ESCLUSIVA - Alla ricerca dello sponsor perduto: contatto Lazio-Wind, ma...
Fonte: Edoardo Anacleti-Corso d'informazione sportiva Lalaziosiamonoi.it
Un rapporto deteriorato, tra le contestazioni a Formello, i cori dei tifosi, il malumore sui social network. Ultima la temporanea assenza dei tifosi della curva nord in occasione della gara casalinga contro il Chievo per la delusione di un'ennesima campagna acquisti che ha lasciato l'amaro in bocca. Perchè Yilmaz era ad un passo. Perchè in difesa è già emergenza. Perchè serve un altro attaccante da affiancare a Klose. Lotito-tifosi:è di nuovo burrasca. Ma la punta di diamante, l'ultimo proiettile in canna dei tifosi laziali, il più pesante, riguarda senza dubbio la mancanza di uno sponsor ufficiale. Perchè in allenamento la maglia a tinta unita va bene, ma la domenica, allo stadio, in una gara ufficiale, serve uno sponsor. Manca qualcosa sulle maglie nella stagione 2004/05. Uno slogan. Una parola, un nome, un'insegna. Fatta eccezione per la finale di Supercoppa Italiana Milan-Lazio (finita 3 a 0 in favore dei padroni di casa), dove compariva il marchio Errebian in grassetto, colore rosso su un rettangolo nero. Nella stagione successiva e in quella ancora seguente, dal 2005 al 2007, le maglie della Lazio erano targate INA ASSITALIA. La storica compagnia assicurativa, fino al 2001 sponsor dei cugini giallorossi, siglò l'accordo con la Lazio per una cifra intorno ai 2,5 milioni annui. Questo l'ultimo sponsor ufficiale prima degli anni senza partnership. Negli anni seguenti, fino al 2008, ci sono state comparse, varie apparizioni: da So.Spe, progetto onlus “solidarietà e speranza” di Suor Paola, a Edileuropa, società edile. Poi? Il vuoto. Mancano gli accordi. Non si trovano gli accordi. Non è una pratica semplice. Quella della sponsorizzazione è un'arma a doppio taglio. Anzi a doppio vantaggio. Nel senso che le squadre calcistiche ottengono dai marchi dei profitti. Le aziende, da parte loro, ottengono pubblicità e popolarità. Non stupisce più di tanto collegare le storiche maglie laziali dello scudetto e del centenario alla Siemens, società legata ai biancoblu dal 2000 al 2003. Negli ultimi anni il club laziale, consapevole di doversi muovere non solo in termini di mercato, ha cercato una partner commerciale che si addicesse al suo nome senza però ottenere risultati. Si è sfiorato, proprio qualche anno fa, l'accordo con la Izi Play. Questione di prospettive? Marco Canigiani, Responsabile Marketing, Sponsorizzazioni ed Eventi della prima squadra capitolina, aveva annunciato a metà giugno: “Le trattative per uno sponsor sono lunghe da portare avanti, quest'anno comunque speriamo di riuscirci”. Non è dunque cosa facile trovare un accordo commerciale. Soprattutto se domanda e offerta non trovano riscontri. Soprattutto se, da una parte o dall'altra, sul tavolo delle trattative, è seduto il numero 1 biancoceleste Ma sono sei anni che manca uno sponsor. Sei anni di storia. Di vittorie, di derby. Di tragedie. Di episodi. Ed ecco allora comparire sulle maglie Fondazione Gabriele Sandri e slogan contro il razzismo. Può sembrar poca cosa la mancanza di uno sponsor. Un gadget, un accessorio, un di più, non necessario. Ma la tifoseria non è d'accordo. E ha trovato in questa mancanza un ulteriore motivo di campagna antilotitiana. Una marcia forse che dovrà arrestarsi presto, almeno su questo fronte. Perché secondo indiscrezioni raccolte in esclusiva dalla Laziosiamonoi.it, proprio in data odierna si è tenuto un incontro fra il Presidente Lotito e alcuni dirigenti della Wind Telecomunicazioni S.p.A, nota compagnia telefonica. Un meeting esplorativo, di cortesia, in zona Piazza di Spagna. Proposte e controproposte. Il bene per entrambi. Il meglio per entrambi. Limare gli eccessi. Queste trattative vanno così, possono avere una lunga durata. Al momento non sembra che si sia arrivati a un accordo. Di fondo la società di telecomunicazioni, dopo la collaborazione con la Roma iniziata nel 2007 e terminata la scorsa stagione, pare decisa a prendersi un anno di riflessione, lontana dal mondo del pallone. Ma la Lazio è vigile e paziente e non è dunque da escludere che nel corso delle prossime settimane possano esserci nuovi sviluppi sul fronte sponsor. Come puntualmente ricorda il patron laziale, il suo team è sul mercato 24 ore su 24. L'obiettivo non è soltanto quello di individuare i giusti rinforzi, ma di “vestire” le maglie. Riconoscerle. Uno sforzo, caparbio. Un obiettivo da raggiungere, anche se alle proprie condizioni.