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Onorato: “Offensivo dire che il Flaminio è fuffa. Progetto Lazio? Vi spiego”

di Mauro Rossi

Lungo intervento di Alessandro Onorato, Assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale, ai microfoni di Radio Radio. Tema di discussione lo stadio Flaminio e il progetto della Lazio, con l’assessore che ha risposto alle voci degli ultimi giorni. Queste le sue parole: “Sul Flaminio dire che è tutta fuffa, come se il Comune nascondesse qualcosa e se ci fosse un giochino in atto con la Lazio, credo che sia estremamente offensivo. Capisco che la Lazio viva un momento complesso nel rapporto tra tifosi e presidenza, ma vorrei dire che non stiamo qui a giocare. Non è una comitiva, non stiamo al bar dove ognuno dice quello che gli pare. Siamo un’istituzione pubblica che deve vivere di trasparenza e io posso confermare che il progetto presentato dalla Lazio è approfondito, importante ed accurato, come ho già detto e riconfermo”.

Ho visto alcuni blog che narrano delle robe così… questa è la classica subcultura che a Roma è molto diffusa nel generare una caccia alle streghe senza motivo. Io mi limiterei sui problemi più tangibili. Detto questo, il progetto c’è, ci sarà una conferenza dei servizi, non credo che ci voglia tutto questo tempo per arrivare ad un’operazione verità e saranno i tecnici preposti del Comune, della Regione Lazio, dei vari Ministeri e del Governo che diranno se il progetto dello stadio della Lazio al Flaminio è fattibile o no. Ma mettere in dubbio che ci abbiano mandato un paio di coriandoli, cioè 2000 pagine bianche, è veramente offensivo e molto scorretto. Questo mi sento di dire: non è accettabile”.

Se non dovesse farlo la Lazio? Chiaramente l’investimento lo farà il Comune, non per fare uno stadio con caratteristiche internazionali, ma non lasceremo che crolli. La sostenibilità finanziaria del progetto Flaminio presentato dalla Lazio? Non posso valutarlo io, ma gli uffici istituzionalmente preposti. Riguardo gli stadi non vengono discusse le conferenze dei servizi sui blog o nei bar. Il progetto andrà nei prossimi giorni in conferenza dei servizi e la conferenza dei servizi sarà chiamata a dire se ha sostenibilità economica, se ha sostenibilità urbanistica, della mobilità e se, per esempio, il vincolo della Sovrintendenza dello Stato sarà superabile, oltre a mille altre questioni”. 

Chi dice di avere delle carte del progetto o gliel’ha date Lotito o ha fatto un accesso agli atti e quest’ultima cosa l’ha fatta un’associazione. Tra l’altro, io farei attenzione, quando si fa un’accesso agli atti, a diffondere dei documenti se non relativamente a una finalità di accesso agli atti. Questo lo dico perché è giusto che ci sia massima trasparenza. Nel momento in cui partirà la conferenza dei servizi, si pubblicheranno tutti i documenti. Ma, nel frattempo, questo mi sembra più un tentativo di screditare delle proposte con dei documenti incompleti. Quindi calma e gesso”.

Mi sento di dire un’altra cosa: io capisco se ci sono dei cittadini che abitano attorno al Flaminio e che sono legittimamente preoccupati da un’intervento come questo. Ci sarà un momento di confronto dove uno puntualmente parlerà con loro, ma se la conferenza dei servizi neanche è iniziata e si vuole dire che il progetto della Lazio è per forza negativo, è inaccettabile. A Roma ci dovremmo fare una domanda se negli ultimi 30 anni non si sono mai fatte le opere pubbliche. Le vogliamo tutti, ma, alla prova dei fatti, ognuno ne sa sempre più degli altri”. 

Lo stadio di Pietralata non si doveva fare per alcuni e il Comune ha fatto tutto quello che doveva fare. Sul Flaminio io oggi non sono in grado di dire si fa o non si fa perché non è nelle mie prerogative dirlo, dobbiamo capire prima cosa dicono degli enti preposti, poi la politica dovrà dire se c’è un’interesse pubblico o no. Questo lo puoi dire dopo che la conferenza dei servizi si chiude e che i documenti sono stati analizzati, sennò siamo al bar e io, con tutto il rispetto, ci vado per prendere un caffè, non per fare un dibattito su investimenti di 480 milioni di euro. Altrimenti vale tutto, la parola di uno vale più di un’altra. Capisco che qui siamo tuttologi, ma così non va”.


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