Zàrate e Rocchi non bastano: la Lazio saluta la Coppa Italia a testa alta
Fonte: Riccardo Mancini - lalaziosiamonoi.it
Mercoledi, giornata di Coppa Italia. Si va a Firenze. La Lazio cerca il riscatto, dopo la scialba e deludente prova di domenica
a Bergamo che la inguaia nuovamente nella zona per non retrocedere.
Come la gara di giovedi scorso contro il Palermo, è ancora una volta dentro o fuori. Chi perde va a casa, chi vince affronterà una tra Inter e Juventus in un'interessantissima semifinale.
Il colpo d'occhio dello stadio Franchi non è quello delle grandi occasioni ma la gente Laziale risponde a dovere all'appuntamento:sono circa 3000 i tifosi biancoceleste giunti da Roma e che assiepano le gradinate del settore a loro riservato.
Ballardini decidere di tornare "all'antico" e ripropone il classico 3-4-1-2, accantonando il tridente pesante, anche a causa dell'assenza forzata del bomber Sergio Floccari, fermato contro l'Atalanta da una contrattura al flessore della coscia destra. Diakitè prende il posto di Siviglia nel reparto arretrato, Kolarov torna ad occupare il ruolo di centrale di centrocampo, al fianco del
rientrante Ousmane Dabo, con Brocchi dirottato a sorpresa a sinistra. In avanti Rocchi e Zàrate tornano a fare coppia dopo le
polemiche scaturite dalle dichiarazioni del tecnico romagnolo secondo cui Cesare Prandelli, invece, schiera la squadra viola con il consueto 4-2-3-1, con il trio Santana, Mutu, Vargas alle spalle di Alberto Gilardino.
Dopo appena un minuto e mezzo è subito Lazio: devastante discesa di Diakitè sulla destra, palla a Zàrate che punta la difesa di casa e lascia partire un fendente verso Frey che respinge coi pugni. Al 6' l'11 di Ballardini va ancora una volta vicinissimo al vantaggio: ripartenza fulminante di Kolarov che lancia nello spazio capitan Rocchi. Il numero 9 brucia sul tempo De Silvestri, entra
in area di rigore ma con il sinistro calcia troppo debolmente e Frey è bravo a chiudergli lo specchio.
All'8', alla prima occasione, la Fiorentina passa in vantaggio grazie al grandissimo assist di Gilardino dalla destra che serve Mutu lasciato incredibilmente solo in mezzo all'area di rigore. L'attaccante rumeno non ha problemi a freddare Muslera con una secca conclusione di destro, approfittando del vuoto creato da Diakitè lasciatosi risucchiare dal movimento degli avanti gigliati.
Intorno al quarto d'ora il solito Kolarov ci prova da calcio piazzato, stavolta con una conclusione a giro e piuttosto velenosa (simile a quella che lo scorso anno si insaccò alle spalle di Frey, sempre in Coppa Italia) ma la sfera lambisce il palo e finisce sul fondo.
La Fiorentina risponde colpo su colpo: un minuto più tardi è Mutu a rendersi pericoloso con un colpo di testa che termina la sua corsa ad un soffio dal palo. Trenta secondi e Gilardino centra un interessantissimo pallone dal veritce destro dell'area piccola
ma Muslera toglie le castagne dal fuoco anticipando tutti con un plastico tuffo. La Lazio dà l'impressione di tenere discretamente il campo, il possesso palla è nettamente a favore della squadra di Ballardini, ma, come già successo in diverse occasioni, il reparto avanzato non riesce ad incidere come dovrebbe, lasciando troppi punti di riferimento sia a Kroldrup che a Natali.
Al 27' è ottima la percussione di Brocchi sulla sinistra, Mauri riesce smarcarsi molto bene e serve un invitante pallone a Rocchi appostato al limite dell'area. L'attaccante veneziano perde, però, il tempo per la battuta e si fa recuperare dalla retroguardia viola.
