Coppa Italia, La Samp travolge l'Inter 3-0 e prenota la finale
Fonte: Ansa
L'Inter regala, la Samp ringrazia, segna ed ora anche sogna. Con 45 minuti perfetti, nei quali ha sparso ha piene mani cinismo, agonismo, concentrazione, corsa, intelligenza tattica, la squadra blucerchiata ha annichilito gli avversari, masochisti a tal punto da offrire su un piatto d'argento il gol che sblocca il risultato e poi così distratti ed evanescenti da consentire ai padroni di casa di conquistare un risultato (3-0) impensabile persino nelle favole più belle. La prima partita di semifinale di Coppa Italia lancia quindi la Samp verso una finale che potrebbe garantire quella Europa abbandonata giusto una settimana fa dopo la sconfitta contro gli ucraini del Metalist. I nerazzurri fanno la figura dello sparring-partner, alla continua ricerca di meccanismi di gioco mai trovati, di posizioni sempre sbagliate, di conclusioni costantemente vanificate, vuoi dall'inconsistenza dell'attacco (privo di Ibrahimovic), vuoi per le parate di Castellazzi. Si potrebbe dire che l'Inter non è praticamente scesa in campo, stasera a Marassi, se non per il forcing del secondo tempo quando la Samp, ridotta in 10 per l'espulsione di Gastaldello, ha praticamente rinunciato a superare la propria metà campo, limitandosi a chiudersi a riccio attorno al suo portiere. Con una difesa così stretta neppure i tre attaccanti schierati da Mourinho nella ripresa (Adriano, Crespo e Obinna) hanno potuto trovare gli spazi e le occasioni giuste. La partita della Samp è stata da manuale, soprattutto nello spettacolare primo tempo che ha regalato fuochi d'artificio sul piano fisico e tecnico. Contro la ruvidezza e la prestanza dei nerazzurri, gli uomini di Mazzarri (stasera in tribuna per squalifica) hanno opposto freschezza, corsa, grinta, concentrazione. Ci hanno pensato poi i gemelli del gol, Cassano e Pazzini, a trasformare in oro ogni pallone capitato dalle parti di Toldo. Tre occasioni e tre gol, questo lo straordinario score della coppia blucerchiata, che in mezzo alla difesa abulica dell'Inter ha potuto affondare come nella panna. E proprio la difesa è stato il reparto più sotto accusa in casa Inter. Sciagurato l'errore di Rivas che si è fatto beffare da Cassano in occasione della prima rete; distratto l'intero schieramento sul raddoppio giunto su calcio piazzato (angolo di Palombo) con Pazzini lasciato solo; sbagliato l'intervento di Cordoba che ha favorito il terzo gol. La scelta di Mourinho di piazzare Rivas su Cassano ha mandato a nozze il genietto di Bari che dalla sinistra non solo si è costruito in proprio il primo centro, ma ha propiziato anche le altre due segnature: tiro diretto all'angolino opposto che Toldo devia sul fondo per l'angolo che ha poi portato al 2-0; cross lungo ad attraversare il campo per la conclusione di Padalino che poi Toldo respinge sui piedi di Pazzini. Troppo tardi il tecnico nerazzurro è corso ai ripari inserendo Maicon. Troppo spesso, invece, ha chiesto ai suoi uomini continui cambiamenti tattici che hanno causato solo confusione. Lo schieramento difensivo iniziale a 4 è presto diventato a 3 con lo spostamento di Maxwell sulla fascia; Mancini, prima sistemato sulla destra, è stato spostato a sinistra e poi in appoggio ad Adriano e Balotelli (poi sostituito per essere andato a sbattere contro un palo della porta di Castellazzi); allo stesso Maicon è stato chiesto di spingere sulla fascia con conseguente arretramento di Zanetti. Il tecnico portoghese ha impiegato 90 minuti per i suoi esperimenti, allineandosi così di fatto ai suoi giocatori nella scarsa concentrazione sulla gara di questa sera. Solo nella ripresa, con la Samp in 10 ed in preda alla stanchezza, l'Inter ha gettato in campo il carattere, spingendo con continuità e dando vita ad un assedio. Ed in questa fase sono emerse le doti di Castellazzi, autore di quattro splendide parate su Obinna (23'), Crespo (25' e 34') e Muntari (36').