ESCLUSIVA - Il Radu ritrovato, il Prof. Lovati spiega: "Ecco come abbiamo risollevato Stefan. Rispetto allo scorso anno..."
Fonte: MarcoValerio Bava-Lalaziosiamonoi.it
Da quando è tornato, la porta della Lazio è rimasta inviolata. Stefan Radu si è ripreso la sua vita, ha blindato la difesa. Petkovic se lo coccola, lo ha gettato nella mischia e non l'ha più fatto uscire. Tre partite intere, 270 minuti di alta scuola per il difensore romeno che, dopo mesi di calvario, è tornato a respirare calcio, a godere per una diagonale effettuata con classe e tempismo. Un'agonia lunga sette mesi, un inferno per chi - al calcio e a quel rettangolo verde- ha votato la sua esistenza. Radu, però, in questa strada tortuosa, ha trovato guide sapienti. Persone che, con il lavoro quotidiano, sono riuscite a rimetterlo in piedi, a sostenerlo anche quando il tunnel sembrava senza uscita. Persone come il Professor Stefano Lovati, Responsabile Ortopedico della Lazio, che in un'intervista Esclusiva a Lalaziosiamonoi.it, entra nel dettaglio del lavoro fatto per riconsegnare Radu a Petkovic. "Gran parte dello scorso campionato, Radu lo ha giocato a singhiozzo, perché aveva questo dolore che insorgeva, soprattutto dopo lo sforzo, nella parte posteriore del ginocchio. Nei mesi scorsi ne ho lette un po' di tutti i colori -ha dichiarato il Prof. Lovati-, anche che questo dolore fosse derivato dall'intervento effettutato precedentemente allo stesso ginocchio (nel dicembre 2010 ndr), che però era andato a sistemare una lesione meniscale. Quell'intervento andò bene e lui tornò a giocare senza nessun problema al menisco e infatti il dolore in questa nuova circostanza si andava a localizzare nella zona post-laterale. Il giocatore avvertiva un dolore intermittente, quando si allenava andava benino, poi quando andava sotto sforzo avvertiva questa sofferenza nella zona posteriore del ginocchio e questo ci aveva fatto pensare a un dolore muscolare-tendineo. Abbiamo fatto tutta la fisioterapia possibile, manovre posturali, osteopatia e altro. Cause? Lui ha un atteggiamento di semi-flessione delle ginocchia, è una sua predisposizione meccanica, il che portava a un accorciamento della catena posteriore muscolare. In più, mesi prima (aprile 2011 ndr), aveva subìto una frattura delle vertebre, che forse poteva aver cambiato la postura e infatti dopo due mesi, il giocatore ha cominciato ad avvertire questo dolore al ginocchio".
Il prologo è chiaro. Una volta individuate le cause, lo staff medico si è messo in moto per trovare una soluzione e permettere al giocatore di tornare a giocare. A maggio, finito il campionato, Radu è volato in Romania, lì ha svolto fisioterapia, cercando di migliorare ed eliminare quel fastidio che lo tormentava. Si era parlato d'intervento consumato alle spalle della Lazio: balle. Stefan è rimasto in contatto con lo staff sanitario, non ha mai preso iniziative azzardate. Al suo ritorno a Roma, però, le cose erano rimaste invariate o quasi. Per questo, l'intervento è sembrato l'unica via possibile: "Lui, in estate, ha passato le vacanze in Romania, lì ha fatto fisioterapia e quando è tornato stava meglio ma non benissimo e allora l'ho sottoposto a un altro intervento al ginocchio. Durante questa operazione, non ho trovato grandi cose, ma comunque abbiamo sistemato diverse situazioni e infatti, dopo questo intervento, il ginocchio non ha più dato problemi". Fine dell'agonia? No, perché una volta sistemato il ginocchio, sono stati i muscoli a fare i capricci. La lunga inattività, i problemi posturali, avevano condizionato la muscolatura e la meccanica del giocatore. E' servito un metodo innovativo, un lavoro continuo e tanta forza di volontà, per far tornare Radu quello di una volta: "Stefan, ha saltato la preparazione perché mentre il gruppo era ad Auronzo, lui era qui a lavorare in un centro di fisioterapia di nostra fiducia. E' tornato in campo con una preparazione ancora non completa ed ha avvertito dei problemi muscolari: prima uno stiramento abbastanza importante e poi una contrattura. Allora ho deciso di puntare, in accordo con lo staff tecnico, a un lavoro innovativo di recupero muscolare. In termini pratici, il ragazzo era carente a livello meccanico, i suoi muscoli si erano dimenticati come contrarsi e anche dal punto di vista dell'equilibrio era piuttosto precario e sappiamo quanto l'equilibrio sia importante nel gesto atletico. Un muscolo deve sapere come contrarsi, sennò è come avere una Ferrari con 400 cavalli a disposizione, ma un problema al pistone non ci permette di andare a più di 60 km/h. Abbiamo svolto un lavoro innovativo e importante, insieme a un fisioterapista di livello europeo, Marco De Angelis, e devo dire che anche Stefan è stato davvero bravo. Infine abbiamo affidato il ragazzo ad Adriano Bianchini e Paolo Rongoni per il lavoro aerobico e atletico sul campo. Radu adesso si sente bene, siamo felici di quanto fatto". L'intervista scorre veloce. Il Professor Lovati spiega in maniera semplice, argomenti che -in realtà- non lo sono. Il suo tono è accorato, perché alcune voci lo hanno disturbato. Il lavoro portato avanti nei mesi scorsi, è stato duro e appassionato, svolto in piena sintonia con il giocatore: "Ci tengo a dire che Radu non è mai stato sottoposto a infiltrazioni a livello intrarticolari, ho letto anche queste cose e sono bugie. Abbiamo portato avanti un lavoro innovativo e selettivo che, fino a questo momento, ci sta dando soddisfazioni. Certo, questo è stato un problema che mai era capitato ed è andato oltre le nostre aspettative. Adesso, peò, la situazione si è evoluta bene e siamo felici noi e soprattutto Radu che è un coriaceo. Stefan non si è mai arreso allo stare fuori -continua il Professore-, si è impegnato tantissimo nel lavoro. Va dato merito al ragazzo che non si è mai tirato indietro, ha giocato anche in condizioni precarie, nelle quali altri avrebbero rinunciato a scendere in campo. Quindi un elogio va anche a lui. Ora incrociamo le dita e speriamo che continui così, anche se la sua è una situazione che va sempre monitorata con attenzione".
