.

Ancora Kolarov e Floccari, la Lazio elimina il Palermo dell'ex Rossi: ora la Fiorentina - VIDEO

di Francesco Ponticiello
Fonte: Gazzetta.it

La sfida degli ex va a Ballardini e alla Lazio detentrice del trofeo: 2-0 al Palermo e sfida ai quarti di finale contro la Fiorentina. Decidono Kolarov e Floccari, le armi in più di questa Lazio nell'inizio del 2010. Non è fortunato quindi il ritorno all'Olimpico di Delio Rossi, che portò la Lazio proprio alla vittoria di una coppa Italia. Il pubblico di Roma, non numerosissimo, lo accoglie con calore, la sua ex squadra lo elimina dal torneo.

Le bombe di kolarov — Aleksandar Kolarov è nel mirino dell'Inter per riempire il buco lasciato dall'infortunio di Chivu sulla fascia sinistra. Sempre più spesso, però, Ballardini lo usa come centrocampista centrale: non che lì in mezzo fornisca troppe geometrie o idee, però arriva sempre al tiro. Riceve palla, prova a saltare un uomo, fa due passi e spara una bomba. Lo fa sempre, anche da posizioni impossibili: si contano sette conclusioni nel primo tempo, senza che Ballardini gli dica nulla. Evidentemente è una scelta condivisa dall'allenatore. Scelta che paga al 12' della ripresa, alla ottava conclusione: un tiro ribattuto di Zarate finisce nella sua zona, al limite dell'area. Il serbo ci pensa poco e la mette all'angolino di sinistro, di precisione: 1-0 per la Lazio.

Floccari e Zarate — Il tiro sistematico di Kolarov è una soluzione importante per una Lazio che fin qui in stagione ha faticato terribilmente a fare gol: ora con Floccari le cose sembrano cambiate. Non solo perché l'ex Genoa al 29' della ripresa infila il 4° gol in tre partite con la Lazio, ma anche perché Zarate pare finalmente essersi convinto di avere un compagno degno di ricevere un passaggio da lui. Intendiamoci, l'argentino continua spesso a giocare da solo e cercare il dribbling ad oltranza, ma ogni tanto si convince a dialogare e il suo talento porta assist, come quello per il 2-0. In una Lazio che, come il Palermo, schiera molti titolari, si segnalano anche alcune uscite da mezzofondista di Diakité (puntuale anche in marcatura), la costante crescita di Radu, la solita gara ordinata di Baronio, una parata decisiva di Muslera nel primo tempo (su Pastore).

Pastore in crescita — Il Palermo esce dalla coppa in una gara che a lungo gioca meglio dell'avversario. Fino a quando viene colpita da Kolarov ha le occasioni migliori, nonostante giochi senza il suo faro. Miccoli infatti è in campo, ma è quasi irriconoscibile. La formazione è quella titolare, con Pastore a suggerire al posto di Simplicio: l'argentino dimostra di non essersi perso nel cambio di continente, fornendo giocate, idee e anche una paio di conclusioni pericolose. Kjaer a lungo mette il bavaglio allo scatenato Floccari, prima di essere battuto in contropiede, mentre Cavani non riesce mai a liberarsi al tiro. Per l'ambizioso Palermo di Zamparini la coppa Italia poteva essere una scorciatoia per l'Europa. Dovrà cercare altre strade.


Altre notizie
PUBBLICITÀ