Calcioscommesse, Palazzi chiede 4 anni e sei mesi per Mauri e -6 per la Lazio. Gentile: "Richiesta esagerata" - FOTO & VIDEO
Fonte: Dal nostro inviato Matteo Vana - Lalaziosiamonoi.it
AGGIORNAMENTO ORE 19.37 - All'uscita dell'NH Hotel ha rilasciato un commento anche l'avvocato Gentile: "Può darsi che la fragilità del materiale acquisito abbia portato Palazzi a chiedere pene più severe per controbilanciare la mancanza di prove. Le sanzioni ipotizzate? Rispetto a Gervasoni che patteggia non c'è proporzione. Domani speriamo di ridurre le pene". La Lazio è pronta alla battaglia legale: "Le richieste sono state avanzate, ne prendiamo atto, ci difenderemo. Tutte le difese, non solo quella di Mauri, hanno discusso la credibilità di Gervasoni. Secondo il procuratore federale quei contatti telefonici sarebbero la prova e la conferma di una combine. Non è così e cercheremo di sostenere le nostre tesi. Ha usato la mano pesantissima nei confronti delle società e di tutti i tesserati, a partire da Mauri".
AGGIORNAMENTO ORE 19. 15 - Ai cronisti presenti ha parlato Matteo Melandri, legale di Mauri: “Mi sarei aspettato pene più basse rispetto alle argomentazione di Palazzi. Le argomentazioni sono state dettagliate ma non quanto mi aspettavo rispetto ai ricorsi che hanno presentato le difese. Rispetto a un quadro probatorio che a mio avviso è rimasto molto lacunoso, le richieste sono state molto elevate. Questo ci lascia ben sperare rispetto a quello che sono gli argomenti che illustreremo domani alla commissione disciplinare. Non abbiamo perso l’ottimismo. Le tesi sono sempre le stesse: la poca attendibilità di Gervasoni che è stata richiamata da parte di tutti i difensori. Il materiale probatorio acquisito nell’ambito dell’indagine di Cremona sempre quello è. Accanimento? È chiaro che Mauri è il giocatore di spicco della vicenda. Il fatto di avere giocatori di prima fascia in un’inchiesta così importante ha determinato da parte della procura in modo univoco le varie valutazioni probatorie. Nel caso in cui si fosse trattato di un giocatore diverso probabilmente le richieste sarebbero state diverse. Oggi non è cambiato niente rispetto a ieri, sapevamo che le pene sarebbero state queste. Non siamo in presenza di un verdetto. Stefano attende fiducioso”.
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AGGIORNAMENTO ORE 19.06 - Chiuso il dibattimento. Riprenderà domani alle ore 9.30
AGGIORNAMENTO ORE 18.45 - Parola a Benassi, che nella partita Lecce-Lazio del 22 maggio 2011 difendeva i pali dei salentini: "La partita sotto inchiesta è stato il mio esordio in serie A. Vivo un incubo (afferma visibilmente emozionato ndr). La gente ha cominciato a pensare che avessi fatto una cosa del genere. Confido in voi e spero capiate la mia situazione. Voglio tornare ad essere un calciatore. La perquisizione in casa mia è stata la cosa più umiliante che mi sia successa in 32 anni di vita".
AGGIORNAMENTO ORE 18.41 - E' il turno di Paolo Rodella, avvocato di Rosati: "Siamo sicuri al 100 % che se non sarà in questa sede, al Tnas il nostro assistito verrà prosciolto".
