LE PAGELLE di Genoa-Lazio: Floccari torna padrone, Dias giganteggia, Del Nero stupisce
Fonte: Daniele Baldini- Lalaziosiamonoi.it
LE PAGELLE:
LAZIO (3-5-2):
MUSLERA 7: La sassata dei Vucinic è dimenticata. Si inchina alla prima conclusione dei padroni di casa, pagando oltremodo una precoce dormita generale della retroguardia biancoceleste. Resta inoperoso fino al 34’, quando si rende artefice di un prodigio di istinto su una girata ravvicinata di Palladino. Al 65’ è reattivo su un sinistro da posizione defilata di Fatic, mentre 10’ dopo brilla per senso della posizione su un colpo di testa di Criscito.
BIAVA 6,5: Lo svarione di Bologna sembra ormai alle spalle. Dopo un buon derby, si ripete mettendo la museruola a Palladino, che dopo mezz'ora di gioc è costretto a traslocare nel settore mancino. Nel secondo tempo anche Palacio si scontra con la sua esperienza e reattività. Affidabile.
ANDRE’ DIAS 7,5: Così come nel derby fa le veci di Stendardo, guidando la difesa con esperienza, sostanza e qualità. E’ sempre attento in fase difensiva e letale quando si spinge all’interno dell’area di rigore avversaria: al 5’ sfiora la deviazione vincente da calcio d’angolo; 20’ dopo fa meglio, siglando il suo secondo centro in Italia: prende l’ascensore su Criscito e con uno stacco degno del miglior Riedle fredda Scarpi in uscita. Tra i numerosi errori di mercato della società capitolina, spicca questa perla carioca: giù il cappello.
RADU 7: Recupera in extremis, ma il fastidio al tallone non è ancora del tutto svanito, tanto da condizionarlo già dai primi minuti. Il rumeno non batte ciglio, stringe i denti e mette in bacheca l’ennesima prestazione esemplare della sua stagione. Nessuna distrazione, puntuale negli anticipi, ferreo nella marcatura e non disdegna (soprattutto nel primo tempo) sortite offensive.
LICHTSTEINER 6,5: Poco appariscente rispetto alle ultime uscite, ma mette a disposizione del gruppo tanta sostanza e corsa, utili per coadiuvare Biava nella marcatura dell’attaccante esterno rossoblù e frenare sul nascere le discese di Criscito. Il rendimento dello svizzero si conferma impeccabile anche nella ripresa, quando Gasperini tenta la carta Fatic.
BROCCHI 6: Primo tempo in chiaro-scuro per il mediano lombardo che garantisce il consueto apporto di pressing ed aggressività, ma va in eccessiva confusione quando è chiamato a giocare la sfera. Essenziale nella ripresa, quando aumenta i giri proprio nel momento in cui i compagni di reparto sembrano in affanno
BARONIO 6,5: Non guidava il centrocampo biancoceleste dal lontano 7 febbraio, ma la lunga assenza si fa notare solo in chiusura di gara, quando il regista bresciano finisce la benzina. Inizialmente ha qualche difficoltà ad eludere l’aggressività di Milanetto e Juric, ma con il trascorrere dei minuti prende le misure e detta con personalità i tempi della manovra biancocelesti. A volte esaspera un ritmo cadenzato, ma è protagonista di una prestazione priva di sbavature e generosa in fase di contenimento: spesso è provvidenziale come difensore aggiunto
MAURI 6,5: Macchia un buon primo tempo nell'occasione della rete di Palacio, quando è reo di abbandonarsi ad un inutile protesta con l’arbitro, spianando la strada alla battuta a sorpresa di Milanetto. Per il resto è sempre nel vivo del gioco in entrambe le fasi, ma è meno preciso del solito nei momenti più caldi della manovra: vanifica un paio di ripartenze pericolose sbagliando la misura della rifinitura, non chiude con la necessaria cattiveria un assist al bacio di Floccari. Cavilli di una rinascita ormai consolidata e lo dimostra soprattutto al 23’, quando sfiora un super gol con una conclusione al volo da limite.
DEL NERO 6,5: Gasperini le prova tutte per metterlo in difficoltà: prima Palacio, poi Palladino ed infine Sculli. Tutti tentativi vani, perché l’esterno bresciano sfodera una prestazione attenta e determinata in fase di contenimento. Nonostante la lunga assenza dai campi di gioco (dal 17 gennaio a Bergamo) è convincente, anche quando è chiamato a spingere. Lo fa con qualità ed intraprendenza. Finisce la gara in preda ai crampi, ma era inevitabile.
DAL 91’ SIVIGLIA NG
FLOCCARI 7,5: Alla faccia del contraccolpo psicologico post derby: entra in partita al 18’, quando stacca bene di testa, correggendo sopra la traversa un cross di Del Nero, e non ne esce più. Gioca un’infinita di palloni con la consueta maestria, organizza gran parte delle trame offensive e si conferma il solito cecchino al 32’, quando trasforma in oro una palla vagante in area di rigore. Manda fuori giri Bocchetti e compagni ed infila Scarpi con un esterno destro preciso che vale l’undicesimo gol stagionale. Incontenibile al 36’, quando innesca e rifinisce la ripartenza del potenziale 3-1. Nella ripresa si sfianca in un lavoro di raccordo tra le linee che ne legittima ancor di più l’essenzialità della sua presenza. Abbandona il campo per un problema al bicipite femorale della coscia. Reja spera siano stati solo crampi.
Dal 75’ CRUZ SV
ROCCHI 6,5: Gode di una condizione fisica brillante e lo dimostra svariando senza soluzioni di continuità per l’intero arco offensivo. Non concede punti di riferimento, dialoga con Floccari con la ormai nota intesa ed al 36’ sfiora il terzo centro biancoceleste stampando sull’incrocio dei pali un sinistro da ottima posizione. Non lesina il consueto impegno anche in fase difensiva: generoso.
Dal 67’ ZARATE 6: Reja lo manda in campo per sfruttare le praterie che il Genoa è costretto a concedere: come nel derby, ci mette qualche minuto a trovare la posizione, ma quando la trova diventa una spina nel fianco per la retroguardia ospite. Eccede in qualche personalismo, ma fa il suo dovere
ALL.: REJA 7: Nonostante le numerose defezioni non stravolge l’assetto tattico e la prestazione maiuscola della squadra gli dà abbondantemente ragione. Terza espulsione della stagione: non si può dire che non senta la partita.
IL MIGLIORE: FLOCCARI
IL PEGGIORE: BROCCHI