LE PAGELLE di Roma-Lazio: Diakitè perfetto, Zàrate "quasi" letale, Foggia impalpabile
Fonte: Daniele Baldini-lalaziosiamonoi.it
LE PAGELLE del Derby
LAZIO (3-4-2-1):
MUSLERA 7: Dopo 66’ di normale amministrazione esalta i suoi riflessi deviando in angolo un colpo di testa di Perrotta da invitante posizione. Incolpevole sulla deviazione vincente di Cassetti. All’85’ prova a tenere in partita la Lazio con un miracolo su un poderoso mancino al volo di Risee.
DIAKITE’ 7: Il recuperato Siviglia non viene rischiato e per il giovane difensore francese è l’esordio assoluto nella stracittadina. In apertura evidenzia la tensione con qualche sbavatura di troppo, ma con il trascorrere dei minuti acquisisce sicurezza e fa valere la sua superiore stazza fisica, in particolare su Vucinic che transita spesso nella sua zona. Nasconde la sfera per tutta la partita all’attaccante montenegrino che per trovare gloria deve traslocare a destra (vedi assist dell’1-0)
STENDARDO 6,5: Ancora una prova positiva per il centrale partenopeo, sempre concentrato nelle uscite e all’altezza nel gioco aereo. A volte potrebbe frenare la sua irruenza, ma è una garanzia di rendimento.
RADU 6,5: Recupero fondamentale per Ballardini, perché il rumeno è l’unico del terzetto arretrato predisposto nel far ripartire in modo pulito l’azione dalle retrovie. Gioca una partita attenta, confermandosi un punto di riferimento della nuova formula a tre difensori.
LICHTSTEINER 6: Ingaggia un duello tutta forza e velocità con il norvegese Risee. Soprattutto nella prima frazione di gioco fluidifica con continuità, senza però trovare il traversone giusto. Cala alla distanza, ma la sua prestazione è assolutamente sufficiente.
BROCCHI 6: Benissimo quando detta i tempi del pressing, meno quando è chiamato a far viaggiare la manovra. Interpreta la partita più delicata con il piglio del leader carismatico, anche se alla distanza perde lucidità.
BARONIO 5,5: Inizia il suo primo derby da titolare con timidezza, lasciando spesso a Brocchi l’incombenza di costruire gioco. Con il tempo prende fiducia ed inizia a smistare gioco con più continuità, ma ritarda spesso i cambi di gioco sulle corsie esterne. Nell’ultima mezz’ora di gioco finisce la benzina, tanto che non si guarda le spalle in occasione dell’inserimento centrale di Cassetti che vale la beffa.
Dal 83’ DABO NG
KOLAROV 5,5: Un’unica macchia, ma quanto pesa: perde ingenuamente il possesso di palla e lascia sguarnita la sua zona di competenza in occasione della discesa con assist vincente di Vucinic. Nel complesso gioca una partita buona, lasciando però la sensazione di incompiutezza. Sempre pericoloso nell’uno contro uno e nei cross, ma ha smarrito la precisione nelle conclusioni dalla distanza.
MATUZALEM 6,5: E’ l’uomo deputato a rifinire l’ultimo passaggio per Zàrate e gli inserimenti di Mauri. Il primo vero brivido per Julio Sergio proviene proprio da un suo mancino tagliato. Nel primo tempo è il padrone del centrocampo: detta i tempi delle ripartenze con qualità, morde quando serve e congela con personalità i tentativi di pressione di De Rossi e compagni. Ma per il brasiliano il derby resta stregato: dopo l’espulsione rimediata nella scorsa stagione, deve lasciare il campo anzitempo per un guaio muscolare al gemello.
Dal 46’ FOGGIA 5: Il suo ingresso costringe Riise ad una maggiore attenzione difensiva. Si posiziona sull’out di destra, ma non riesce mai a saltare il suo diretto avversario. Sembra avere le gambe molli per imporsi nella ruvidità del derby. Poco incisivo e molto impreciso nelle rifiniture.
MAURI 6,5: E’ la sorpresa del derby. Ballardini lo preferisce a Rocchi per aggredire sul nascere la fonte di gioco giallorossa e per sorprendere la difesa della Roma con i suoi inserimenti senza pallone. Interpreta il doppio ruolo con grande incisività, mostrando energie e precisione fino ad oggi nascoste. Al 15’ della ripresa gli si strozza in gola la gioia della rete, quando Julio Sergio gli nega il tap-in a botta sicura. Lascia il campo anzitempo, ma solo perché stremato.
Dall’82’ ROCCHI SV
ZARATE 6,5: Il peso dell’attacco è tutto sulle sue spalle. Si prodiga in un moto perpetuo per l’intero arco offensivo che non concede punti di riferimento alla difesa della Roma. All’11’ vanifica un contropiede potenzialmente letale, ignorando l’inserimento esterno di Kolarov. A volte si fa attrarre troppo dalla trequarti campo, non riuscendo a dettare con i tempi giusti la profondità, ma quando trova spazio sulle corsie esterne è come al solito inafferrabile. Nel secondo tempo sembra partire con il freno a mano tirato, ma al 15’ è devastante quando brucia Burdisso, semina il panico in area e colpisce il palo a Julio Sergio battuto. Sembra l’episodio capace di proiettarlo definitivamente in partita, ma sparisce sul più bello.
ALL.: BALLARDINI 6,5
IL MIGLIORE: DIAKITE’
IL PEGGIORE: FOGGIA