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Lazio, Ratkov ora è un flop. Ma al Salisburgo lo rimpiangono: cosa succede

di Andrea Castellano
Fonte: Andrea Castellano - Lalaziosiamonoi.it

Petar Ratkov è l'oggetto misterioso dell'ultimo mercato della Lazio. Arrivato a gennaio dal Salisburgo per 14 milioni di euro, fin a ora non ha convinto. Anzi, in molti continuano a interrogarsi sull'investimento della società, visto che il centravanti non ha assolutamente le caratteristiche per giocare con Sarri, che desiderava tutt'altro tipo di attaccante. "Non lo conosco", aveva detto subito il tecnico. "Ha la battuta, è un toscanaccio. Ratkov è stato visionato dal gruppo di lavoro di Sarri e dal suo staff", gli aveva poi risposto il diesse Fabiani.

Fatto sta che Ratkov non gioca praticamente mai: fin qui ha collezionato solo 7 presenze, per un totale di 217 minuti, con zero tra gol e assist. Solo due volte è sceso in campo da titolare, la prima contro il Como e la seconda contro il Torino, uscito all'intervallo in una delle gare più brutte della stagione biancoceleste. Al momento, insomma, è un flop, un investimento sbagliato che non ha affatto aiutato la Lazio nella seconda parte di stagione. Eppure ora al Salisburgo lo rimpiangono: "La squadra non è mai stata così scarsa come quest'anno", ha raccontato in esclusiva ai nostri microfoni Simon Urhofer, giornalista austriaco di laola1.at. "Nelle ultime sette partite è arrivata solo una vittoria, contro il LASK sono stati imbarazzanti. E sono praticamente già fuori dalla lotta al titolo".

I gol di Ratkov (in campionato ne aveva segnati 9) stanno mancando tantissimo alla squadra di Daniel Beichler, subentrato in panchina a febbraio al posto di Thomas Letsch: "Uno dei problemi principali è che, dopo la cessione di Ratkov, non c'è alcun vero centravanti in rosa. Anche se veniva criticato molto, almeno portava un po' di presenza in area e segnava qualche gol", ha spiegato. Al Salisburgo, quindi, c'è quasi il rimpianto di aver accettato l'offerta della Lazio, arrivata sul tavolo del direttore sportivo Marcus Mann solo due giorni dopo dall'inizio del suo incarico: "Da come ha parlato il direttore sportivo (qui le sue dichiarazioni), sembra quasi che si stia pentendo di averlo venduto. Ora qui c'è un clima folle".

Ai margini in una Lazio in difficoltà e rimpianto enorme di un Salisburgo assolutamente non al livello della sua storia recente. Questo, attualmente, è il presente di Petar Ratkov. E chissà quale sarà il futuro: c'è addirittura chi pensa che potrebbe essere già venduto in estate, visto il suo 'impatto' in questi primi mesi a Roma e l'abbondanza di attaccanti presenti in rosa. La decisione verrà presa solo a fine stagione, quando verrà fatta chiarezza soprattutto su chi sarà il prossimo allenatore (Sarri è tutt'altro che sicuro di restare). Anche se la società biancoceleste non potrebbe permettersi di perdere un investimento così importante fatto solo a gennaio, visto che un'eventuale minusvalenza complicherebbe ancora di più il prossimo mercato.

In estate, infatti, la Lazio dovrà già versare 11,3 milioni di euro alla Salernitana per l'acquisto a titolo definitivo di Dia (era in prestito per due anni) e, in caso di qualificazione all'Europa (soprattutto tramite la vittoria della Coppa Italia), dovrebbe obbligatoriamente riscattare Maldini dall'Atalanta per 14 milioni. In questo rompicapo si inserisce la situazione di Ratkov, un altro grattacapo che bisognerà risolvere nei prossimi mesi insieme a tutte le altre questioni che tengono banco a Formello.


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