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ESCLUSIVA - Il professor Matuzalem sale in cattedra, Lucescu: "E' il più forte giocatore che ho allenato... Lo Shakhtar? La FIFA intervenga presto, ma deve pagare il Saragozza"

di Alessandro Zappulla
Fonte: lalaziosiamonoi-zappulla

Era l’asso inespresso del centrocampo biancoceleste, ma ora è tornato a correre per riprendersi la Lazio. Classe immensa, un innato senso tattico e tanta voglia di strafare. Francelino Matuzalem riparte dalle proprie qualità per riscrive da capo la sua storia Laziale. Un trascorso turbolento, costernato da momenti esaltanti e periodi bui. Infortuni muscolari che nella sua storia recente ne hanno minato certezze e convinzioni. Oggi tutto è passato. Matu gioca in maniera sontuosa e sbarazzina, guidando la sua Lazio da leader vero. Reja lo ha consacrato come l’autentica sorpresa biancoceleste: “Mi ha meravigliato – disse il tecnico in una conferenza stampa - Adesso ho capito di che spessore è, di grande livello. Io lo chiamo il professore, ha una visione di gioco straordinaria”. Umiltà e dedizione, ecco le carte che Matuzalem ha scelto dal mazzo per stregare il tecnico friulano e convincerlo delle sue qualità. Francelino ci sta provando e con il lavoro ci sta anche riuscendo. Si è ripreso la Lazio entrando in competizione con Ledesma e gli altri, non temendo il confronto con nessuno, nemmeno con il Profeta brasiliano arrivato da San Paolo. “Matu non si sente inferiore neanche ad Hernanes. – spiegò il suo agente ed amico Umberto Fusco qualche giorno fa – Francelino vuole giocarsi le sue chance nella Lazio”. Un pensiero deciso, al limite della sfida, alimentato dall’ottima condizione atletica di cui gode in questa stagione il talento di Natal. I presupposti per un grande campionato del centrocampista preferito da Reja ci sono davvero tutti, anche se sul suo destino resta in bilico per la querelle aperta con lo Shakhtar legata all’utilizzo dell’articolo 17, con cui si svincolò dalla squadra ucraina.

Matuzalem e il suo futuro, una partita complicata che il mediano carioca dovrà giocare fra campo e tribunali. Se il brasiliano non paga i 12 milioni che lo Shakhtar richiede per la rescissione unilaterale del contratto avvenuta nel 2007 si aprirebbero le porte per una clamorosa sanzione: il centrocampista infatti scelse di utilizzare l’articolo 17 per trasferirsi in Spagna, al Saragozza. Inizialmente la cifra stabilita dalla Fifa per la risoluzione era di 17 milioni, cifra che non è mai stata pagata; nel marzo scorso poi il Cas ha sentenziato che lo Shakhtar dovrà ricevere 12 milioni o direttamente dal giocatore o dalla società spagnola. Una storia complicata, che affonda le radici negli anni freddi, ma gloriosi con la maglia arancionero sulle spalle. Matu e lo Shakhtar un’avventura iniziata tanti anni fa, quando Mircea Lucescu approdò sulla panchina del club ucraino. Il tecnico rumeno aveva un chiodo fisso nella sua carriera: allenare Matuzalem e consegnargli il suo Shakhtar. Stregato, ammaliato e conquistato dall’attuale ‘professore’ laziale, Mister Mircea ancora rimpiange di aver perso anni fa il giocatore più importante della sua squadra. Lui, Lucescu, quando sente parlare di Francelino si emoziona e la voce cambia tono. La stima è grande e l’ammirazione pure. Il tecnico rumeno che nello Shakhtar Donetsk ha pieni poteri (e non solo sul piano tecnico, ndr), raggiunto dai microfoni de Lalaziosiamonoi.it ha ripercorso la vicenda del talento laziale, iniziata tre anni fa. “Matu è stato il miglior giocatore che ho mai avuto – ha esordito così Lucescu – L’ho conosciuto tramite Corioni, che lo aveva nel Brescia. Me ne sono innamorato subito e l’ho proposto al presidente ucraino e così Francelino iniziò l’avventura con noi. Tatticamente lui è un giocatore molto duttile ed io l’ho trasformato da mediano basso a centrocampista d’attacco. Era diventato un punto di riferimento per tutti e divenne il capitano della squadra”.

Bel gioco ed investimenti azzeccati misero le ali allo Shakhtar, tant’è vero che nel giro di pochi anni arrivarono i primi successi europei. Ma Matu non era felice. Cercava nuove sfide e le voleva trovare in una nuova avventura dai confini più occidentali, dove c’è il cosiddetto ‘calcio che conta’. “Lui e il suo agente ad un certo punto spinsero per andare in Spagna – ha proseguito Lucescu – io feci del tutto per convincerlo a restare. Ma non ci fu modo. Volle andare a tutti i costi. Con il Saragozza addirittura accettò un contratto pari al 25% di ciò che guadagnava qui. L’unico problema però è che scelse la formula dell’art.17 e questo non va bene. Lo Shakhtar aveva fatto un progetto a cinque anni con lui e se dopo tre anni si rescinde un contratto è giusto che il club che ha perso il proprio calciatore riceva ciò che gli spetta. Chi è il responsabile? Ovviamente il Saragozza. Non ritengo Matuzalem colpevole chi deve pagare è il club spagnolo, che non solo ha preso un giocatore a zero, ma per di più lo ha rivenduto l’anno dopo alla Lazio. Spero che la FIFA si faccia sentire presto altrimenti il calcio diventa un terreno senza regole”.

Lucescu che all’Italia è rimasto molto legato (ha allenato per 9 anni i Serie A), sa che domenica c’è Lazio-Brescia e non si sottrae a considerazioni e pronostici: “Brescia e Lazio sono due squadre ce stanno vivendo un buon momento. Il Brescia ovviamente ha come obiettivo la salvezza, la Lazio invece è più forte. Con i biancocelesti ci sono tanti bei giocatori uno su tutti Radu. Stefan è cresciuto molto e per la nostra nazionale spero diventi importante e poi c’è Matuzalem. Chi vincerà? Bèh io tiferò Brescia, ma ora vincere con la Lazio è difficile. Penso che vinceranno i biancocelesti”. Sorride Mircea, quando si parla dell’Italia e del campionato più difficile del mondo: “In Italia il campionato ha fascino ed è complicato, ma vi assicuro che qui non si scherza. Lo stadio dello Shakhtar è bellissimo e la società è davvero importante. Un mio ritorno in Serie A? No non ci sto pensando. Qualche anno fa qualcuno mi contattò. Ma non fu la Lazio a cercarmi come lessi sui giornali. Io comunque voglio restare qui e vincere ancora in Europa”.  Saluta con un arrivederci, e spedisce un ultimo messaggio al 'suo' Matuzalem: "Spero che presto arrivi in nazionale... se lo merita". Matu ci spera... Ma ora per lui le sfide da vincere sono altre e la più grande di tutte si chiama FIFA.
 


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