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Candreva si prende la Lazio: nel giorno dedicato a Chinaglia lui, al minuto 9, trova la prima rete in biancoceleste

di Marco Ercole
Fonte: Marco Ercole - Lalaziosiamonoi.it

ROMA – «Quello che ha fatto Giorgio Chinaglia per questo club è qualcosa di eccezionale. Ha fatto la storia ed è stato amato da centinaia di persone». Ecco, probabilmente Antonio Candreva non poteva scegliere giorno migliore per avere il suo “battesimo” ufficiale con la maglia della Lazio. In una giornata piena di pathos e di una lazialità ancora più intensa causa delle emozioni forti causate ahimè dalle due tragedie che hanno sconvolto l’universo biancoceleste negli ultimi giorni, il centrocampista romano è riuscito a trovare una rete che probabilmente gli darà la possibilità di iniziare una nuova vita e un nuovo rapporto con una tifoseria che sin dai suoi primi passi a Formello gli ha sempre riservato un’accoglienza tutt’altro che amichevole. Le sue precedenti dichiarazioni di “simpatia” nei confronti degli cugini giallorossi è un fardello che qui nella Capitale è molto difficile da smaltire e l’ex centrocampista del Cesena lo ha capito a proprie spese, venendo fischiato costantemente dai suoi stessi tifosi ogni qual volta lo speaker dell’Olimpico ha chiamato il suo nome. Un atteggiamento che ne ha condizionato pesantemente le prestazioni, facendo prevalere in lui la paura di sbagliare rispetto alla voglia di dimostrare qualcosa. Da oggi però, probabilmente, qualcosa cambierà nel rapporto tra Candreva e la Nord, e la conferma arriva da quella corsa sfrenata sotto la curva dopo quel tiro non certo irresistibile, ma poco importa, che ha bucato De Sanctis al minuto, guarda caso, numero 9. Già, il destino ha scelto ancora una volta di mettersi a giocare con i numeri, e ha deciso che questa rete dovesse arrivare proprio in quel minuto facilmente riconducibile al numero di maglia di Giorgio Chinaglia, quella stessa maglia che prima del fischio d’inizio è stata posizionata in panchina dall’altro numero nove di giornata, il Capitano Tommaso Rocchi. Una coincidenza davvero molto suggestiva che ha regalato a Candreva una gloria cercata da tanto tempo e quella corsa, istintiva e cercata allo stesso tempo, ne è l’evidente dimostrazione: «C’era un po’ tutto, rabbia e gioia - ha spiegato in mixed zone e ai microfoni di LazioStyleRadio -. È stata tutta rabbia positiva, un gesto istintivo e quando le cose vengono fatte con l’istinto sono fatte al meglio. È stata un’emozione bellissima andare sotto la Nord piena. Non ho più la voce per quanto ho strillato e per recuperare da quell’esultanza ho avuto 5-6 minuti di appannamento totale [ride, ndr]. Spero che sia un punto di partenza per continuare questo cammino alla Lazio. Era quello che volevo da quando sono arrivato perché ci tengo a far bene. Vorrei ringraziare mister e compagni che mi hanno fatto stare tranquillo giorno dopo giorno». Quelli dopo il gol sono stati trenta metri dal sapore di liberazione, percorsi quasi con rabbia per andare a prendersi gli applausi da quei tifosi che oggi, per la prima volta, lo hanno osannato rendendogli merito del gol che ha aperto le marcature e la sua gioia sfrenata, da "laziale vero", ha sancito la pace definitiva avvalorata dalla standing ovation che Reja e lo Stadio Olimpico gli hanno riservato a pochi minuti dalla fine al momento del suo cambio arrivato a vittoria ormai virtualmente conquistata: «Tre punti importanti per il nostro cammino verso la Champions. Adesso ci attende un’altra battaglia fondamentale mercoledì, sarà difficile ma noi siamo la Lazio e andremo lì per fare la nostra partita. Ci sono ancora sette partite da giocare. Noi dobbiamo fare il cammino su noi stessi sapendo che tutte le partite sono fondamentali da qui alla fine. Non so se il Napoli è favorito, ma so che l’Udinese oggi ha vinto e sta a tre punti quindi ce la dobbiamo giocare con tutti. Oggi abbiamo dimostrato che non abbiamo mai perso la convinzione di poter raggiungere il terzo posto. Abbiamo messo in campo tutta la fame e la voglia di conquistare questa vittoria contro una grande squadra, come del resto lo siamo noi». Una grande soddisfazione anche per mister Edy Reja che ha sempre difeso il centrocampista romano anche quando le cose non andavano per il verso giusto: «Spero che questo gol gli possa garantire la serenità che non ha avuto in questo primo scorcio della sua avventura alla Lazio. Antonio è un ragazzo molto, molto sensibile e i fischi che gli sono stati riservati non lo hanno certo aiutato. Ha mezzi straordinari, deve solo riuscire a trovare serenità e la sua giusta collocazione in campo». In più, nota a margine ma neanche tanto, al termine della partita quando i giocatori sono andati a festeggiare sotto la Nord, al coro “chi non salta della Roma è”, anche il numero 87 della Lazio ha saltellato come un bambino insieme ai suoi compagni. Da oggi, finalmente, Candreva è stato accolto nel mondo biancoceleste.


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