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Paradosso Perpetuini: tra gli "esclusi" nella Lazio ma convocato in Nazionale...Che ne sarà di lui?

di Riccardo Mancini
Fonte: Riccardo Mancini - lalaziosiamonoi.it

Paradossale. Sì, la potremmo definire proprio così la situazione riguardante Riccardo Perpetuini. Il giovane centrocampista della Lazio, classe '90, infatti, sta vivendo un momento piuttosto delicato. Considerato da mister Reja un ottimo elemento in prospettiva ma non ancora pronto per poter affrontare un campionato di serie A, il mediano di Latina ha iniziato la stagione in quel di Auronzo di Cadore al fianco di Ledesma & Co., venendo inserito costantemente dall'allenatore friulano in schemi e prove tattiche. Questo, nonostante lo stesso Perpetuini fosse considerato, dallo staff tecnico e dalla società, un giocatore in uscita, uno di quei giovani da dover mandare per un altro anno (dopo l'esperienza a Crotone, ndr) in prestito in qualche squadra militante in serie B per farsi le ossa. Riccardo ha sempre lavorato in silenzio, ha ascoltato i consigli e i dettami di zio Edy, ha macinato chilometri senza proferire parola. Reja lo ha utilizzato spesso nelle amichevoli disputate durante il soggiorno tra le montagne bellunesi, lo ha fatto sentire importante, lo ha provato sia da mezz'ala che da regista davanti la difesa, ha visionato soddisfatto i progressi del centrocampista biancoceleste. Ma, d'accordo con Lotito e Tare, a cavallo tra la fine di luglio e l'inizio di agosto, aveva scelto comunque di mandarlo in prestito altrove. In attesa di una sistemazione, aveva deciso di portarlo anche a Fiuggi. Terminato il ritiro nella cittadina laziale, a ridosso di Ferragosto, Reja ha fatto le sue scelte definitive: ha chiesto alla società di lavorare al massimo con 24-25 giocatori. Tra questi, come era lecito aspettarsi, non figurava Riccardo. Fin qui, nessun allarme, quindi, almeno in apparenza. Triestina, Modena, Vicenza, Verona e Pescara si erano fatte avanti per lui, avevano chiesto informazioni per tutta l'estate. Il club alabardato, fino all'ultimo giorno di mercato, sembrava essere in pole, ogni dettaglio pareva esser stato limato, non c'erano praticamente più dubbi: Riccardo Perpetuini, entro il 31 agosto sarebbe passato in prestito alla Triestina fino al termine della stagione. Attendeva notizie confortanti dal quartier generale capitolino mentre era in ritiro con la Nazionale Under 20 di mister Rocca. Il telefono non squillava mentre i minuti trascorrevano inesorabili. Poi una chiamata da parte di qualcuno che lo avvisava che la trattativa con il club giuliano era completamente sfumata. Allo scoccare delle 19, la delusione era percepibile dalle parole e dallo sguardo del ragazzo, un colpo basso che non si sarebbe mai aspettato di ricevere. Attualmente, Riccardo è ancora impegnato con la selezione azzurra ed ha, perlomeno, un motivo per essere soddisfatto: è stato, infatti, convocato dal ct per il 10° Trofeo Quattro Nazioni, in programma a Wranki il 6 settembre alle ore 18, contro la Polonia. "Nonostante tutto, sono ancora vivo", potrebbe dire lo stesso Perpetuini, che si appresta a vivere, con la Lazio quattro difficili mesi. Come detto, Reja ha ormai scelto gli uomini con i quali lavorare in questo primo scorcio di stagione e tra questi non figura Riccardo. Qualcuno sostiene che il 20enne continuerà ad allenarsi nella cosiddetta "gabbia" assieme al resto dei giocatori messi da parte (Correa, Manfredini, Articpoli, Firmani, Quadri, Bonetto), in attesa del mese di gennaio, quando le liste di trasferimento verranno riaperte e con la speranza di essere preso in considerazione dal tecnico carnico nel momento in cui dovesse venire a mancare qualche pedina. Un'altra versione, invece, vede il mediano biancoceleste allenarsi tra le fila della Primavera di mister Bollini e giocare alcune partite di campionato da fuoriquota: un modo per tenersi in forma e per non rischiare di perdere il ritmo partita. Nei prossimi giorni, al rientro in Italia del ragazzo, verrà fatta chiarezza sulla situazione. Dal canto suo, Riccardo spera ancora in un cambio di rotta da parte di mister Reja ma, al tempo stesso, è consapevole del fatto che gli spazi, nella Lazio, sarebbero piuttosto ridotti. L'importante, in qualunque modo vada a finire la vicenda, sarà non dilapidare un patrimonio così importante, come già avvenuto in passato con i vari De Silvestri, Macheda e Faraoni...


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