L'ANGOLO TATTICO di Lazio-Pescara - Due domande: Lotito sperava nelle due punte? E col Milan Pererinha terzino oppure...?
Fonte: Stefano Fiori-Lalaziosiamonoi.it
"Il Pescara ha giocato con un modulo difensivo. La Lazio, invece, non ha messo in campo una squadra offensiva, bensì uno schieramento che viene utilizzato contro squadre di grandissimo spessore, le quali obbligano a contenimenti e ripartenze. Abbiamo quindi ottenuto questo risultato grazie a quei due missili incredibili di Radu e Lulic, ma è stata comunque una vittoria senza affanni". Tra un'esternazione accalorata sul fantasma sempre aleggiante delle inchieste Uefa e una battuta sul mercato, un Lotito versione-tattico ha riassunto così, in zona mista, la partita di ieri contro il Pescara. Un'analisi passata un po' in sordina, ma che contiene un passaggio dal contenuto interessante: "La Lazio ha messo in campo uno schieramento che viene utilizzato contro squadre di grandissimo spessore". Siamo lontani dal berlusconiano "Messi va marcato a uomo", ma fa un certo effetto sentire esprimere, da parte del patron laziale, pareri tattici che suonano sottilmente in controtendenza con le scelte adottate dal proprio tecnico. Che Lotito si aspettasse un modulo con le due punte, con Floccari affiancato dal suo pupillo Kozak o dal neo-acquisto Saha? A rileggere le sue parole, sembra che stiano così le cose. La vittoria ha accontentato tutti, i due "missili incredibili" di Radu e Lulic hanno permesso di archiviare la pratica Pescara con più di un tempo d'anticipo: il tono utilizzato da Lotito è quindi ben spoglio di qualsiasi venatura di critica o ingerenza riguardo alle decisioni dell'allenatore. Resta il fatto che, fino alla rete del difensore romeno, la Lazio aveva incontrato qualche fatica di troppo nello scardinare l'arcigna e arroccata difesa abruzzese. L'ex Bergodi si è presentato a Roma con lo stesso schieramento che adottò il Chievo vincitore contro i biancocelesti: 5-3-2, con Balzano e Zauri che raramente hanno alzato il proprio baricentro. Proprio come nella sfortunata sfida con i veronesi, l'undici di Petkovic ha inizialmente provato ad aggirare la resistenza pescarese con cross in area e tiri dalla distanza. La prima soluzione, con il solo Floccari dotato di discrete qualità aeree, si è dimostrata ben presto inconcludente. A far svoltare l'incontro ci ha pensato allora la seconda alternativa: due siluri imprendibili e quasi invisibili per il povero Pelizzoli. In vantaggio di due reti, qualsiasi discorso sulla pochezza quantitativa dell'attacco biancoceleste è finito in cantina. Rimane però la considerazione che, contro formazioni che si presentano all'Olimpico per strappare il punticino, aumentare il potenziale offensivo può essere un'opzione da prendere in esame. Fermo restando che il 4-1-4-1 è il modulo che più di ogni altro ha regalato soddisfazioni e vittorie alla Lazio.
CONTRO IL MILAN, PEREIRINHA VICE-KONKO? O FORSE... - Ecco che, proprio su questo punto, sorge un altro interrogativo: con Abdoulay Konko out e Luis Pedro Cavanda fuori rosa, siamo sicuri che contro il Milan Petkovic riproporrà il 4-1-4-1, schierando quindi Bruno Pereirinha terzino destro? Il dubbio è quanto mai concreto, non fosse altro per un dato: nella zona destra della difesa biancoceleste agirà con tutta probabilità un certo Stephan El Shaarawy. Ieri il portoghese ha dimostrato buona gamba e qualità di palleggio, ma il test è stato tutt'altro che probante per capire se abbia le potenzialità per giocare da terzino nel campionato italiano, soprattutto in una sfida troppo decisiva per le sorti europee della Lazio. Domani la ripresa degli allenamenti, sabato sera il big match di San Siro: Petkovic avrà di che ragionare su quale sia l'assetto migliore da mandare in campo contro i diretti concorrenti. Si parte idealmente dalla conferma del modulo base, ma nessuno stupore se la scelta dovesse ricadere sulla difesa a tre...