'Lazio nelle scuole' con Immobile, Bastos e Vargic: "Tanti sacrifici, ma ora siamo in una grande famiglia"

di Gabriele Candelori
Fonte: Dal nostro inviato Carlo Roscito - Lalaziosiamonoi.it
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È ripartito l’appuntamento con “La Lazio nelle scuole”, il tour dei giocatori biancocelesti nelle scuole della Capitale. Tappa oggi all’istituto Gesù-Maria, in via Flaminia 631. Presenti Bastos, Ciro Immobile e Ivan Vargic insieme al team manager Maurizio Manzini e al falconiere Juan Bernabé. Proprio Manzini ha introdotto l’iniziativa: "Quando veniamo a trovare i bambini è una gioia, ci date l'entusiasmo per le partite che giochiamo la domenica".

Iniziano le domande dei bambini. 

Risponde Immobile: "Avete rapporto coi tifosi della Roma? Sì, perché tanti giocatori della Roma sono compagni in Nazionale. Io conosco di più Florenzi e De Rossi, con loro parlo di più".

Vargic: "Il vostro idolo da piccolo? Per chi tifavate? Sono croato, dico Pletikosa, per quanto riguarda gli italiani Peruzzi e poi Buffon"

Immobile: "I sacrifici si fanno in ogni ambito, nella vita sono necessari per raggiungere gli obiettivi. Sono dovuto andare lontano da casa mia, non potevo uscire come i miei coetanei, dovevo stare attento all alimentazione. Rivalità con la Roma? E' bello che ci siano due squadre e si possa giocare il derby con uno spettacolo allo stadio. Poi non si deve trascendere nella maleducazione. È una partita bellissima da giocare".

Bastos: "Per fare il calciatore la prima cosa è la passione, che va oltre le doti. Ci vuole sacrificio per arrivare a questi livelli, bisogna rinunciare a molte cose. Poi ci vuole anche un pizzico di fortuna. La prima volta che sono entrato in campo ho sentito una grande energia, è stata un'emozione. Ho realizzato il mio sogno".

Vargic: "Anche io ricordo con emozione la mia prima volta in campo. Vengo da un piccolo posto, tutti ci conoscevamo in quel paese. Potermi esprimere in campo davanti ai miei amici mi dava un'emozione particolare".

Immobile: "Che rapporto avevi con la scuola? A me non piaceva molto andare, le bugie non si dicono (scatta l'applauso dei bambini, ndr). Preferivo giocare a calcio. Comunque stavo bene coi miei compagni, mi divertivo. Non mi entusiasmava però essere in un ambiente sicuro come la scuola ti porta a imparare tante cose. Lo sport è molto importante, ti dà l’opportunità di stare in compagnia. Il calcio ti emoziona. Quando sono arrivato alla Lazio mi sono subito legato con tutto l’ambiente e adesso per me la Lazio è come una famiglia. L'avversario più forte? Ne ho incontrati tanti ma penso che sia Bonucci".

Vargic: "L'avversario più forte per me è Lacazette, un attaccante che gioca in Francia. Con Il Rijeka lo abbiamo affrontato una volta contro il Lione".

Bastos: "Io dico Higuain. Quando si vince ci si sente bene e importanti, non si pensa agli avversari che provano emozioni opposte. Dopo una vittoria la gioia è tanta”.

Immobile: "Razzismo? Per noi sono tutti uguali, bianchi, neri, gialli... A volte negli stadi ci sono dei cori razzisti, non è assolutamente bello, ci dispiace soprattutto quando sono rivolti a un nostro compagno di squadra (scatta un altro applauso, ndr). Se subisco un brutto fallo? Il più delle volte me la prendo con l'arbitro, però non mi ricordo una reazione scomposta verso un avversario".

Bastos: "Rispetto dell'avversario? E' la prima cosa, l'unica cosa differente sono i colori della maglia che indossa. Le critiche dei tifosi? Capita di sbagliare e di ricevere critiche per gli errori. Bisogna prendere le contestazioni come un incentivo per fare meglio".

Immobile: "Ho trovato dei bravi ragazzi, una squadra dove c'è coesione. Siamo un gruppo bello e giovane".

Bastos: "Come tutti ho avuto dei momenti di crisi. Ma nulla e nessuno mi ha mai fatto pensare di lasciare il calcio".

Terminate le domande dei bambini, Ciro Immobile è intervenuto anche sulle frequenze di Lazio Style Radio e ai microfoni dei cronisti presenti.


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