AGGIORNAMENTO ORE 18.37 - Ecco le parole di Amilcare Buceti, altro legale di Stefano Mauri: "Credo che alle 19.30 il presidente voglia chiudere l’udienza. Parlerò alla fine, mi pare irrispettoso anticipare argomenti difensivi. La richiesta di 4 anni è afflittiva, la giudichiamo fondata su presupposti insussistenti che evidentemente partecipano a quel disegno e a quell’accanimento nei confronti di Mauri. È una richiesta pesante che colpisce anche la squadra e questo per Stefano è motivo di profonda tristezza. Stefano non lo abbiamo ancora sentito, lo sentirò stasera. Lo sviluppo degli argomenti di Palazzi era prevedibile e scontato, è un lavoro ben confezionato, che noi riconosciamo al procuratore federale. La parola accanimento non va intesa necessariamente in senso negativo. Intendo dire che c’è un’attenzione particolarmente decisiva nei confronti di Mauri. Non possiamo non constatare come la procura federale abbia avuto la necessità di tre deferimenti per confezionare l’atto di deferimento, sono state chieste tre proroghe. Messaggio ai tifosi? Ne parliamo domani, sono la persona meno indicata, non posso non avere a cuore la sorte di Stefano e quindi anche quella dei tifosi. È un vicenda che deve chiudersi rapidamente speriamo nel migliore dei modi”.
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AGGIORNAMENTO ORE 17.46 - Terminato la difesa dei legali del Genoa e di Omar Milanetto, è il turno di Francesco Maresca, avvocato di Mario Cassano: “Ci scontriamo contro un muro di gomma come la giustizia sportiva. Non possiamo trovare un sostegno all’attendibilità di Gervasoni perché è andato a patteggiare, anzi. Gervasoni esce dal processo proprio per non avere altri problemi e non dover dimostrare a tutti quanti noi una volta per tutte chi lui sia in realtà. Anche perché noi non abbiamo mai avuto modo di parlarci in due anni, e questo è un difetto genetico di questo processo”.
AGGIORNAMENTO ORE 17.36 - Parla anche Omar Milanetto: “Ho dedicato 20 anni della mia vita a questo sport, che ho amato e seguito con passione. Sono d’accordo con Palazzi quando dice che è una tristezza che questo sport si sia ridotto così. Io mi sono messo a disposizione per dimostrare la mia estraneità e ancora oggi sono qui per metterci la faccia, convinto di non aver fatto niente di male. Sono qui per ringraziarvi per quello che farete. È un anno e mezzo che combatto contro questa spada di Damocle e mi scoccia di avere un’ombra così pesante. Non credo di meritarla”
AGGIORNAMENTO ORE 17 - Prende parola anche l'altro avvocato del Genoa Maurizio Mascia: "Alla luce di tutto quello che abbiamo sentito, mi sento di poter parlare di degrado probatorio. Si tratta quasi di una disperazione probatoria, non credo si sia raggiunto il minimo elemento nemmeno argomentativo, al confronto delle testimonianze scritte dei tesserati. Che diventano credibili dalla sanzione che ne potrebbe scaturire nel caso in cui si rivelassero false. Milanetto deve avere contro delle prove prima di essere costretto a proporre delle controprove".
AGGIORNAMENTO ORE 16 30 - Si sta svolgendo in questo momento la replica di Grassani, 'avvocato del Genoa e di Milanetto (presenta anche il calciatore in aula): "Non ci sono prove ma congetture, mentre noi abbiamo portato prove inconfuatbili come le dichiarazioni dei giocatori del Genoa. Come pensate che sia possibile poi che nell'albergo dove si stava svolgendo la riunione tecnica della squadra prima della partita, un giocatore come Milanetto - non un Primavera ma un titolare - potesse assentarsi per andare al bagno e prendere parte a questo incontro?", questo uno stralcio dell'arringa difensiva.
