Lazio, tremendo déjà-vu a Formello: i giocatori chiedono chiarimenti a Lotito
Lotito svuota la Lazio, la Curva Nord svuota l’Olimpico. In mezzo resta Maurizio Sarri, privato di certezze già in estate e logorato da una sequenza ininterrotta di casi esplosi da giugno a oggi. È costretto ad allenare e preparare una partita dopo l’altra in un clima caotico, quasi surreale, forse mai così vicino al teatro dell’assurdo. Per ritrovare sensazioni simili bisogna tornare ai tempi di Pandev e Ledesma fuori rosa, al disastro con Ballardini o all’atmosfera cupa del 2014. Un déjà vu deprimente.
Il pericolo è concreto. Sarri è stato scelto per ciò che rappresenta, ma raramente è stato messo nelle condizioni di esserlo davvero e ora ha margini ridotti di intervento. Si è chiamato fuori dal mercato, relegato al ruolo di semplice dipendente del presidente. A Formello, il surreale è diventato normalità.
Lotito, però, continua a credere nell’Europa, anche passando dalla “scorciatoia” della Coppa Italia. Giovedì, a Formello, ha invitato la squadra a credere nel percorso in Coppa, ma mettersi nei panni di Sarri aiuta a capire quanto ogni obiettivo sia diventato complicato. Come scrive il Corriere dello Sport, i giocatori hanno chiesto chiarimenti al presidente su quanto sta accadendo e il presidente ha provato a rassicurare tutti: le cessioni di Castellanos, Guendouzi e Romagnoli sarebbero state inevitabili, offerte impossibili da rifiutare.
Sarri si aggrappa ai numeri: 28 punti in 21 partite, frutto di 7 vittorie, 7 pareggi e 7 sconfitte. La Lazio non era sotto quota 30 a questo punto del campionato dalla stagione 2013-14, anche allora lo stesso bilancio. Era la Lazio partita con Petkovic e chiusa con Reja-bis, nona in classifica. Allenatori diversi, stesso destino: ritrovarsi soli davanti a una Lazio che, poco alla volta, gli crollava addosso.