Lazio esclusa dalla scelta sull’orario del derby? La ricostruzione
RASSEGNA STAMPA - Nella serata di ieri aveva preso piede con forza l’idea che nella scelta di spostare definitivamente il derby alle 12:00 di domenica 17 maggio avesse influito in modo importante l’annuncio della tifoseria giallorossa di rimanere fuori dallo stadio se la gara tra Roma e Lazio si fosse giocata lunedì sera. Ora emergono però nuovi dettagli sulle modalità che hanno portato alla fumata bianca sull’orario.
Secondo quanto riportato dall’edizione odierna del Messaggero, infatti, sempre nella serata di ieri la Lazio faceva filtrare di essere stata interpellata soltanto all’ultimo secondo sulla possibilità del nuovo e definitivo slittamento dell’orario del derby alle 12:00 di domenica 17 maggio e quindi a distanza ancor più ridotta dalla finale di mercoledì sera contro l’Inter, dopo la quale Sarri avrebbe volentieri preferito avere un giorno in più di riposo.
Uno scenario che se confermato certificherebbe ancor di più la rivedibile gestione di un evento di cartello della Serie A diventato però la miglior rappresentazione del teatro dell’orrore nel caos degli ultimi giorni. Già martedì Lotito si era schierato al fianco di Sarri nello spingere per lunedì sera. Fissato l’appuntamento a pranzo, la Lazio non ha però potuto alla fine far altro che adeguarsi. Da capire ora fino a che punto si spingerà la provocazione di Sarri, che dopo la finale era stato abbastanza netto sull’orario del derby: “A quell'ora non vengo. Non si possono far scendere in campo alle 12, col caldo di maggio, squadre che si giocano 80 milioni a bilancio. Se fossi Lotito, ritirerei la Lazio e prenderei un punto di penalizzazione. Tanto per noi ormai conta zero”.