ESCLUSIVA - Obiettivo difesa, ritorno di fiamma per Hinterreger
Fonte: Matteo Botti - Lalaziosiamonoi.it
La difesa della Lazio è una girandola di nomi. È virtuale. Accanto a quelli già sotto contratto con il primo club della Capitale, ne gravitano parecchi. Da mesi, alcuni da anni, che si rincorrono puntualmente ad ogni apertura di sessione di mercato. La realtà dice che il settore arretrato della Lazio è sguarnito. Al momento, s’intende. Ma al nastro di partenza della stagione agonistica non manca poi così tanto. Auronzo -7 giorni, il 10 luglio cerchiato sul calendario dei tesserati dell’Aquila. Al momento il reparto che meno ha convinto – il tono è volutamente eufemistico – nella scorsa disgraziata stagione, è quello che ancora necessita del maggiore apporto. Un restyling bell’e buono. Novaretti, Cana e Ciani, con quest’ultimo che in teoria sarebbe addirittura in lista di sbarco, dinanzi ad un’offerta congrua. È questo il materiale umano che Stefano Pioli ha attualmente a disposizione. Loro tre, con l’aggiunta di qualche giovanotto che ben ha figurato in Primavera, saranno gli uomini che per primi dovranno rubare con gli occhi i dettami proposti dal tecnico parmense, gli armoniosi movimenti di reparto che, stagione ’13-’14 alla mano, sono mancati tanto con Petkovic, quanto con Reja. A meno che, a partire per le Tre Cime di Lavaredo, non si unisca alla comitiva in cerca di riscatto anche un volto nuovo.
RITORNO DI FIAMMA – Lista lunga, profili diversi, alcuni accostati forzatamente alla compagine di patron Lotito, altri realmente sondati, quando non addirittura trattati. Si guarda intorno la Lazio, stavolta non può davvero sbagliare. Perché alle spalle di una mediana di buon livello, dire che c’è il nulla non è dire eresia. Si badi bene, sugli out bassi la Biancoceleste è estremamente coperta – forse troppo, taluni sono in esubero -. A destra, sulla carta, la coppia Basta-Konko rasenta la vetta di ciò che offre il panorama nostrano. E a sinistra Radu, se motivato da obiettivi concreti, rappresenta più di una certezza. Al centro, due sono i colpi promessi dalla dirigenza. Uno, almeno uno, di grido, di respiro internazionale, o perlomeno continentale. È a tal proposito che Igli Tare non ha mai spento la fiamma antica che porta in Austria, a Salisburgo. Nella città di Mozart, adagiata sulle rive del fiume Salzach, Martin Hinteregger non ha mai smesso di lanciare segnali al grande calcio d’Europa. Alla soglia dei 22 anni ha già assaporato la nazionale del ct Marcel Koller, ha messo in bacheca 2 campionati e 2 Coppe nazionali. Ha inanellato 99 presenze nella tipp3-Bundesliga, 24 in Europa League e 4 in Champions, seppur solamente sotto la voce ‘Preliminari’, ed in ognuna delle 3 competizioni non ha saputo esimersi dal mettere lo zampino nel tabellino dei marcatori. È giovane e maturo al tempo stesso, Hinteregger, un mix che farebbe felice qualsiasi proprietà, qualsiasi allenatore. Per questo Igli Tare non ha mai mollato l’obiettivo, mai ha perso di vista il duttile jolly difensivo. Ha lavorato e lavora anche su altri obiettivi, ma sotto traccia l’austriaco è sempre stato seguito. Secondo indiscrezioni raccolte in esclusiva dalla redazione de Lalaziosiamonoi.it, la Lazio starebbe pensando seriamente di sferrare l’offensiva decisiva per il centrale di Feldkirchen, ora più che mai, dati gli sviluppi dell’affare De Vrij, sempre più diretto verso Manchester, verso Louis Van Gaal. Si tratterebbe di una trattativa complicata. Il RedBull Salisburgo, infatti, non è propriamente società che necessita di vendere i propri gioielli, avendo discrete disponibilità finanziarie a disposizione. Bottega cara quella dei Tori biancorossi, che partono da una base di 10 milioni per l’intero cartellino dell’atleta. La Lazio non è disposta ad arrivare a queste cifre, avrebbe intenzione di giocare al ribasso. Tra Germania ed Olanda, già da diverse settimane Tare fa e disfa le valigie, in viaggio per condurre in prima persona sondaggi e trattative. Tra le tappe del suo tour non manca l'Austria. Il cartello con scritto 'Hinterreger' indica la via. Perché svoltato l’incrocio c’è il Cadore ed un Pioli a braccia aperte, in attesa delle fondamenta su cui costruire la spigliata formazione che ha in mente.