AGGIORNAMENTO ORE 16.16 - Ecco le richieste del procuratore federale Palazzi: "Benassi 3 anni e 6 mesi. Cassano 1 anno, in continuazione di quelle precedentemente erogate. Ferrario, squalifica di 3 anni e 6 mesi. Mauri, 4 anni e sei mesi: 3 anni per il primo illecito ritenuto più grave, più sei mesi per l’aggravente, 6 mesi per altro illecito più 3 mesi per incolpazioni rilevanti al divieto di scommessa. Milanetto, 3 anni e 6 mesi. Rosati, 3 anni e 6 mesi. Zamperini, 2 anni di squalifica in continuazione di quelle precedentemente erogate. Genoa, illecito aggravato 3 punti in classica, 2 pe l'illecito più 1 per l'aggravante contestata. Lecce, 3 punti in classifica. Lazio, 6 punti in classicifica e 20mila euro di ammenda, applicabili per la violazione del diritto di scommesse. Due punti per l'illecito e 1 per l'aggravante (sia per Lazio-Genoa che per Lecce-Lazio). Eccole nel dettaglio:
CALCIATORI
BENASSI – Squalifica 3 anni e 6 mesi
CASSANO – 1 anno, in continuazione delle sanzioni precedentemente erogate
FERRARIO – Squalifica di 3 anni e 6 mesi
MAURI – Squalifica di 4 anni e 6 mesi (3 anni per il primo illecito ritenuto più grave, 6 mesi per l’aggravante, 6 mesi per l’altro illecito, 6 mesi per incolpazioni attinenti al divieto di scommessa)
MILANETTO – Squalifica di 3 anni e 6 mesi
ROSATI – Squalifica di 3 anni e 6 mesi
ZAMPERINI – Squalifica 2 anni, in continuazione delle sanzioni precedentemente erogate
SOCIETÀ
GENOA – Penalizzazione di 3 punti in classifica sul prossimo campionato (2 per illecito, 1 per aggravante contestata)
LECCE – Penalizzazione di 3 punti in classifica sul prossimo campionato (2 per illecito, 1 per aggravante contestata)
LAZIO – Penalizzazione di 6 punti in classifica (2+2 per illecito, 1+1 per aggravante) e ammenda di 20mila euro per la violazione del diritto di scommesse
AGGIORNAMENTO ORE 15.55 - Continua l'arringa inquisitoria di Palazzi: "Il fatto che non ci sia un contatto diretto tra Mauri e gli organizzatori non prova molto. Ovvio che Zamperini non volesse esporlo a un contatto diretto con i membri dell’organizzazione. Il ruolo di Zamperini era proprio quello di fungere da alternatore delle gare di Serie A, proprio in virtù dell’amicizia con Mauri. Che doveva tutelare e proteggere facendo da filtro. Per quanto riguarda i flussi delle scommesse, il fatto che non ci siano tracciati di scommesse di nessun rilievo, non prova troppo e non merita considerazione. La storia di questi procedimenti ci dimostra in modo incontestabile che il grosso dei flussi non arrivano attraverso canali ufficiali. È l’elemento di contorno che si propaga e viene sfruttato da soggetti esterni che va a influire sulle scommesse ufficiali. Il grosso flusso arriva attraverso canali non ufficiali. Per quanto riguarda la suggestiva ipotesi che non sia possibile uno spostamento di Zamperini da Formello alle 12.44 a Formello fino alle 12.56 a Corso Francia, avete visto la macchina che utilizzava? Una Porsche. Sulla Cassia Veientana 12 minuti sono possibili e consentono in un sabato, all’ora di pranzo e con quel tipo di autovettura di percorrere quel tragitto. La presenza di Milanetto all’incontro è comprovata dalle celle telefoniche e dalle dichiarazioni di Gervasoni. Sia per una gara che per l’altra le dichiarazioni di Gervasoni sono confermate punto dopo punto. Per questo la sua credibilità – come accusa Milanetto – non può essere messa in dubbio.
AGGIORNAMENTO ORE 15.49 - Palazzi elenca in ordine cronologico i numerosi contatti intercorsi tra tutte le parti in causa: Ferrario, Ilievsky, Mauri e Zamperini (che secondo il procuratore federale rispecchiano alla perfezione le deposizioni di Gervasoni). Rispetto alla partita con il Genoa le aggravanti in Lecce-Lazio sono i corrieri ungheresi alleratati e poi partiti con il denaro in direzione dell'albero di Ilievsky, e l'ammissione di Ferrario (unico riferimento di Zamperini) che ammette di essere stato contattato da Zamperini per alterare la partita.
AGGIORNAMENTO ORE 15.40 - La seduta è ripresa. Parola ancora al procuratore federale Palazzi.
AGGIORNAMENTO ORE 14.30 - La seduta riprenderà alle 15.30.
