Klose: "Centrare l'Europa League? Difficile... Deciderò il futuro con la mia famiglia"
Fonte: Manuel Gavini/Matteo Vana/Antoniomaria Pietoso - Lalaziosiamonoi.it
Dai suoi piedi dipendono le sorti della Lazio. Nel bene, come lunedì scorso contro l'Inter, quando la sua girata da cineteca ha regalato un sorriso per la prima del Reja-bis. Nel male, come ieri sera a Bologna, quando ha mandato alle stelle un pallone che chiedeva solo di essere appoggiato in rete, a due passi da Curci. L'umore biancoceleste è legato a doppio filo a quello di Miroslav Klose: il panzer tedesco, intervistato in patria dal Die Welt, ha parlato a tutto tondo del mondo Lazio e non solo, a cominciare dalle prospettive in questa seconda metà di stagione del club capitolino.
La Lazio può ottenere un piazzamento in Europa League?
“Sarà difficile. Potremo capirlo solo una volta che saremo in grado di dare continuità alle prestazioni e ai risultati, abbiamo lasciato troppi punti negli scorsi mesi”.
Quanto pensi di giocare ancora?
“Sarò svincolato dalla Lazio in estate (il suo contratto scade il 30 giugno, ndr), poi vedremo cosa succederà. Posso immaginare molte opzioni, rinnovare alla Lazio o andare da qualche altra parte. Valutare dove e per quanto tempo potrò giocare è una decisione importante, da prendere insieme alla mia famiglia. Sono felice di poter ancora giocare a calcio e ho cercato di andare avanti il più possibile con il ritmo giusto. Il bello è che alla fine diventa un lavoro di routine per tutti, ma fino ad ora non è stato così per me”.
La Germania è la favorita per il Mondiale?
“In un torneo si deve pensare partita dopo partita, favoriti o no. Dovremo farci trovare pronti per la prima partita contro il Portogallo, perché abbiamo un girone difficile. Spero che saremo già al top della condizione per la sfida inaugurale, come lo siamo stati negli ultimi tempi”.
In settimana le rivelazioni di Thomas Hitzlsperger, tuo ex compagno di nazionale, hanno fatto molto discutere. Come l’avete presa?
"Penso sia incredibile che abbia avuto questo coraggio, non sarà stato di certo facile per lui e mi tolgo il cappello per questo. Ma non voglio aggiungere altro su questo argomento".
Con che tipo di sensazioni vi apprestate a disputare la Coppa del Mondo?
"Buone sensazioni. Spero di non avere infortuni e sono contento di essere ancora in grado di allenarmi per raggiungere il mio sogno".
Il 2013 è stato un anno difficile per te. Prima l’infortunio al legamento, poi quello alla spalla. Molti si chiedono come stai...
"Sto bene e sono in forma. Ho lavorato duramente nelle ultime settimane: devo ancora recuperare la forma, ma arriverà".
Quante possibilità avete in Brasile?
"Abbastanza. Voglio raggiungere i miei obiettivi e segnare tutte le volte che posso, è molto importante per me ritrovare il ritmo partita".
Nel mese di novembre hai avuto un colloquio personale con il c.t. Joachim Loew. Cosa vi siete detti?
“Abbiamo contatti regolari. E’ stata una conversazione positiva, come sempre. Mi ha suggerito di preparare la messa a punto per la Coppa del Mondo in Brasile, ma io ho molta esperienza e so cosa in che modo prepararmi nei prossimi mesi".
Pensi che Loew rimarrà con voi al 100%?
"Si, non ho elementi per credere il contrario".
Nel mese di novembre vi siete infortunati sia te che Mario Gomez, gennaio sarà importante per il vostro recupero.
"Posso parlare solo per me, è importante che io recuperi partita dopo partita. Mi auguro che Mario torni presto in pista, personalmente so cosa fare per rimettermi in forma".
Loew ha detto che nessuno ha il posto garantito e che si dovrebbe lottare sempre per la Coppa del Mondo.
"Lo capisco, so che devo guadagnarmi la Nazionale. Non importa quanti tornei ho giocato, questo vale per me e per tutti gli altri giocatori. Ognuno sa cosa deve fare per conquistarsi la convocazione: è importante fare le cose da soli, nella vita cosi come nel calcio".
Come valuti la squadra in questo momento?
"Non è cambiato niente. Abbiamo una grande squadra ed un grande gruppo, nello spogliatoio c’è grande armonia. Ci sono due giocatori in ogni ruolo e questo è molto importante. Staremo insieme per diversi giorni e proveremo a fare un grande torneo".
Molti vedono la Germania favorita.
"Siamo abituati, nel 2002 non eravamo favoriti e siamo arrivati in finale. Ripeto, favoriti o meno dobbiamo pensare a giocare partita dopo partita".
Quanto è importante l’esperienza dei singoli giocatori?
"E’ un fattore cruciale. Molti di noi hanno esperienza internazionale, ci sono ragazzi che hanno giocato circa cento partite internazionali e sappiamo bene cosa aspettarci. Ovviamente la tensione c’è sempre, ma dobbiamo cercare di controllarla".
Qualora venissi convocato potresti superare il record di Ronaldo che si è ritirato dopo aver segnato 15 gol in Coppa del Mondo. Tu sei fermo a 14…
"Il mio principale obiettivo è vincere con la squadra e penso di poter dire la mia in questo senso. Se giochiamo offensivi come sappiamo, penso che potrò avere le mie chance, ma se non dovessi riuscirci sarebbe un problema minore".
Come è fare l’attaccante nel calcio di oggi?
"Ho iniziato a cambiare il mio modo di giocare a Brema. Lì mi itrovavo bene con Micoud, con cui avevamo studiato una serie di combinazioni. Negli anni ho imparato ad essere un giocatore più di movimento. Da attaccante è importante non dare punti di riferimento ai miei avversari. A volte vado in profondità, altre arretro oppure mi allargo sulle fasce. Questo complica la vita ai miei marcatori, che per fermarmi faticano di più".
Cosa pensi del ruolo del falso numero nove? Un calcio senza punti di riferimento offensivi…
"Un gioco senza un vero attaccante non ti porta a vincere. Naturalmente, tutto dipende da come i giocatori si comportano e si muovono sul campo senza il pallone. Per giocare in questo modo bisogna avere tanti giocatori di movimento e puntare tutto sul ritmo e sulla velocità. Io credo che senza una vera punta è difficile essere pericolosi, ma penso di poter giocare in ogni sistema di gioco".
Come giudichi da spettatore la Bundesliga?
"E’ cresciuta tanto specie sotto il piano della qualità. Riesco a seguire le partite perché in Italia vengono trasmesse e cerco di vederle per quanto mi è possibile".
Eppure molti spettatori si lamentano perché il Bayern Monaco appare troppo più forte e così sembra anche in vista della prossima stagione, visto che si è rafforzato con l’acquisto di Lewandowsky…
"E' vero, sono i più forti. Giocare contro di loro è una sfida difficile per qualsiasi squadra. Quando li vedo giocare resto sbalordito dal modo in cui dominano gli avversari. Sulla scelta di Robert (Lewandowsky,ndr) non posso che essere felice per lui, sta ottenendo quello che merita. E’ un ragazzo straordinario, con grande talento, e lo dimostrerà anche al Bayern".