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Carnesecchi, il primo allenatore: "Bambino e portiere modello. Famiglia il valore aggiunto"

di Elena Bravetti
Fonte: Elena Bravetti - Lalaziosiamonoi.it

Alla scoperta di Marco Carnesecchi. Il portiere di proprietà dell'Atalanta, considerando l'interesse della Lazio nei suoi confronti, è finito al centro delle conversazioni dei tifosi biancocelesti, che si stanno chiedendo se l'acquisto del classe 2000 sia effettivamente quello giusto per sostituire Strakosha e dar vita a un nuovo ciclo per quanto riguarda la porta. Per rispondere la domanda occorre leggere le statistiche, di certo i numeri collezionati in carriera. Ma anche provare a conoscerlo meglio tramite i racconti di chi ha avuto modo di guardarlo da vicino. È il caso di Matteo Lucchini, allenatore di Marco per tre anni quando giocava con i Pulcini del Bellariva, società riminese in cui baby Carnesecchi diede i primi calci al pallone. O indossò il primo paio di guanti. "Per me è un orgoglio, anche se l'ho allenato in un'età in cui era giovanissimo. Fatico a dire che già allora avrei immaginato un salto di questo tipo. Tuttavia, si vedeva quando andava in porta avesse qualcosa in più degli altri. E quando stava fuori, si notavano le qualità", inizia così l'intervista al tecnico, intervenuto ai nostri microfoni.

CAMPIONE IN ERBA - Poi prosegue: "Già da piccolino si vedeva avesse buone basi, apprendeva molto facilmente gli esercizi che proponevamo. Non giocava solo in porta, ma anche fuori. Ma in porta aveva indubbiamente degli spunti particolarmente interessanti. Calciava già il pallone correttamente, sia di destro che di sinistro, ed è una qualità che nei piccolini non si trova facilmente. Ricordo la sua premiazione come miglior giocatore in occasione di un torneo svolto a Portoverde. Addirittura, fece gol direttamente dalla porta. Giocavamo in un campo da calcetto e sul suo rinvio aveva fatto centro. C'erano anche squadre importanti. Considerando tutti i giocatori di più di venti squadre, riuscì lui ad aggiudicarsi il premio. Sicuramente ce l'avrà ancora a casa!". "Le qualità le aveva, ma aspettarsi che dal Bellariva potesse fare un salto del genere... c'era una possibilità su un milione. Venne notato dal Cesena, ed era già un altro ambiente a livello di settore giovanile. Tra tutti quelli che ho allenato - e ne ho allenati - è stato uno dei più bravi. Sia a livello di talento ma anche di comportamento, a quell'età lì si guarda anche l'educazione, la voglia. E a Marco non mancavano", ha concluso. 

UN SUCCESSO DI FAMIGLIA - Dietro al successo di Carnesecchi c'è indubbiamente la sua umiltà, la determinazione, la fame propria solamente di chi insegue con ostinazione il suo sogno. Tuttavia, l'aiuto grande è arrivato dalla famiglia, con cui Marco ha un rapporto praticamente idilliaco. I genitori l'hanno seguito e sostenuto, senza mai spingerlo, contrariamente a quanto accade di frequente sui campi di calcio. Lucchini l'ha confermato: "L'aiuto forte a Marco l'ha dato la famiglia. Suo padre, sua mamma lo hanno sempre seguito, ma non l'hanno mai spinto, non sono mai intervenuti. Lo lasciavano, si divertiva. Chiaramente quando sbagliava o quando faceva le cose bene, arrivava un applauso o una critica. Ma anche le critiche erano costruttive". Come una sorta di ciliegina sulla torta, poi, la consuetudine di Marco di tenere i piedi ben piantati a terra. "Andava bene anche a scuola, non era uno montato che magari faceva un po' lo sbruffone. Un classico ragazzino che aveva ottime qualità, che poi alla fine sono venute fuori. A livello di allenamento, era uno di quelli che mi stavano più a sentire, dava tutte le volte il 100%. Cosa che gli altri non facevano", conclude.

RINCORRENDO UN SOGNO - In casa Lazio c'è chi "spinge" per l'acquisto di Carnesecchi. Altri sono più reticenti e, convinti del talento del portiere, non sono convinti che i biancocelesti possano prendere il rischio di avere come titolare un giocatore che non ha mai assaggiato la Serie A. Per Lucchini l'estremo difensore classe 2000 merita una chance. Per il suo talento e per i suoi principi, tutt'altro che scontati nel calcio odierno: "È un ragazzo che vale, di principi. Sono convinto sia un grande professionista. Spero per lui che riesca a sfondare, a stare per tanti anni ad alto livello. Parlando con altri allenatori o ragazzi che lo conoscono personalmente, viene da dire che faccia parte di un'annata sfortunata. A livello di Nazionale, per dire, abbiamo Donnarumma che è giovane anche lui, ma ha avuto la fortuna di essere lanciato prima. Credo Marco possa diventare un'ottima alternativa o comunque lottare per un buon posto. Dipende sempre anche dagli allenatori. Un tecnico tipo Mihajlovic quella volta al Milan con Donnarumma ci ha visto lungo. Lanciarlo a 17 anni non è semplice, ma se non si fanno giocare questi giovani non possono arrivare o magari arrivano ad alti livelli a un'età in cui sono già grandi. Carnesecchi ora è cresciuto, è un ottimo professionista. E ha la testa sulle spalle".

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