tempo per smistare il pallone. Bisogna aggiungere poi come la linea difensiva biancoceleste stazionava piuttosto bassa, così da creare uno sbilanciamento rispetto al centrocampo: Eder era bravo a giocare largo sulla trequarti, così da avere più campo per tentare il dribbling o la triangolazione. Nella partita a scacchi che si era venuta a creare sul campo del Luigi Ferraris, Delio Rossi sembrava aver imbrigliato le armi di Vladimir Petkovic. In una partita a scacchi, però, succede che l'avversario escogiti la contromossa decisiva e faccia scacco matto. "Rossi mi blocca Ledesma in cabina di regia? E io arretro Hernanes di qualche metro e lo alterno come playmaker a Cristian!", deve aver ragionato così il tecnico di Sarajevo. Scacco matto avvenuto: Poli poteva pressare su uno di loro, non certo su entrambi. La manovra biancoceleste ha ripreso a macinare, di pari passo è cresciuta anche la prestazione di Senad Lulic sulla fascia sinistra: nell'uno contro uno con Gaetano Berardi si è rivisto il bosniaco apprezzato lo scorso anno, palla in mezzo ed è arrivato il gol del vantaggio per la Lazio. Il match era giunto al 30', fino all'intervallo i biancocelesti hanno mantenuto senza troppa opposizione il controllo del campo.

SAMP POCO PERICOLOSA - Nella ripresa, Rossi ha cercato di correre ai ripari: fuori uno spento Nenad Krsticic, dentro un trequartista puro come Roberto Soriano. Con il neo-entrato dietro le punte e Poli spostato a sinistra, però, la Sampdoria ha perso smalto in pressing, con Soriano incapace di imprimere la svolta decisiva. L'incontro è andato così avanti con la Lazio brava a pressare alto, a riconquistare il pallone e a ripartire con accelerazioni continue. Nessuna delle due parti, però, è mai arrivata concretamente ad affondare il colpo. Intorno al 65' i blucerchiati hanno provato a spingere sull'acceleratore: con l'ingresso di Nicola Pozzi al posto di Mauro Icardi, la Samp è anche andata vicino al gol, ma oltre al tiro dalla distanza del neo-entrato la Lazio non ha mai rischiato di subire il pareggio. Superato l'80° minuto, Petkovic ha operato i primi cambi: all'81', dentro Luis Pedro Cavanda per Hernanes, con Stefano Mauri spostato nel ruolo di interno sinistro; all'87', invece, lo stesso Mauri è stato sostituito da Michael Ciani. Nei minuti finali, pertanto, la Lazio ha giocato con il 5-4-1: linea difensiva formata da Cavanda e Radu terzini, Biava-Dias-Ciani asse centrale, centrocampo con Konko Lulic larghi e Gonzalez-Ledesma centrali. Al 90', infine, Miroslav Klose ha lasciato il posto a Sergio Floccari, ma ormai il match era deciso. Forse già da quello scacco matto che il presente (Petkovic) ha giocato al passato (Rossi).


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