Lazio, tutto il riepilogo statistico della stagione
Fonte: Federico Farcomeni - lalaziosiamonoi.it
Una stagione vissuta pericolosamente, avrebbe detto qualcuno. Una stagione iniziata benissimo con il mese di agosto da campioni (vittoria in Supercoppa, agile passaggio del turno preliminare in Europa League e 2 vittorie su 2 in campionato), proseguita male e finita bene per un pelo. Eppure, a livello di punteggio la Lazio è arrivata un punto dietro la Fiorentina, che ha lottato per 2/3 della stagione su tre fronti. Ma anche il prossimo anno i viola dovranno resettare tutto e ripartire, esattamente come la Lazio. Appena 4 punti (46-50) e due posizioni in meno in classifica rispetto all'anno scorso.
Una stagione divisa in due tempi. Il primo sembrava il classico film dove all'inizio tutto è tranquillo e gioviale, c'è la tipica famigliola americana che trascorre il suo week-end facendo un pic-nic o un barbecue prima di venire spazzata via da un tornado, da un gozilla o da chissà quale altra calamità naturale. Nel secondo interviene l'eroe che cambia il corso degli eventi, che prende a schiaffi le controfigure della prima parte del film. Attori che erano sembrati immobili, rassegnati ad un finale triste e amaro.
C'è stato tanto altro: lo splendido poker di Sofia, la vittoria all'ultimo minuto contro il Villarreal, lo scippo del Madrigal, il ritorno di Delio Rossi all'Olimpico e i due derby persi immeritatamente. L'alleanza laziale-interista che dagli spalti è arrivata fino al campo. Il quarto peggior attacco (39), ma anche la quinta miglior difesa (43). In trasferta la Lazio ha viaggiato a ritmi da Champions League, tanto che in un ipotetico "torneo clausura" giocato lontano dall'Olimpico, sarebbe arrivata quarta con 25 punti in 19 gare. In casa, i 3 punti rimediati all'ultima giornata contro l'Udinese hanno fatto sì che la Lazio scavalcasse Siena e Livorno nel rendimento casalingo dove però si è attestata terzultima con 21 punti in 18 partite.
Il momento migliore della stagione è stato sicuramente l'inizio con il mese di agosto che aveva portato addirittura un trofeo e 4 vittorie in 5 gare. Evidentemente la preparazione atletica mirata alla partita di Pechino alla fine ha giocato un brutto scherzo alle ambizioni dei biancazzurri che hanno subito un brusco risveglio nel mese di settembre: la partita persa in maniera incredibile (tra l'82' e il 93') contro il Salisburgo in casa è stata l'emblema del nono mese dell'anno (che pure era iniziato con l'atipica amichevole di Saragozza, vinta 2-0), dove la Lazio ha dovuto raccogliere i frutti di una vendemmia decisamente negativa: 3 sconfitte (tutte in casa) e 2 pareggi (con le siciliane).
Ottobre sembrava aver rilanciato le ambizioni delle Aquile con la convincente vittoria di Sofia, ma le sconfitte alla fine del mese contro Bari e Cagliari, intervallate da un doppio pareggio con la lanciatissima Sampdoria e a Firenze con la Fiorentina insieme alla vittoria allo scadere contro il Villarreal, sancivano l'inizio della fine.
Novembre amaro senza neanche una vittoria, prima di un dicembre terrificante con l'uscita di scena dall'Europa League, la sconfitta nel derby e i KO contro Levski (che non aveva ancora mai segnato in Europa) e Inter. Unica vittoria con il Genoa e dicembre invertito rispetto ad agosto: 4 sconfitte su 5 gare.
Gennaio sembrava iniziato meglio con la doppietta di Floccari nel poker rifilato al Livorno, poi la conferenza bomba di Ballardini cancella ogni residua traccia di entusiasmo e di intesa anche dalla nuova partnership offensiva che si andava formando. Torna Delio Rossi all'Olimpico, ma la Lazio vince soltanto 2 gare su 7 ed esce dalla Coppa Italia ai quarti di finale per mano della Fiorentina.
A febbraio arriva Reja dopo la sconfitta interna con il Catania e conseguenti disordini a Formello. La Lazio espugna Parma nel giorno di San Valentino, Zarate torna a far innamorare i tifosi, ma sarà solo uno di quegli amorazzi estivi. Marzo inizia all'arrembaggio con il 3-2-5 di Marassi, più di 50.000 spettatori contro il Bari, il motivatore che indirettamente ricompatta il gruppo in quel di Norcia, la vittoria di Cagliari, lo spareggio vinto con il Siena e il pareggio di San Siro. La Lazio non si guarderà più alle spalle, chiudendo con un bilancio sensazionale nei mesi di aprile e maggio: 4 vittorie ed un pareggio in 7 gare. Due sconfitte di cui una sembra molto pesante (derby), l'altra invece è accolta soavemente da tutto l'ambiente. Da Norcia in poi, la Lazio ha viaggiato a ritmo di Champions League: 20 punti in 10 gare (media perfetta 2,00). Se verranno davvero seguite le indicazioni di Reja, il prossimo anno ci sarà da divertirsi.
Striscia positiva: 27/09-22/10; 21/03-11/04 (5 partite senza sconfitte)
Striscia negativa: 25/10-06/12 (9 partite senza vittoria)
Vittoria con più scarto: Levski-Lazio-0-4
Sconfitta con più scarto: Villarreal-Lazio-4-1, Atalanta-Lazio-3-0
Risultato più frequente: 1-1 (10 volte)
Il rendimento generale è stato suddiviso in modo molto più equilibrato rispetto al 2008/09, quando la Lazio aveva ottenuto 15 vittorie, solo 5 pareggi, ma anche 18 sconfitte con 46 gol fatti e 55 subiti (diff. reti: -9). Quest'anno invece il bilancio è stato 11-13-14 con 39 gol fatti e 43 subiti (-4) in 38 partite. La Lazio non segnava così poco dalla stagione 1990/91, quando realizzò 33 reti in 34 gare.
