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Lazio, che poker: la rinascita del centrocampo goleador

di Leonardo Giovannetti
Fonte: lalaziosiamonoi.it

Sembra quasi un deja vu. È tornato, dopo le imprese eroiche della stagione precedente: il centrocampo della Lazio ha di nuovo suonato i tamburi, schierato le linee e affondato l’avversario. Sotto il sole splendente, sul prato verde di un Olimpico in festa, la fantasia della metà campo biancoceleste ha straripato e si è palesata nella sua forma più completa. Sembra di essere tornati ai fasti di un tempo, precisamente di un anno fa: quando gli uomini di Inzaghi erano in grado di sbaragliare i nemici dominando proprio grazie al palleggio e all’imprevedibilità di un centrocampo quasi perfetto. Da soli, Milinkovic e Luis Alberto avevano gonfiato la rete 22 volte. Quest’anno, spesso è mancato l’apporto fondamentale di quel settore composto da elementi di assoluto spessore. Contro il Parma, finalmente, in ogni azione vincente della Lazio c’è stato lo zampino del reparto tanto atteso. Quattro gol, tutti di centrocampisti: era dalla partita con il Cagliari, datata 22 dicembre 2018, che la Lazio non riusciva a siglare più di due gol senza l'apporto delle punte.

I DUE LEOCORNI – Molto spesso lo abbiamo sentito dire quest’anno: “Ma dove sono?”. Oggi non si sono limitati a battere un solo colpo. Sicuramente c’è una firma indelebile nella prestazione biancoceleste. Anzi, una doppia firma. Lui, il mago, che oggi la bacchetta l’ha spolverata per bene, prima di scendere in campo. Due gol e un assist per Luis Alberto. Tavolozza e pennello, il momento di tornare a disegnare parabole perfette è arrivato. Finora, erano stati 1313 i minuti giocati, un solo gol: quello contro il Frosinone nel girone d’andata. Troppo poco per uno che, l’anno scorso, ha raggiunto la doppia cifra. Ed ecco il secondo ergersi sullo sfondo, assolutamente ben visibile: Milinkovic-Savic. È proprio lui a offrire l’assist vincente che apre le danze all’Olimpico. La costanza non è stata sua grande alleata quest’anno. A prestazioni di buon livello se ne sono alternate altre meno brillanti. Il gigante del centrocampo biancoceleste sembra aver ritrovato la giusta forma e il ritmo ideale. L’ultimo gol risale alla partita con il Torino, il 29 dicembre scorso. Oggi è arrivato un assist, ma con questi presupposti la rete si gonfierà presto. Prego signori, la scuola di magia riapre.

PROPRIO I QUINTI – Analisi, critiche, dubbi. Tante le idee espresse e non espresse sul modulo di Inzaghi. Il mister piacentino ha sempre mostrato sicurezza nella sua idea di gioco, proponendo un 3-5-2 in cui il lavoro profuso sulle fasce è di estrema importanza. Si chiamava a gran voce la difesa a 4, si ribadiva che i “quinti’ del centrocampo biancoceleste non potevano garantire quel che gli si chiedeva. “Dobbiamo segnare di più, non solo con gli attaccanti”, aveva detto Inzaghi in conferenza. Oggi, i gol realizzati dai suoi ragazzi riassumono da soli il grande lavoro svolto dal centrocampo. Marusic ha sbloccato la gara con un inserimento perfetto, proprio su filtrante di Milinkovic: botta secca che beffa Sepe, Lazio in vantaggio. Minutaggio corposo in questa stagione per lui, Inzaghi ci ha sempre creduto: 1641 i minuti giocati, ieri è arrivato il primo gol in campionato. E poi c’è Lulic, il solito Lulic. Instancabile, infaticabile, a segno con un colpo da biliardo: questa volta il suggerimento è di Luis Alberto, il fendente sfoderato dall’eroe del 26 maggio lascia poco spazio a commenti. Non si potevano aver dubbi sul rendimento del bosniaco: 2153 minuti quest’anno in Serie A, ora 3 gol collezionati. Insomma, la richiesta di Inzaghi era precisa: più gol dal centrocampo. Ricevuto.

IL RITORNO DI LUIS ALBERTO

LE PAGELLE DI LAZIO - PARMA

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