Al 35' la squadra di casa si riaffaccia dalle parti dell'estremo difensore uruguaiano: è Vargas a provare la conclusione direttamente da calcio piazzato ma il peruviano non riesce ad imprimere la giusta forza al pallone che si perde lentamente sul fondo. Tre minuti più tardi è super Muslera: dopo un'azione insistita, Pasqual mette in mezzo per la testa di Santana ma il numero 1 biancoceleste si supera e con un egregio scatto di reni blocca l'urlo della gente fiorentina, già pronta ad esultare. A quattro minuti dall'intervallo è ancora il laterale serbo a far venire i brividi ai supporters gigliati con una violenta conclusione da calcio di punizione che Frey respinge coi pugni. La Lazio c'è, è padrona del campo, ma la Fiorentina sfrutta con cinismo e qualità
le evidenti amnesie difensive dei capitolini: al 44' Lichtsteiner concede troppo spazio a Pasqual sulla fascia di competenza. Il numero 23 viola serve Gilardino appostato al centro dell'area di rigore; il bomber italiano protegge palla dall'attacco di
Stendardo, apparso leggermente in ritardo, ed appoggia la sfera all'accorrente Mutu che fulmina Muslera per la seconda volta. Sul 2-0 l'arbitro Celi manda le squadre negli spogliatoi.
Nella ripresa Ballardini tenta il tutto per tutto schierando i suoi uomini con il 4-4-2 ed inserendo Pasquale Foggia, anche lui al rientro dopo circa un mese di convalescenza. Il laterale partenopeo va ad occupare la posizione di esterno destro
di centrocampo con il compito di mettere in difficoltà Pasqual e di frenarne le iniziative. E' proprio il numero 17 biancoceleste a creare il primo vero pericolo del secondo tempo con un tiro a giro dal vertice destro dell'area di rigore
che però finisce fuori.
E' il preludio al gol: al 51' Mauro Zàrate si esibisce in una fantastica serpentina sulla sinistra,supera in un colpo solo due avversari e batte verso Frey che viene ingannato da una deviazione. E' il 2-1 e le speranze della Lazio si riaccendono all'improvviso. La gente canta e ci crede, vuole spingere la squadra alla rimonta. Kolarov al 56' va ancora una volta vicinissimo al gol dai 30 metri ma in questo frangente non è fortunato. Al 59', però, arriva l'ennesima beffa: calcio d'angolo da destra, Mutu è completamente libero e può colpire verso la porta. Il rumeno cicca la conclusione ma Kroldrup è ben appostato sul secondo palo e spedisce alle spalle di Muslera. Dopo 8 minuti, però, la Lazio reagisce nuovamente ed accorcia le distanze ammutolendo il pubblico di casa. Foggia dalla destra serve un ottimo pallone a Rocchi che con un contromovimento disorienta Kroldrup e sigla il 2-3 con un rasoterra sinistro. Si riaccende la speranza biancoceleste, la squadra è viva, ha voglia di buttarsi alle spalle l'opaca prestazione di domenica e di scacciare i fantasmi che l'hanno afflitta fino a questo momento. Ballardini se la vuole giocare ed inserisce Makinwa al posto di uno spento Mauri. Sono saltati gli schemi, ora si tratta solamente di gettare il cuore oltre l'ostacolo e di non mollare fino all'ultimo minuto. Il finale di gara è ricco di palpitazioni ma le occasioni arrivano col contagocce. Le squadre sono stremate e la Lazio non riesce ad imprimere forza e decisione ai propri contropiedi e alle proprie iniziative. Il tempo scorre inesorabile e l'eliminazione dalla Coppa Italia sembra esser cosa sempre più certa. Dopo quattro minuti di recupero il direttore di gara sancisce la fine delle ostilità e la Lazio è costretta a dire addio alla competizione di cui è attualmente detentrice. E' l'ennesima delusione stagionale. Stavolta la prova di forza c'è stata ma non è bastata. Il risultato è stato ancora una volta avverso ai colori biancocelesti. La Lazio esce a testa alta dal Franchi ma vede sfilarsi via la coccarda dalla maglia. Ora l'importante sarà mantenere alta la concentrazione in vista della sfida salvezza di domenica contro il Chievo. Ci sono 4 giorni per ricaricare le pile e la speranza è che almeno il carattere visto quest'oggi non smetta mai di animare i giocatori di Ballardini.