ESCLUSIVA Radio Sei - Almeyda tra consigli e futuro: "Ho suggerito alla Lazio tre giocatori del River, ma non posso svelarne il nome...Se Lotito vuole giocatori forti, glieli porto io gratis!"
Fonte: Baldini/Mancini - Lalaziosiamonoi.it
“10, 100, 1000 Almeyda”: la Curva Nord lo inneggiava così, spingendolo ad aumentare i giri di un motore dalla cilindrata potente. Un rombo senza soluzioni di continuità che gli ha permesso di macinare chilometri e di conquistare l’affetto dei tifosi biancocelesti. Matias Jesus Almeyda e la Lazio, un legame che va oltre tre anni di successi, 63 presenze collezionate nella massima serie e i numerosi palloni sradicati dai piedi degli avversari. Ha partecipato all’era d’oro targata Sergio Cragnotti, riponendo nella sua personale bacheca 1 Scudetto, 1 Coppa delle Coppe, 1 Supercoppa Europea, 2 Coppa Italia e 1 Supercoppa Italiana ed assicurandosi una posizione di primo piano nell’ultracentenario firmamento biancoceleste. Oggi, a 36 anni suonati, “E Tractorito”, ha concluso l’ennesima stagione (27 presenze) della sua infinita carriera. L’ha fatto con la maglia con la quale tutto era iniziato, quella del River Plate, ritrovata dopo 13 anni. I fasti di quel triennio magico sono lontani nel tempo, ma le immagine dell’esperienza capitolina sono ancora impresse nei ricordi dell’argentino (ora in forza al River Plate) , che questa sera ha riassaporato l’ambiente laziale intervenendo ai microfoni di Radio Sei nel corso della trasmissione “Lazio di Sera”.
Tra Lazio e River Plate c'è un bel rapporto..."Eh si, speriamo che Carrizo ci raggiunga presto...Non so a che punto sia la trattativa ma dai giornali ho appreso che la società vuole il portiere in prestito..."
Com'è tornare a giocare dopo tanto tempo? "Mancando per diverso tempo da questo mondo, mi sono accorto quanto potesse mancarmi. Sono tornato dopo 4 anni a vivere ogni giorno con tanta serenità grazie al calcio. La mia vita deve continuare a scorrere accanto ad un pallone".
La Lazio avrebbe bisogno di un centrocampista come te..."Io vengo, arrivo subito, posso ancora giocare (ride, ndr)! Ma se la Lazio vuole acquistare giocatori forti per il futuro con pochi soldi deve chiedere a me! Vengo lì e glieli porto senza soldi. Ci sono calciatori in Argentina che costano parecchio e magari non sono alla portata della Lazio, ma io saprei indicargli dei giovani fortissimi che non costano nulla. Potrei consigliarli anche senza guadagnarci un euro, perchè la Lazio è la squadra del mio cuore..."
Lazio e Inter, quest'anno, sono state le uniche squadre italiane ad aver vinto uno o più trofei. Da ex di entrambe sei contento? "Si certo tantissimo, ma io sono tifoso della Lazio! Ciò che ho vissuto a Roma è stato bellissimo: tra le mie esperienze al di fuori dell'Argentina, quella con la maglia biancoceleste è stata sicuramente la più emozionante. Terrò sempre nel mio cuore quei 3 anni fantastici..."
Ci racconti qualcosa che ti ha colpito in quegli anni? "Alla Lazio ho trovato il mio assetto calcistico: la gente capì, sin da subito, il mio modo di giocare ed io mi sentivo come a casa. Tutti mi hanno dimostrato un affetto immenso. Il ricordo che ho di quei momenti supera, come intensità di emozioni, qualsiasi episodio della mia carriera, costellata da diverse esperienze in giro per il mondo".
A Roma si parla di diversi giocatori del campionato argentino accostati alla Lazio: Boghossian e Pintos su tutti...sono giocatori da Lazio secondo te? "Boghossian ha disputato un grande campionato di Apertura: è un centravanti molto alto che abbina fisico e tecnica in modo ottimale. Pintos copre la fascia destra sia in fase difensiva che in quella offensiva, senza fermarsi un attimo, ma di certo non è Cafu. Paragonarlo a Maicon mi sembra troppo. E' un buon giocatore ma questo accostamento non può far altro che far male al calciatore...".
Matias, qualche altro giocatore da suggerire alla Lazio? "Domenica scorsa sono stato con Manzini. Gli ho consigliato tre giovani del River Plate molto interessanti. Un difensore, un centrocampista che secondo me diventerà tra i più forti al mondo ed un attaccante. Non posso svelarne il nome, altrimenti qualcun'altro potrebbe prenderseli".
Zàrate quest'anno ha fallito: ti sei chiesto il perchè? "E' uno di quei giocatori con una tecnica straordinaria e che potenzialmente possono diventare tra i più forti al mondo. Personalmente non lo conosco, ma ho stretto rapporti con il fratello. Lo scorso campionato ha disputato una grande annata. Quella attuale non è stata all'altezza della precedente, ma parte della colpa credo sia anche di chi l'ha guidato...".
Hai intenzione di tornare in Italia? "Non vengo nel vostro paese da circa 4 anni. Ho tanta voglia di tornare con la mia famiglia, ho un grande ricordo, una delle mie figlie è nata lì. Come calciatore la vedo dura, ma come allenatore mi piacerebbe molto...".
C'è un Matias Almeyda nel calcio italiano? "Per le caratteristiche credo di no. Io giocavo per rubare il pallone agli avversari, oggi tutti giocano per farsi notare. Facevo un lavoro sporco, la gente Laziale lo ha capito. Nel mio migliore anno (il 98-99, ndr) ho avuto accanto a me diversi giocatori offensivi come Mancini, Conceicao, Nedved: mi hanno fatto mangiare il fegato (ride, ndr). Ad ogni modo, ci sono calciatori bravi, anche più di me...".
Tanti tifosi della Roma ti invidiavano ai tempi della Lazio..."Ho vinto l'80 % dei derby....(ride, ndr)".
Maradona ha detto che se l'Argentina vince correrà nudo..."Lo accompagnamo tutti, facciamo il trenino...Mi piace molto la sua squadra. Stavolta non arriva al Mondiale da favorita. E' la prima volta che gioca come l'Italia: molto bene in difesa, sarà difficile per gli avversari fare gol. Ho fiducia in Maradona, sono stato uno dei primi a nominarlo in tal senso. Ho parlato con lui, gli ho detto 'Ricordati che ti ho sempre sostenuto'. Doveva essere lui: meritava questa possibilità, porterà la Coppa o perlomeno arriverà in Finale".