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Lazio, Adekanye e Moro a 360°. L'ag.: "Raul soffiato al Chelsea. Bobby resta, nonostante Klopp"

di Marco Valerio Bava
Fonte: MarcoValerio Bava, Daniele Rocca-Lalaziosiamonoi.it

Due giocatori giovani, due talenti da coltivare, crescere. Occhio a quei due, occhio alle new generation biancoceleste, pronta a esplodere, bomba a orologeria che può deflagrare da un momento all’altro. E sarebbero dolori, per gli altri. Però. La Lazio per ora li accudisce, profilo basso e tanto lavoro, ci sarà tempo e modo per dimostrare quel talento su cui Tare ha scommesso. Di chi parliamo? Di Bobby Adekanye e Raul Moro, giocatori arrivati in estate, da club di un certo livello. Rispettivamente da Liverpool e Barcellona. Giocatori su cui di occhi ce n’erano tanti, illustri, blasonati, ma la Lazio ha bruciato la concorrenza, andandosi a prendere quelli che gli addetti ai lavori definiscono “dei piccoli campioni”. Serve pazienza con i giovani, non si può avere tutto e subito, urge raziocinio, lavoro, sudore e sacrificio. Si parla pur sempre di un classe ’99 (Adekanye) e di un classe 2002 (Moro). L’olandese sta sfruttando questi mesi per imparare la lingua, per adattarsi al nuovo mondo, a un calcio sconosciuto e anche a un sistema di gioco che non era perfettamente nelle sue corde. Lo spagnolo, invece, dopo un periodo in attesa dell’arrivo del transfer, e un piccolo infortunio, ha cominciato a raccogliere minuti in Primavera, dando subito saggio delle sue qualità. Tanto che Inzaghi spesso lo promuove in prima squadra quando c’è da rimpolpare il gruppo in allenamento. Adekanye e Moro sono gestiti entrambi dalla Minguella Football Management. Nel cuore di Roma, abbiamo incontrato Junior Minguella che prosegue la tradizione in una famiglia di agenti. Con lui anche Antonio Caliendo che di Minguella è amico e consulente. Si parla di Moro, di Adekanye, di presente e futuro.

Raul Moro è considerato uno dei prospetti più interessanti d’Europa: “Durante la prima partitella tra prima squadra e Primavera, Raul era arrivato da pochi giorni, dopo un tempo con i giovani, mister Inzaghi ha chiesto di provarlo con i grandi. Ci si è accorti subito delle sue qualità, ci si è resi conto che è un ragazzo che può fare la differenza. A Barcellona lo paragonavano a Messi, poi non bisogna esagerare, ma ha tanta prospettiva. Il merito se è arrivato alla Lazio è di Igli Tare, stiamo parlando di uno dei direttori sportivi più bravi e ricercati sul mercato italiano, perché ha dimostrato coi fatti e i risultati di essere di un altro livello”. 

Come l’ha scovato Tare? C’erano altre squadre sul ragazzo? “Quando il direttore ha visto il primo video, subito si è messo sulle tracce del ragazzo, perché ha capito quale fosse la caratura del giocatore che era ricercato con forza anche dal Chelsea. Io, però, come procuratore devo lavorare nell’interesse del mio assistito e fare quello che ritengo più adeguato per un giocatore di appena 17 anni. Io credo che alla Lazio ci fossero presupposti migliori per lavorare, per crescere e per creare un processo che poi porti alla prima squadra. Parliamo di in un club di primo piano. Qui in Italia poi c’è una cultura molto più simile a quella spagnola e quindi abbiamo concordato che la Lazio fosse la scelta migliore”. 

Passiamo ad Adekanye: “Per me parliamo di uno dei giocatori più forti in circolazione nell’uno contro uno. Deve apprendere e adattarsi al calcio italiano, capire quanto gli chiede l’allenatore, stiamo comunque parlando di un ’99, quindi di un giocatore molto giovane. Lui ha sempre giocato da esterno d’attacco in carriera, la Lazio invece gioca con due punte e un esterno a tutta fascia e quindi è normale che debba affrontare un processo di apprendimento”. 

Pensa che ci sarà la possibilità di giocare di più in questa seconda parte di stagione? “Io penso di sì, la società ha puntato molto su di lui e c’è la convinzione che diventerà un giocatore importante. Ma ripeto deve adattarsi e imparare quello che gli chiede il mister”. 

Si dice spesso che è un ragazzo arrivato acerbo, senza nemmeno un minuto tra i professionisti. Cosa risponde? “Dico che Klopp lo avrebbe portato in prima squadra, il Liverpool ha fatto di tutto per bloccarlo e adesso stanno insistendo ancora per farlo tornare. È vero che lui a Liverpool non ha giocato nemmeno un minuto tra i professionisti, ma questo dipendeva dalla situazione contrattuale che c’era e non nego ci siano state tensioni con quel club. In Inghilterra c’è una mentalità diversa rispetto a quella mediterranea e ci dicevano che se non avesse rinnovato non avrebbe mai giocato in prima squadra. Bobby però si allenava con la prima, tanto che aveva un buon rapporto con Lucas Leiva già dai tempi di Melwood (dove si allenano i Reds ndr)”.

Che tipo di giocatore è Adekanye? “Bobby è un giocatore da uno contro uno, un esterno che è abile nel cercare l’assist. Io credo possa però fare molto bene anche come esterno che poi va dentro al campo per cercare il tiro, se vogliamo azzardare un tipo di movimento come quello che fa Ronaldo quando si allarga e poi s’accentra per attaccare la porta. Ma io credo che essendo un ragazzo intelligente, un lavoratore, possa diventare una seconda punta, per poi giocare in un attacco a due e diventare un partner d’attacco di Immobile che è un attaccante straordinario. Al limite ci sono margini anche per adattarlo come esterno nei cinque, ma certo che deve imparare a fare una buona fase difensiva”. 

Sta giocando poco, può essere un problema per il giocatore? “È stato lui a dirci che firmerebbe subito per rimanere in panchina e continuare con questa striscia di risultati positivi. Perché poi alla fine quello che conta è la squadra. Se la Lazio vince, vince anche Adekanye, la medaglia per la Supercoppa l’ha presa anche lui. Ma noi sentiamo davvero tanta attenzione e fiducia da parte della società e quindi siamo assolutamente tranquilli in ottica futuro”. 

Si è parlato di un possibile prestito alla Salernitana o comunque di un periodo lontano dalla Lazio per fare esperienza: “Non se ne parla, con tutto il rispetto per la Salernitana che è una società importante e con grandi prospettive. Anche perché il giocatore ha davvero tanti club che lo seguono, soprattutto all’estero, quindi non mancherebbero le prospettive. Ma sappiamo il rapporto che c’è tra il club, noi e il giocatore, sappiamo la fiducia che c’è e quindi non c’è problema. Il suo presente e il suo futuro sono alla Lazio”. 

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Pubblicato l'11/01 alle ore 09:00


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