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L'ANGOLO TATTICO di Catania-Lazio - Petko non resiste al fascino: terzo atto della difesa a tre... Candreva alla Ederson, che bravo Floccari!

di Stefano Fiori
Fonte: Stefano Fiori-Lalaziosiamonoi

Le coppe come laboratorio di esperimenti, come teatro di nuove alchimie tattiche. Se in campionato Vladimir Petkovic non rinuncia al collaudato 4-1-4-1 (almeno dal fischio d'inizio), tra Europa League e Coppa Italia è la difesa a tre a ritagliarsi il suo spazio. Il tecnico laziale stacca la spina dal modulo-campionato, un po' alla volta recupera il "passo indietro" compiuto a fine estate. Vlado è convinto, la rosa a sua disposizione è adatta a mutare pelle. Contro il Catania, la terza apparizione dal primo minuto del "piano B": dopo Maribor e Siena, un'altra vittoria. Tutti si aspettavano il 4-4-2, Petkovic non ha saputo rinunciare al fascino del suo assetto preferito. Rispetto ai due precedenti, però, la gara di ieri ha riservato un elemento di novità. In terra slovena e contro i toscani, la scelta della difesa a tre ha coinciso con l'attacco a due punte. Come a dire: per fare un Klose, ci vogliono due vice.

CANDREVA PIU' EDERSON CHE MAURI - La vendetta contro gli etnei è arrivata, invece, con il solo Sergio Floccari a guidare il reparto avanzato. Assente Stefano Mauri, alle spalle del calabrese Petkovic ha schierato Antonio Candreva: posizione da trequartista inedita per lui, almeno qui alla Lazio (in passato il romano ha giocato spesso dietro le punte). Per il resto, centrocampo titolare per quanto riguarda la zona centrale, con il trittico Gonzalez-Ledesma-Hernanes affiancato ai lati dal duo Cavanda-Lulic. L'elemento di maggiore interesse tattico è provenuto, ovviamente, dai movimenti attuati da Candreva. In campionato, lo stesso Mauri agisce spesso a ridosso dell'unica punta: il capitano biancoceleste privilegia il movimento senza palla e preferisce giocare di prima. Candreva, al contrario, ha dimostrato di agire da trequartista "stile" di Ederson: il romano rientra spesso sulla mediana per ricevere palla, cerca spesso il dribbling che gli permette di arrivare al passaggio o al tiro. Oltre al numero 87, ovviamente, hanno partecipato alla manovra offensiva tutti i centrocampisti: Cavanda e Lulic a cercare il fondo, Hernanes e Gonzalez a proporsi fino al limite dell'area.

CHE BRAVO FLOCCARI! - In questo, Floccari è stato pressoché perfetto nell'aprire i giusti spazi. La punta di Nicotera ha saputo riproporre i movimenti tipici di Klose, allargandosi spesso sulle fasce o giocando da sponda con gli incursori. Le due reti messe a segno da Hernanes portano la firma in calce del numero 99, a cui è mancato solo il gol per suggellare una prestazione encomiabile. Dall'attacco alla difesa: Giuseppe Biava e Stefan Radu hanno offerto la solita sostanza, con Lorik Cana sempre più convincente nei panni del centrale.

DOPPIO CAMBIO PER PETKO - Nel secondo tempo, Petkovic ha poi mischiato le carte per ben due volte. Al 67',  fuori Candreva per Abdoulay Konko: il 3-5-1-1 si è tramutato in un 4-4-1-1, con Cavanda arretrato sulla linea dei difensori, Konko a centrocampo e Hernanes a ridosso di Floccari. Tutto questo fino al 78', quando l'ingresso di Cristian Brocchi al posto di Cavanda ha riportato gli undici in campo all'assetto iniziale. Una Lazio camaleontica, sia al fischio d'inizio che in corso d'opera: una delle armi in dote a questa squadra risiede proprio in questo.


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