In casa soltanto una sconfitta e 2 pareggi in più, ma anche 3 vittorie in meno (2009/10: 5-6-8, gol 19-21; 2008/09: 8-4-7, gol 23-24).
In trasferta meglio dell'anno scorso, quando la Lazio chiuse 6ª con 7 vinte, 1 pareggiata e 11 perse (gol 23-31). Quest'anno invece il bilancio è stato di 6 vittorie (tutte con Reja), 7 pari e 6 sconfitte (differenza gol decisamente migliore con soli 2 gol di scarto: 20-22) per il 4° posto (esterno) finale.
In campionato ha vinto soltanto una volta con più di 2 gol di scarto (Livorno, 4-1). In Europa League ci è riuscita due volte, contro Elfsborg (3-0) e Levski Sofia (0-4).
Le sconfitte con lo scarto più ampio sono arrivate contro Villarreal (4-1) e Atalanta (3-0).
Ha sconfitto soltanto due squadre sia all'andata che al ritorno: Genoa e Livorno.
In rimonta ha vinto contro Chievo (1-2), Livorno (4-1), Bologna (2-3) e Genoa (1-2), mentre ha perso dopo essere andata in vantaggio contro Salisburgo (1-2), Sampdoria (2-1) e Roma (1-2).
Il campo stregato resta San Siro dove la Lazio non vince dal 1989/90 contro il Milan (0-1) e dal 1998/99 contro l'Inter (3-5). Lo stesso dicasi per Torino: l'ultima vittoria contro la Juve è arrivata al Delle Alpi nel 2002/03. Anche in casa, le Aquile Romane non battono le tre grandi dal 1997/98 (Milan) e dal 2003/04 (Inter e Juve). Quest'anno prima vittoria in casa con il Genoa dal 1994/95 (4-0). In trasferta invece è sempre andata meglio con 5 vittorie negli ultimi 6 precedenti a Marassi.
Arrivando dodicesima, la Lazio ha ottenuto lo stesso piazzamento della stagione 2007/08, solo una posizione in più rispetto al 2004/05, che è quando la Lazio ha ottenuto il peggior piazzamento (13ª) degli ultimi 20 campionati. Nella presidenza Lotito la Lazio è arrivata tra le prime 6 soltanto 2 volte in 6 tornei. Uno di questi piazzamenti (ottenuto sul campo) però è stato cancellato dalle sentenze di Calciopoli (2005/06).
Il giocatore più utilizzato è stato Stefano Mauri con ben 44 gare giocate di cui 35 da titolare (nella tabella in basso la colonna "sub" indica le partite in cui il giocatore in questione è partito dalla panchina e quindi è subentrato). I tre portieri, Radu, Stendardo, Floccari, Biava, Dias, Ledesma, (Cavanda e Sevieri) sono gli undici che hanno giocato sempre da titolari. Kolarov è stato il più impiegato dall'inizio: 39 volte (1 espulsione).
Il miglior marcatore stagionale è stato Tommaso Rocchi con 10 gol. Floccari invece, arrivato a gennaio, ha chiuso a quota 9 e con la miglior media (0,5). Subito dietro, Zarate che ha segnato 8 gol, il 50% dei quali in Europa League. Segno che sul continente non possono prendere le misure con estrema facilità al pibe de Haedo, che in più ci teneva a salire alla ribalta proprio in Europa.
Non a caso i gol più veloci della stagione della Lazio sono stati quelli di Rocchi (0-2 a Cagliari) e Floccari (1-1 con il Napoli), entrambi segnati al 4'.
Il gol subito più rapido invece è stato quello messo a segno da Abel Hernandez dopo pochi secondi nella sfida persa a Palermo (3-1).
Un autogol a favore: quello messo a segno da Thiago Silva nella gara persa in casa contro il Milan (1-2).
Numero di espulsioni: 6. Baronio (Samp, casa), Cribari (Chievo, trasferta), Dabo (Bari, t), Kolarov (Parma, c), Ledesma (Roma, c), Zarate (Samp, t).
A livello di record, Kolarov ha raggiunto e superato quota 100 presenze con la maglia della Lazio. Tommaso Rocchi continuerà ancora ad inseguire il traguardo dei 100 gol, ma è molto vicino (per ora ha raggiunto quota 93).
In 19 gare casalinghe la Lazio ha totalizzato 652.465 spettatori (meno solo di Inter, Roma, Napoli e Milan). Il picco si è fatto registrare nella partita contro la Roma con 61.615 presenze. Bene anche nelle partite contro Juventus (55.000), Inter (50.945), Bari (46.942) e Siena (41.234). La quantità di spettatori più bassa si è fatta registrare alla prima e all'ultima di campionato: 25.000 contro l'Atalanta e 20.000 contro l'Udinese. Record negativo assoluto per la gara in Europa contro il Levski Sofia con 1.500 spettatori di cui circa 700 dalla Bulgaria.
La partita in trasferta con più spettatori è stata la finale di Supercoppa Italiana giocata davanti ad oltre 60.000 appassionati. In seconda posizione il derby con 54.273 spettatori. Subito dopo, si attesta la gara di Milano con l'Inter (52.859) che possibilmente vale ancora di più vista la temperatura sotto zero. Quella con meno spettatori risale sempre ad agosto, a Verona contro il Chievo (8.581).