L'ANGOLO TATTICO di Lazio-Chievo - Hernanes e Mauri, fuori tutti e due: troppo...
Fonte: Stefano Fiori-Lalaziosiamonoi.it
Cadere a un passo dal 17° risultato utile consecutivo: nel numero la beffa, il colmo paradossale per una squadra tacciata dai detrattori di essere "fortunata". Il responso del campo, però, rigetta considerazioni legate alla scaramanzia: la Lazio vista in campo ieri può prenderla solo con se stessa. Il Chievo ha fatto poco o nulla in fase offensiva per giustificare la vittoria. Per i biancocelesti, però, la sconfitta è legittima in quanto punitiva delle scelte iniziali, della condizione atletica, della mancanza di alternative in rosa.
ESCLUSIONI DA KO - Alla lettura delle formazioni ufficiali, lo stupore ha preso il sopravvento: fuori Hernanes e Mauri in un colpo solo, dentro Brocchi e Gonzalez. La filosofia "pensiamo a una partita per volta" ha issato bandiera bianca contro "martedì c'è la Juventus". Petkovic ha difeso a spada tratta le sue scelte: "Le rifarei certamente: i giocatori devono essere al 100% e loro non lo erano". Averli inseriti nel secondo tempo, però, presuppone che Hernanes e Mauri almeno al 60-70% dovevano essere. Perché allora non invertire la rotta?Cercare di sbloccare subito il risultato con la formazione tipo poi pensare al turnover? O meglio, perché rinunciare a entrambi, invece di schierarne almeno uno all'inizio (dando magari vita a un staffetta nella ripresa)? Il tecnico biancoceleste avrà avuto le sue sacrosante ragioni, ma sta di fatto che una mediana formata da Ledesma, Gonzalez e Brocchi rinuncia già in partenza a costruire. La speranza di Petkovic era riposta nella spinta creativa di Candreva: il ritorno in campo da titolare, però, ha fatto rima con una prestazione opaca, distante dagli standard di inizio stagione. La condizione generale della squadra è quella che desta più preoccupazioni: che si tratti di gambe pesanti - per via del richiamo di preparazione durante la sosta - o di stanchezza per una stagione intensa, la tenuta atletica dei biancocelesti lancia segnali di avvertimento.
BRAVO CORINI - In attacco, la solitudine di Sergio Floccari si è acuita ben presto in una condizione da eremita. Nel primo tempo, i centrocampisti cercavano a rotazione di fare numero in area di rigore, sia Candreva che Lulic spingevano molto avanti il proprio baricentro: il più delle volte, però, la punta calabrese si è trovata a divincolarsi da sola dalla marcatura dei tre centrali clivensi. L'assetto varato da Eugenio Corini ha premiato così le intuizioni del tecnico gialloblù. Scegliendo la difesa a cinque, il mister veneto ha pensato innanzitutto a difendere i disordinati assalti biancocelesti, per poi cercare di rendersi pericoloso in contropiede. Un ragionamento da squadra che sa di essere tecnicamente meno dotata, ma consapevole anche delle lacune presenti nello schieramento avversario. Il trio in mediana Cofie-Guana-Rigoni ha contribuito a rallentare ancora di più una manovra laziale già involuta. Davanti, poi, Thereau ha dato prova delle sue indubbie qualità tecniche e di posizionamento: partendo un passo indietro rispetto al partner Paloschi, il francese è stato abile a mettere il bastone tra le ruote a Ledesma in fase di non possesso, oltre che far salire la squadra una volta recuperato il pallone. Non è un caso che il gol partita lo abbia visto protagonista, con la traversa colpita da un suo tiro a giro.
INNESTI SENZA FORTUNA - La rete messa a segno da Paloschi è arrivata nel momento in cui la Lazio sembrava aver ritrovato - grazie all'ingresso di Mauri - gli spunti necessari a fare proprio l'incontro. Una volta in svantaggio, a nulla sono valsi gli innesti di Hernanes e Kozak: il Chievo è stato schiacciato nella propria metà campo, ma la porta di Puggioni ha corso pericoli solo in una, massimo un paio d'occasioni. Troppo poche per centrare il 17° risultato utile consecutivo. Troppo poche per continuare a recitare il ruolo di anti-Juve. La sconfitta contro il Chievo ha riportato con i piedi per terra la Lazio. La speranza è che le conseguenze siano benefiche come fu per l'ultimo stop contro il Catania: una mano fondamentale deve arrivare però dal mercato.