Un'occasione persa: stadio Flaminio abbandonato da 4 anni dalle istituzioni

di Alessandro Pizzuti
Fonte: Lazio Paracadutismo
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Purtroppo il sogno si è infranto questa mattina. Il sogno che ha tenuto vivi i cuori di un piccolo gruppo di sportivi romani per poco più di un mese era quello di poter atterrare con il paracadute sul campo dello Stadio Flaminio proprio il giorno in cui cinquantasette anni fa veniva inaugurato e il Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi premiava l’ingegner Pier Luigi Nervi e l’architetto Antonio Nervi con una medaglia al merito per la splendida e modernissima opera architettonica progettata e realizzata in soli 18 mesi.

“Il lancio era stato pensato per omaggiare lo stadio Flaminio, questo gioiello di architettura moderna, che da ben 4 anni versa in uno stato di completo abbandono che sta riducendo l’imponente e funzionale struttura sportiva in una mera cattedrale nel deserto. “ Dichiara Carmine Della Corte, Presidente Regionale per l’Aero Club Italia e Presidente della S.S. Lazio Paracadutismo.
“Quattro dei nostri migliori atleti, tra cui ben due pluricampioni del mondo con 18.000 lanci ciascuno all’attivo, avrebbero solcato il cielo di Roma per onorare lo Stadio Flaminio con una bandiera tricolore di 180 metri quadri, che si sarebbe facilmente vista da quasi tutta Roma, ed una medaglia commemorativa, portata sempre dal cielo, in ricordo di quella consegnata ai Nervi cinquantasette anni orsono.”

Prosegue Carmine Della Corte, meglio conosciuto come Lino. “Sapevamo che lo Stadio è stato dichiarato inagibile ai fini di una manifestazione, ma nel caso nostro avevamo chiesto solo ed esclusivamente il nulla osta all’atterraggio di 4 atleti paracadutisti in presenza dei rappresentanti delle Istituzioni (Comune, Regione, CONI, Prefettura) ma venerdì scorso, 11 Marzo, il Comune di Roma, proprietario dello Stadio, ha emesso parere negativo allo svolgimento della commemorazione.” “Tuttavia,” prosegue Lino, noto anche per la sua tenacia e caparbietà, “Nella giornata di ieri abbiamo incontrato il Comune per vedere se il lancio si poteva effettuare nel piazzale antistante alla Curva Sud e, in un primo momento, era parsa alle istituzioni come una buona soluzione ma i tempi ristretti non hanno permesso l’organizzazione della complicata gestione del servizio di ordine pubblico della piazza e del traffico. Con il Comune si è quindi pensato di posticipare l’evento in altra data e noi abbiamo proposto il 21 Aprile prossimo in occasione del Natale di Roma. Nonostante ci sia apparso chiaro la volontà di poter far svolgere una degna commemorazione, ci rimane l’amaro in bocca anche perché se è stato negato il permesso a quattro paracadutisti di atterrare nel campo, mi sorge spontaneo il dubbio che lo splendido Stadio Flaminio stia veramente crollando? Che il terreno del campo sia a rischio “voragini”? Faccio il paracadutista di professione e non voglio entrare nel merito…”

“In ogni caso”, aggiunge in ultimo il presidente Della Corte, “ringrazio sentitamente la nostra Federazione, Aero Club Italia, per aver sposato l’idea e appoggiato l’iniziativa, i controllori del traffico aereo ENAV di Roma Radar e Urbe Torre, la Direzione Aeroportuale di Roma Fiumicino per tutti i pareri positivi per lo svolgimento del lancio e e Il Vice Capo Gabinetto Vicario del Comune di Roma per aver cercato una possibile soluzione affinchè la nostra bella iniziativa facesse tornare alla vita, anche se solo per un giorno, il glorioso Stadio Flaminio di Roma.”


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