Reja, il Sassuolo e l’arrivo di Felipe Anderson: l'ultima Lazio fuori dalle prime otto
Fonte: Andrea Castellano - Lalaziosiamonoi.it
A dodici anni di distanza dall'ultima volta, la Lazio è fuori dalle prime otto in classifica in Serie A. La sconfitta nel derby contro la Roma e la vittoria del Bologna contro l'Atalanta hanno condannato al massimo al nono posto i biancocelesti: la prossima stagione dovranno disputare i trentaduesimi di finale di Coppa Italia, non accadeva proprio dall'agosto del 2014.
IL MERCATO - Ma com'era l'ultima Lazio terminata al nono posto? Era il primo anno dopo la storica finale del 26 maggio 2013, che si trascinava dietro grande entusiasmo e soprattutto la fiducia assoluta per Vladimir Petkovic in panchina. Per affrontare tre competizioni, compresa l'Europa League ottenuta proprio grazie al successo in coppa, l'allora diesse Tare acquistò Berisha in porta, Novaretti e Vinicius Freitas a zero, e poi Biglia, Felipe Anderson e Perea. Salutarono invece Bizzarri, Diakité, Stankevicius, Foggia, Kozak, Zarate, Brocchi e Saha (entrambi ritirati). Tra i vari prestiti di quell'estate risulta anche quello di Cataldi al Crotone.
PRIMA PARTE DI STAGIONE - La stagione iniziò ad agosto nel peggior modo possibile, con la sconfitta per 4-0 in finale di Supercoppa Italiana contro la Juventus. E la prima parte di campionato non andò tanto meglio, con pochi squilli nel girone d'andata (con il primo gol di Perea contro l'Atalanta e un derby perso 2-0 per Balzaretti e Ljajic), che si chiuse con l'esonero a fine dicembre di Petkovic dopo la disfatta per 4-1 con il Verona. In quel momento la Lazio era decima in classifica a quota 20 punti, a pari merito con Parma, Genoa, Udinese e Cagliari; in Europa League, invece, era riuscita a passare il girone da seconda dietro al Trabzonspor e davanti ad Apollon Limassol e Legia Varsavia. Proprio in campo internazionale Felipe Anderson fece il suo esordio e segnò la sua prima rete in biancoceleste.
SECONDA PARTE DI STAGIONE - Al posto di Petkovic arrivò, anzi tornò, Edy Reja, che aprì il suo secondo mandato alla Lazio con il successo per 1-0 contro l'Inter (6 gennaio 2014, gol di Klose). Durante il mercato invernale, però, il tecnico perse pezzi importanti come Floccari (mattatore europeo con 4 reti) ed Hernanes (passato all'Inter), sostituiti dagli innesti di Helder Postiga e Kakuta. Se in campionato la squadra riuscì un minimo a rialzare la testa, nelle coppe fallì miseramente: prima uscì ai quarti di finale di Coppa Italia contro il Napoli (1-0, Higuain), poi venne eliminata ai sedicesimi di Europa League dal Ludogorets (4-3 finale, con una pesante sconfitta per 0-1 all'andata all'Olimpico)
LA CONTESTAZIONE - Ma la seconda parte di stagione verrà sempre ricordata per la storica protesta del 23 febbraio 2014. Il tifo biancoceleste organizzò una grande contestazione contro il presidente Lotito nella gara casalinga contro il Sassuolo all'Olimpico, con 40mila tifosi sugli spalti che mostrarono dei cartoncini con scritto 'Libera la Lazio'. Il patron restò impassibile in tribuna, seduto accanto all'allora presidente della Lega Beretta. In una clima surreale e di forte tensione, la formazione di Reja riuscì comunque a vincere grazie ai gol di Radu, Klose e l'autorete di Cannavaro (3-2)
FLOP IN CLASSIFICA - All'ultima giornata la Lazio sigillò il nono posto con il successo contro il Bologna, firmato dal rigore di Biglia in extremis. Il piazzamento alquanto deludente in classifica portò i biancocelesti a rimanere fuori dall'Europa e a giocare i trentaduesimi di finale di Coppa Italia l'estate successiva (ad agosto, 7-0 contro il Bassano Virtus). Lo stesso accadrà alla Lazio attuale, molto probabilmente non più di Sarri: ancora senza impegni internazionali (seconda volta di fila) e costretta a ripartire dalla prima fase della coppa nazionale. Come non accadeva da dodici anni, appunto.