ESCLUSIVA - Montino, sindaco Fiumicino: "Stadio proposto alla Roma, ma se Lotito chiamasse..."

di Saverio Cucina
Fonte: Saverio Cucina - Lalaziosiamonoi.it
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Tema scottante quello dello stadio. La Roma è sempre più arenata con i vincoli posti dall’amministrazione comunale su Tor di Valle, e il progetto rischia di subire un ennesimo e forse definitivo stop. Proprio per questo, nei giorni scorsi il sindaco di Fiumicino, Esterino Montino, ha lanciato la proposta al club giallorosso di guardare anche ‘oltre il raccordo anulare’, valutando l’ipotesi di costruire l’impianto all’interno del territorio fiumicinense. Per far luce sulla questione, guardando anche ad un futuribile discorso in chiave biancoceleste, la redazione de Lalaziosiamonoi.it ha intervistato proprio il primo cittadino di Fiumicino, che in prima analisi ha fatto intanto il punto della situazione: “Non è una boutade, ma una proposta pensata di fronte alla paralisi e all’indecisione dell’amministrazione comunale di Roma. Abbiamo detto di essere a disposizione per aprire un tavolo di concertazione per fare un intervento sul nostro territorio. Attenzione, quando parliamo di Fiumicino facciamo comunque riferimento ad un pezzo della città di Roma, che fino a 25 anni fa era sotto il comune capitolino, ma che è ancora storicamente legato a Roma. L’area di riferimento è quella che si trova vicino alla Fiera di Roma (tra le autostrade Roma-Civitavecchia e Roma-Fiumicino, ndr), costituita da circa 300 ettari non agricoli ma destinati ad essere edificati. Io, piuttosto che vedere una sfilza di capannoni uno appresso all’altro, preferisco una situazione molto diversificata con  una grande infrastruttura di altra natura. Spero che questa proposta possa diventare realtà. Migliorerebbe complessivamente il nostro territorio e sarebbe una soluzione per un problema molto sentito dai romani e dai cittadini, al di là del tifo”.

Il problema posto anche oggi è quello relativo ad eventuali speculazioni edilizie…

“Sicuramente quando parliamo di uno stadio facciamo riferimento anche alla cubatura di supporto e di quella commerciale. Ma sarà sicuramente meno rispetto alla cubatura prevista dal piano regolatore attuale, che è molto alta, tenendo conto del fatto che è una zona dedicata al centro logistico, e quindi allo scambio merci e quant’altro. Questa connotazione che aveva circa 25 anni fa, può avere però oggi un nuovo risvolto, dal momento che è cambiato il modo di produrre e commercializzare. È evidente che la cubatura che si dovrebbe realizzare sarebbe molto minore rispetto a quella che già offre il nuovo piano regolatore. Poi naturalmente il progetto va visto e condiviso, ed è importante che non ci sia una colata generale di cemento, nonostante sia una zona comunque vocata all’edificazione. Ci vuole il giusto equilibrio. Per giunta, lì già c’è un sistema di infrastrutture pesante. L’area è circondata dalle autostrade Roma-Civitavecchia e Roma-Fiumicino, poi ci sono le due ferrovie che vanno all’Aeroporto e a Civitavecchia. Andrebbero rinforzate, ma non partiremo di certo da zero”.

Passando all’altra sponda del Tevere, se la proposta per la Roma non dovesse andare in porto, l’idea può tornare utile anche alla Lazio?

“Non conosco le intenzioni di Lotito, se preferisce rimanere nell’entroterra o avvicinarsi al mare. Questa è una scelta che farà la Lazio. Abbiamo rivolto la proposta alla Roma e vediamo cosa succede. Ma siamo sempre a disposizione. In termini urbanistici quella resta un’area che ha quella destinazione e, come ho detto, preferisco non realizzare capannoni e diversificare scegliendo un’infrastruttura come lo stadio. La proposta è aperta”.

Diciamo allora a Lotito e Pallotta di tenere accesi i telefoni…

“Sì, tenessero entrambi i telefoni accessi, poi se mi chiamano loro facciamo prima. Io di sicuro rispondo…”.

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