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Candreva: "Il mio gesto non era rivolto ai tifosi, ma a chi mi ha fatto passare per mercenario"

di Matteo Vana
Fonte: Laziosiamonoi.it

"Muti,muti!", un imperativo che fa rumore in un silenzio assordante come quello dell'Olimpico, svuotato dalla protesta della Curva Nord. Antonio Candreva è tornato sull'argomento, ai microfoni di Lazio Style Radio 100.7, è tornato a parlare del gesto che tanto rumore ha fatto. "Il mio gesto non era assolutamente rivolto ai tifosi, con cui ho un bellissimo rapporto. Ce l'avevo con un articolo di un giornale che mi ha fatto passare per mercenario, cosa che non sono". Un gol, quello contro il Parma, che ha scacciato via l'incubo di una stagione senza Europa. "Dovevamo vincere per rimanere attaccati al treno Europa League. Ce la meritiamo perchè siamo un gruppo fantastico, siamo in corsa. Loro hanno grandi qualità in avanti, hanno messo in difficoltà la Juve. Lottano per l'Europa, sapevamo che dovevamo stare attenti. Vogliamo l'Europa League. Il mio gol più importante? Si perchè è arrivato allo scadere e ci ha permesso di vincere. Adesso però sotto con la Sampdoria che verrà qui a fare la sua partita." Un rapporto, quello con l'ambiente Lazio, che si è andato via via rafforzando. "Sono stato un giocatore vero solo qui, non ho mai trovato altrove il senso di appartenza che ho qui. Anche con mister Reja ho un rapporto bellissimo, è impossibile non dare tutto per lui". Chiusura sulla Nazionale alla quale Candreva tiene particolarmente. “L’arrivo alla Lazio mi ha dato anche come uomo più responsabilità. Essere un giocatore della Nazionale è importante: devi dare l’esempio all’esterno. Certo, è cambiato tutto velocemente. Sono felicissimo di aver cambiato il pensiero di tutti nei miei confronti".


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