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L'ANGOLO TATTICO di Bologna-Lazio - I moduli non sono una moda: senza convinzione, non ci sono 4-1-4-1 o 3-4-3 che tengano...

di Stefano Fiori
Fonte: Stefano Fiori-Lalaziosiamonoi.it

Con il 3-4-3 di Maribor, la Lazio avrebbe fatto meglio”, è la sensazione espressa da molti dopo aver assistito allo scialbo pareggio in casa del Bologna. Probabilmente, oltre ai giocatori e agli allenatori, anche i moduli subiscono il fascino delle mode. In Slovenia i biancocelesti hanno vinto grazie al 3-4-3 (o meglio, 3-4-1-2)? Se vogliamo concedere una percentuale di compartecipazione all’assetto tattico, questa non può andare oltre il 20-30%. Contro il Maribor, la Lazio ha vinto e realizzato quattro reti perché è scesa in campo con la convinzione di blindare il primo posto nel girone. Con il senno di poi non si fa la storia, ma quasi sicuramente avrebbe vinto anche con il 4-1-4-1. La Lazio non vince fuori casa in campionato dal 7 ottobre (3-0 al Pescara)? Legare al modulo questa circostanza appare riduttivo. Dopo gli abruzzesi, la squadra di Petkovic ha incontrato in trasferta Fiorentina, Catania e Juventus: due sconfitte e un pareggio derivanti dal modulo? Non proprio: contro i viola più che gli schemi poté l’arbitro, in Sicilia c’è stato un black out totale degli uomini in campo, a Torino qualsiasi assetto iniziale si sarebbe trasformato nel fortino che ha permesso di strappare un punto alla capolista. Non è certo il modulo con una sola punta ad aver impedito ieri ai giocatori in campo di muoversi senza palla, aggredire gli spazi, azzeccare i passaggi. E’ fuori discussione che il 4-1-4-1 con Miroslav Klose in campo sia un’altra cosa rispetto a quello con Libor Kozak: i movimenti tra trequarti e area di rigore del tedesco sono difficilmente ripetibili dalla torre ceca. Ma lo stesso 4-1-4-1 non avrebbe vietato ieri ad Antonio Candreva e Stefano Mauri di giocare alti, quasi a ridosso dell’unica punta. Contro un Bologna ben messo in campo, è mancato il killer instinct caro a Petkovic, la brama di rendere più pressante il fiato sul collo delle prime della classe. La fortuna aiuta gli audaci, ieri la Lazio è stata l’esatto opposto: timida, statica, inconsapevole dei propri mezzi. Miroslav Klose non può essere la coperta di Linus, senza la quale il meccanismo s’inceppa. Se Kozak non garantisce la stessa pericolosità del tedesco, allora devono essere i titolari a metterci qualcosa in più. Anche perché la Lazio di Petkovic non ha mai giocato in base al principio “tanto c’è Klose davanti, basta dargli palla, poi ci pensa lui!”. La Lazio di Petkovic ha dimostrato di saper comportarsi da orchestra, dove anzi lo stesso Klose porta spesso e volentieri la croce, andando in pressing sul portatore di palla e andandosi a conquistare palla a centrocampo. Cinismo, convinzione, coraggio non sono termini vuoi di significato: ieri la loro assenza si è toccata con mano. Al contrario, il Bologna di Stefano Pioli è sceso in campo con la determinazione di fare risultato: i mediani pressavano a tutto campo, tanto che nel secondo tempo si sono visti ben quattro rossoblù andare in chiusura su Candreva. I movimenti di Panagiotis Kone e Alessandro Diamanti hanno messo in difficoltà il centrocampo biancoceleste, meno la difesa: non è un caso allora che il reparto arretrato sia uscito dal campo con tutte sufficienze, al contrario della linea mediana. Lazio concentrata e convinta dei propri mezzi dietro, abulica e spenta davanti.

HERNANES, PETKO & EDY - Piccola chiusura su Hernanes. Ieri sera il brasiliano è apparso lontano parente del fuoriclasse ammirato in questa stagione. Nonostante questo, il numero 8 è rimasto in campo per tutti i novanta minuti. Petkovic ha sostituito Candreva, ha tolto Mauri, ma non Hernanes. Il tecnico biancoceleste si aspetta che il brasiliano tiri fuori il coniglio dal cilindro in qualsiasi momento. Lo scorso anno, Edy Reja l’avrebbe fatto uscire probabilmente già durante l’intervallo. Senza dare giudizi in merito su quale sia l’atteggiamento migliore, vedere Hernanes in campo per tutta la partita è il simbolo della differenza tra i due allenatori.


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