Lazio, nel gol di Romagnoli un'intera stagione: dall'addio alla finale di Coppa
RASSEGNA STAMPA - Ottantaquattresimo minuto: la palla spiove in area e il tempo sembra fermarsi, nella testa di Alessio Romagnoli passa un’intera stagione. Prima l’anticipo secco su Djimsiti, poi il sinistro sul corner di Zaccagni: la Lazio passa a Bergamo. È un gol pesante, il primo dell’anno, arrivato dopo tutto quello che è successo a gennaio.
Sembrava destinato a partire. Come ricorda il Corriere dello Sport, dopo Lecce aveva salutato tutti: direzione Emirati, all’Al-Sadd di Roberto Mancini, con un’offerta importante sul tavolo. Poi lo stop, niente accordo con il club e la scelta di restare. Romagnoli ha messo da parte tensioni e incomprensioni, tornando a disposizione di Sarri. Una decisione silenziosa, ma significativa, che trova nel gol la sua risposta.
Prima della rete, la sua era stata la solita gara solida: con Gila ha guidato la difesa, leggendo in anticipo le giocate dell’Atalanta e concedendo pochissimo (solo il gol di Ederson, poi annullato dal Var). Ma stavolta ha sentito anche il momento di colpire davanti, scegliendo la notte più importante. Sembrava il finale perfetto, suggellato da un’esultanza rabbiosa. Poi, però, il calcio cambia tutto in un attimo: Romagnoli non chiude su Krstovic, assist per Pasalic e 1-1.
Un errore che pesa, ma non cancella la sua prestazione. Resta un pilastro della Lazio di Sarri, che a gennaio lo aveva definito “insostituibile”. Nei supplementari sfiora anche il gol decisivo, ma ai rigori passa la Lazio. E in questo traguardo c’è anche la sua firma.