GLI ALTRI - Radu ritrovato, una manna per la Lazio. Lo dicono i numeri, la conferma del campo è inequivocabile. Petkovic ha ritrovato un grande giocatore, un valore aggiunto. Il romeno, piazzato sulla corsia sinistra, è l'equilibratore della retroguardia biancoceleste. Una difesa che non subisce, è la chiave di volta per una squadra che punta ai vertici. La Lazio vola, la vittoria sull'Udinese l'ha rilanciata prepotentemente nella corsa al terzo posto. La sfida biancoceleste è lanciata, lo sprint è iniziato e si concluderà prima di Natale. Un mese intenso, pieno d'impegni e al quale non prenderà parte Tommaso Rocchi: "Il capitano si è infortunato, oggi, durante un esercizio in palestra. Ha subìto una frattura alla testa del quinto metacarpo della mano destra. E' stato portato subito qui in Paideia e gli ho praticato una riduzione perché la frattura era leggermente scomposta. Nessun intervento -ha dichiarato Lovati-, solo manovre di riduzione dall'esterno. Gli è stato applicato un gesso fino al gomito che dovrà portare per circa 25-30 giorni. La prossima settimana faremo altre radiografie, ma per rivederlo in campo credo che si dovrà aspettare circa un mese". Out anche Brocchi, alle prese con un problema muscolare. Niente rispetto a quanto passato dal mediano nella passata stagione. Un calvario simile a quello di Radu per tempistica: "Brocchi ha subìto questo trauma piuttosto importante, in una zona di carico all'avanpiede con conseguente lesione parte dei legamenti e della capsula dei tendini. Inoltre c'era una frattura intraspongiosa, che non è una vera e propria frattuta, ma è comunque una sofferenza dell'osso. Noi abbiamo fatto di tutto, con condizioni di riposo prima e fisioterapia poi. Il giocatore si è consultato anche con il prof. Van Djik, un olandese che conosceva dai tempi del Milan, ma anche quel percorso fisioterapico non ha funzionato bene. Allora, poi, ci siamo consultati con il prof. Wohlfahrt che gli ha consigliato tre mesi di scarico e adesso sta bene e il ragazzo è contento di quanto fatto. Ma anche questa è stata una problematica subdola, perché parliamo di un trauma ad alta energia in una superficie di due centimetri quadrati e in quei due centimetri quadrati è successo qualcosa di importante. Per questo la tempistica è stata piuttosto lunga". C'è poi Ederson, giocatore dal talento puro ma dai muscoli di cristallo. Sostengono alcuni. In realtà, il brasiliano è rimasto fermo, quasi due mesi, in estate, per un infortunio traumatico al ginocchio. Incidente che lo ha costretto a saltare tutta la preparazione. Eccolo il peccato originale, quello che ha portato -poi- ai recenti problemi muscolari: "Chi ha saltato la preparazione -spiega Lovati-, ed è una cosa comune anche ad altre squadre, tende poi ad avere qualche problema a livello muscolare. Quindi lui, non avendo partecipato al lavoro estivo, è stato soggetto a qualche contrattura di troppo e infatti sta portando avanti anche un lavoro di potenziamento ed elasticizzazione dei muscoli degli arti inferiori. Poi, non solo nel calcio, ci sono elementi che sono più propensi di altri, proprio a livello di fibra muscolare, a sviluppare contratture".
PASSI AVANTI - La sensazione, diffusa, è di stabilità, di minor confusione rispetto allo scorso anno. Gli infortuni ci sono, come normale che sia, ma la sintonia è piena e questo porta risultati. Merito anche di una preparazione svolta nel miglior modo possibile, di un lavoro d'equipe tra staff medico e staff tecnico che consente a ogni giocatore di avere un programma di lavoro personalizzato. Si è ripartiti dagli errori della passata stagione, si è entrati nel dettaglio per non ripeterli. Anche qui sta, dunque, il salto di qualità della Lazio. "Sono annate, anche ieri Guidolin ha detto una cosa molto giusta e cioè che ci sono stagioni storte che cominciano male e si trascinano poi fino alla fine. Quest'anno, credo, siamo tra le squadre con meno infortunati, ma non siamo fenomeni adesso e non eravamo scarsi prima. Devo fare un plauso allo staff tecnico, Paolo Rongoni ha fatto un bel lavoro. Prima del ritiro, abbiamo personalizzato il lavoro giocatore per giocatore, abbiamo analizzato i problemi dello scorso anno, abbiamo cercato di individualizzare gli allenamenti per ogni giocatore e devo dire che quest'anno la preparazione è stata fatta molto bene e questa è alla base di una buona annata. Fortunatamente, senza avere grandi problemi, l'allenatore ha la possibilità di alternare giocatori e non spremerli, come accaduto lo scorso anno. Quindi, per il momento, siamo molto contenti per come stanno andando le cose". Da Bob a Stefano, la Lazio è ancora in mani sicure.