AGGIORNAMENTO ORE 14.25 - Prende la parola l'avvocato Buceti, altro legale di Mauri: “Palazzi ci ha consegnato tutto, ma non abbiamo avuto il tempo di verificare . Confidiamo che il procuratore si assuma la responsabilità di affermare che non ci sia nulla di nuovo rispetto a quanto ci era già stato consegnato nell’atto di deferimento. Non temiamo nulla della produzione”.
AGGIORNAMENTO ORE 14.20 - L'arringa inquisitoria di Palazzi: “Ci sono stati contatti nella notte del 13 maggio fino al mattino del 14 maggio. Dalle 22.51 alle 23.58 ci sono undici sms tra Mauri e Aureli, alla vigilia della gara Lazio-Genoa. A mezzanotte e fino 00.52 del 14 maggio ci sono tre contatti con sms tra il centro di interessi Cassano-Gervasoni a Livorno, con Zamperini. Abbiamo un riscontro fotografico del narrato di Gervasoni che conferma lo sviluppo della trattativa. Gli sms sono una prassi consolidata che rimandano a conversazioni che sono rimaste non svelate. Sappiamo che Cassano comunicava tramite Skype come dichiarato. Dopo il terzo contatto tra Gervasoni-Cassano e Zamperini, quest’ultimo contatta Mauri. E dall’1.40 ci sono due contatti con Aureli, e dopo altri due tra Mauri e Zamperini. Alle ore 2.25 dopo i due contatti, Zamperini viene chiamato da Gegic e parlano due minuti. Poi Zamperini, dopo un contatto con Aureli, scambia due sms con Ilievsky. Ilievsky a quel punto si mette in contatto con Tang Eng Set. Alle 6.10, dopo questi contatti, Ilievsky si mette in partenza da Malpensa a Roma, senza aver sentito Gegic, perché lo sente tre volte all’alba. Queste sequenze e incroci causali sono un riscontro inconfutabile di quanto dichiarato da Gervasoni. Vi è un uso di utenze coperte in sequenza cronologica e vi sono dei riscontri inconfutabili sul perfezionamento dell’accordo. Ilievsky ha contatti con Zamperini per incontrarsi alle ore 12.10 e si recano insieme a Formello alle 12.42 e alle 12.44 vengono agganciati. Alle 12.54 Zamperini è già lontano da Formello, si sta dirigendo (sulla Cassia Veientana) verso l’albergo dove è in ritiro il Genoa e alle 12.56 si trova nell’hotel. Un dato desolante. È vero che sono amici Zamperini e Mauri, però voi noterete che tra le 12.45 e le 13.24 ci sono 30 contatti tra Zamperini e Mauri. Tra le 14.46 e 15.27, 47 contatti telefonici tra Mauri e Zamperini. In meno di 3 ore ci sono 80 contatti tra Zamperini e Mauri. Voi pensate che questi contatti, in una partita così importante per la Lazio siano destinati alla consegna dei biglietti, oppure al perfezionamento di un accordo? Il report di skysport 365, che parla di partita sospetta, è un ulteriore elemento di riscontro della fase esecutiva".
AGGIORNAMENTO ORE 14.00 - Palazzi: "Mauri dichiara alla procura federale, prima che venga colpito dalle misure cautelari, che Aureli era per lui un perfetto sconosciuto, amico di Zamperini. In realtà non solo lo conosceva, ma gli fornisce anche una scheda coperta. Su questo punto le difese hanno contestato questo dato rivelando che alcuni contatti sarebbero incompatibili perché queste due schede aggancerebbero delle celle telefoniche coincidenti in maniera incompatibile. In realtà non vi è mai una coincidenza di orari, il che rende compatibile il possesso delle due schede alla stessa persona. Per quale motivo Mauri doveva contattare anche Zamperini con la scheda coperta se lo scopo di quella scheda erano le scommesse sul tennis e sul basket? Non regge questa ricostruzione alternativa. Un calciatore non sarebbe così ingenuo da usare un'utenza coperta per qualcosa di consentito, perchè sa benissimo che la cosa potrebbe insospettire".
