ESCLUSIVA - William Imola: "Sarri non ci ha mai abbandonati. Lazio, la coppa è..."
“Sono laziale grazie a mio nonno. E’ morto quando avevo tre anni, ma è riuscito lo stesso a trasmettermi la passione per la Lazio”. Inizia così la piacevole chiacchierata con William Imola. Il cantante romano continua la sua scalata con il brano Balla. Realizzato in collaborazione con Edward Maya, dj e Producer che ha all’attivo hit come Stereo Love, il brano sta ricevendo un ottimo successo a livello di streaming (qui per ascoltare la canzone). Un successo che lo sta ripagando di una vita che lo ha visto fare un po’ tutto.
“Cantare era nel mio destino. Sto provando a realizzare il sogno di mio padre. Negli anni ’80 lui aveva provato a farsi conoscere come compositore e cantautore, ma per via di alcuni problemi alle gambe non ci è riuscito. Oggi ci sto provando con tutte le mie forze, ma ho percorso anche altre strade”. Ci racconta mentre riavvolge il nastro della sua vita.
Sì perché William ha un percorso nel mondo dello spettacolo vario a 360 gradi e che lo ha visto ricoprire tanti ruoli: “Da piccolo ho studiato musica, poi mi sono diplomato all’alberghiero e ho iniziato la carriera come chef. Il mondo dello spettacolo mi ha sempre appassionato e così ho iniziato prima come comparsa, poi in piccoli ruoli. Ho recitato in varie serie tv e poi sono stato volto fisso in Primo Appuntamento e anche al Cantante Mascherato. Diciamo che la tv mi è sempre piaciuta, ma la musica resta il primo amore e il successo di Balla mi sta ricompensando”. La canzone è arrivata anche in top ten nella finale per rappresentare San Marino all’Eurovision. Risultati importanti, insomma, ma William non vuole fermarsi.
“Ho pronti tanti progetti per l’estate e anche una nuovo singolo in preparazione di cui che non svelo di più per scaramanzia”. Cosa dire poi della Lazio, chiamata oggi a giocarsi un trofeo contro l’Inter in una stagione nata male ma che potrebbe addirittura rivelarsi ottima: “Chi lo avrebbe mai detto? Dopo il mercato bloccato e le cessioni di Castellanos e Guendouzi temevo il peggio. Invece Sarri è un uomo coraggioso sia in campo, sia per quello che dice sempre nelle interviste. La partita della svolta, secondo me, è stata quella contro il Bologna in Coppa Italia. Vedere quel successo ai quarti ha cambiato tutto e vedere esultare così la squadra e un uomo come Sarri mi ha emozionato”.
Per la finale il messaggio di William è chiaro: ”La Lazio non è solo una squadra, è un’identità scolpita nel tempo. Da tifoso, vivo ogni partita come un pezzo di vita che scorre. La domanda su cosa significhi per me è semplice: è casa. E in quella 'casa' abbiamo vissuto momenti indelebili, come la semifinale vinta contro l'Atalanta. È stata una prova di nervi d'acciaio che ha portato alla luce una sorpresa meravigliosa: il giovane Motta. Vedere un ragazzo della sua età entrare al posto di un pilastro come Provedel e farlo in maniera così impeccabile, con quella personalità, è una gioia immensa. Sono certo che farà molta strada, e vederci in finale grazie anche a una nostra giovane promessa rende tutto più magico”.
William prosegue: “Il giovane Motta e la finale sono l'immagine più bella di questo percorso: la prova che il coraggio paga sempre. Vincere ai rigori è stata l'essenza della nostra storia: saper lottare contro tutto e tutti. Per noi tifosi questo traguardo è una vera rivincita dopo una stagione difficile; è un premio alla costanza di Maurizio Sarri che, nonostante mille difficoltà, non ci ha mai abbandonati. Questa vittoria serve a livello psicologico a tutto l'ambiente: ci ricorda chi siamo. Ora, però, servono testa e cuore. Dobbiamo vincere questa Coppa come simbolo di rilancio per la nostra Lazio. Come diciamo sempre noi del 'popolo laziale': NON MOLLARE MAI. Mi auguro di vedere undici leoni in campo, pronti a dare tutto per la maglia e per la nostra gente”.