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ESCLUSIVA Radiosei - Avv. Contucci: "Sono 35 i tifosi ancora in carcere. Rischiano 30 giorni di galera"

di Lalaziosiamonoi Redazione
Fonte: Daniele Rocca - Lalaziosiamonoi.it

Sono passate 24 ore e ancora non si è riuscito a fare chiarezza in modo definitivo sulla situazione dei tisosi laziali arrestati. In queste occasioni il calcio giocato viene messo da parte per concentrarsi su chi ha bisogno di risposte. Sono tante le famiglie in apprensione. In molti dovrebbero essere già tornati a casa e invece di loro non si sa niente. Per cercare di capire cosa è successo ieri sera e, soprattutto, come mettersi in contatto con i tifosi ancora in Polonia, ai microfoni di Radiosei è intervenuto in esclusiva l'avvocato Lorenzo Contucci.

Si può dire che lei rappresenta un appoggio legale in Italia per le vicende che riguardano Varsavia?

"Sono stato contattato dai tifosi che sono tornati per cercare qualcuno che li rappresenti a Varsavia anche perché il codice penale polacco è diverso e non tutti lo conoscono. Grazie a un passaparola tra le tifoserie siamo riusciti trovare un contatto, che possa fungere anche da interprete. Dovrebbero essere 35 le persone ancora in carcere e che, con tutta probabilità, saranno processate lunedì. Sono anche i tifosi con le accuse più gravi. Per gli altri c’è stata una sorta di fermo preventivo – continua il legale - . Una decisione particolare a mio avviso,  dove arrestato tutti per poi risalire ai veri colpevoli. Anche se dubito che i 35 tifosi  siano i veri responsabili. Secondo me li hanno presi dal mucchio e gli hanno accollato tutte le responsabilità".

Come si può cercare di contattare i propri cari?

"Il problema è che i tifosi sono stati sparsi in più caserme. Anche i processi si sono tenuti tribunali diversi e purtroppo l’ambasciata, oltre a mettere a disposizione le linee telefoniche, non sa dare indicazioni utili e quindi non possiamo dare notizie certe sui nomi dei fermati. Di conseguenza non sappiamo quali famiglie contattare. Non aspettandosi di restare in Polonia, la maggior parte dei tifosi non è riuscita a mettersi in contatto con l’Italia perché i telefonini o si sono scaricati o sono stati sequestrati. Alcuni sono rimasti senza un albergo dove alloggiare. E tra quelli che non sono riusciti a mettersi in contatto potrebbero esserci anche i 35 arrestati, è questa la paura maggiore".

Quali sono i reati più gravi contestati ai tifosi della Lazio?

"Aggressione a pubblico ufficiale e danneggiamento. Anche perche qualcosa è successo. Gli scontri sono durati poco, una fiammata più che altro, ma ci sono stati. Fortunatamente, il codice polacco è più morbido di quello italiano, è rischiano solo un’ammenda di 800 euro oppure 30 giorni di fermo".

Nella sua carriera, ha mai assistito ad un arresto così massiccio?

"In realtà mai. Solo due volte mi è capitato di seguire le vicende dei tifosi della Roma in svizzere e anche a Bratislava, ma molte meno persone. Un arresto di massa del genre non me lo ricordo. Forse solo gli inglesi negli anni ’80".

Forse eccessiva attesa per questa partita, troppa apprensione. Magari la polizia non era pronta per affrontare questa situazione.

"Al contrario. In Polonia sono molto abituati a queste cose perche i tifosi polacchi, insieme a quelli russi,  sono i più facinorosi d’Europa. Secondo me è stato messo in atto un arresto preventivo per evitare che ci fossero problemi. Quindi dovremmo parlare di eccesso di prevenzione".  

Pensando ai disordini che ci sono stati qui a Roma per colpa dei tifosi del Legia, fa un po’ rabbia vedere che sono stati adottati due pesi e due misure. Di chi è la colpa?

"In Italia le pene sono tra le più severe d'Europa. Il problema non è quello. E' il governo italiano che quando succedono queste cose non si fa sentire. In Italia quando parliamo di calcio si dà sempre la colpa ai tifosi. Mi ricordo che quando i tifosi del Manchester United furono fermati in occasione della partita con la Roma, dall’Inghilterra hanno sono state fatte pressioni per liberare i supporter facinorosi".

Da un punto di vista giuridico, come è meglio procedere?

"Meglio patteggiare, anche se si pensa di essere innocenti, perché altrimenti la decisione passa al giudice e rischi di rimanere nelle carceri polacche per 30 giorni".

Che lei sappia, stanno rientrando i ragazzi?

"Sono stati organizzati dei voli e le persone stanno rientrando piano piano in Italia".

 


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