AGGIORNAMENTO ORE 13.50 - Palazzi: "La prima fonte di prova sono le dichiarazioni di Gervasoni, a nostro giudizio attendibilie. Attendibilità confermata da una serie di riscontri esterni. Molti difensori si sono soffermati su una diversa patente del test attribuito dal Tribunale Nazionale Arbitratio dello Sport. Noi non siamo d'accordo perchè il giudizio è di natura arbitrale, quindi diverso da quello disciplinare in senso stretto. Inoltre spesso, vista la diversa composizione del collegio, sono arrivati giudizi diversi sull'attendibilità di Gervasoni".
AGGIORNAMENTO ORE 13.40 - Prende la parola il presidente della commissione discplinare Artico: "Le ulteriore istanze di prove testimoniali presentate da Stefano Mauri sono inammissibili perché relative a circostanze notorie e irrilevanti. Ammette tutte le produzioni documentali depositate dalle difese e respinge le altre richieste istruttorie".
AGGIORNAMENTO ORE 12.32 - Avvocato Gentile nel corso del processo: "Quegli incontri di Formello e di Lecce erano finalizzati alla consegna di biglietti, indicato come teste Maurizio Manzini, il team manager. E' un fatto ripeto notorio, ma se dovesse essere messo in discussione dalla procura, allora insisto nell'ammissione della prova". Risposta di Palazzi: “Riteniamo questo irrilevante, la consegna dei biglietti non è idonea a contrastare l’ipotesi accusatoria. Al di là della fondatezza o meno si sottolinea l’irrilevanza di tale mezzo istruttorio richiesto. Chiedo quindi il rigetto di questa prova”.
AGGIORNAMENTO ORE 12.25 - Il presidente della commissione disciplinare Artico ha accolto il patteggiamento di Gervasoni. Il provvedimento nei suoi confronti è stato chiuso.
AGGIORNAMENTO ORE 10.50 - Con l'appello si è ufficialmente aperto il processo. Assente, come già annunciato, Stefano Mauri, rappresentata la società biancoceleste dell'avvocato Gentile. Il procuratore Palazzi ha accolto l'istanza di patteggiamento da parte di Gervasoni.
AGGIORNAMENTO ORE 10.10 - Cominciano ad arrivare i primi protagonisti, tra di essi l'avvocato Gian Michele Gentile che, ai cronisti presenti ha dichiarato: "Sono fiducioso, la situazione è da chiarire e da interpretare. Se ci si attiene ai precedenti della commissione disciplinare dell'anno scorso, alcuni equivoci della procura che sono stati ravvisati in certi comportamente saranno chiariti. Se dobbiamo ragionare in termini di elementi, di prove e indizi c’è molto poco. Se dobbiamo ragionare sul sospetto c’è molto da pensare. L’assenza di Mauri? Non c’è attività istruttoria è inutile che venga. Vengono sentiti i difensori e basta, è più utile la sua presenza in ritiro che qui. Crediamo nella verità dei fatti, ai tifosi dico di stare tranquilli”.
ROMA - Due partite parallele, a chilometri e chilometri di distanza. Mentre Stefano Mauri scenderà oggi pomeriggio in campo per l'amichevole di Auronzo con lo Spezia, questa mattina i suoi legali lo difenderanno nel processo sportivo in cui il capitano della Lazio è coinvolto. Alle ore 10.30 - presso l'NH Hotel di Corso d'Italia, il presidente della Disciplinare Sergio Artico darà inizio alla due giorni riservata al primo grado. Mauri è accusato di illecito sportivo per quanto riguarda le gare del campionato 2010/11 Lazio-Genoa e Lecce-Lazio. Oltre a lui, il Procuratore federale Stefano Palazzi ha deferito altri sette calciatori: Milanetto del Genoa; Benassi, Ferrario e Rosati del Lecce; Gervasoni e Cassano del Piacenza e Zamperini. Deferite anche Lazio, Genoa e Lecce per responsabilità oggettiva.