ESCLUSIVA - Gregucci: "Inzaghi un fuoriclasse, Parolo l'avrei visto bene nella Banda del -9" - VIDEO

di Alessandro Vittori
Fonte: Alessandro Vittori - Lalaziosiamonoi.it
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Un'ottima stagione, oltre ogni più rosea aspettativa, che però la Lazio deve portare a termine nel migliore dei modi. Cagliari rappresenta una tappa in cui confermare il quarto posto e magari alimentare ambizioni Champions. Per parlare a tutto tondo del momento biancoceleste, la redazione de Lalaziosiamonoi.it ha contattato in esclusiva Angelo Adamo Gregucci.

Dove può arrivare la Lazio in questa stagione?

"Si può completare un campionato bellissimo, trasformando l’annata in eccezionale perché si hanno le possibilità, la squadra, un bravo allenatore e l’ambizione di raggiungere la finale di un trofeo importante come la Coppa Italia".

Preferisce questa squadra o quella di due anni fa?

"Qualche similitudine c’è, però bisogna arrivare in fondo. Meglio aspettare ancora con i giudizi. Quest’annata è ottima soprattutto ricordando da dove si è partiti: quest’estate Bielsa ha abbandonato poco prima dell’inizio del ritiro e quindi si è ripiegato intelligentemente su un allenatore che conosce benissimo l’ambiente Lazio, ha cresciuto e formato tantissimi ragazzi. Il lavoro del tecnico va oltre ogni più rosea aspettativa perché i biancocelesti quarti in classifica non se li aspettava nessuno".

La Lazio ha iniziato a vincere anche con le grandi, cosa è cambiato?

"Consapevolezza, esperienza, un po’ di apprendistato si paga. La Lazio però non ha sbagliato mai le partite con le squadre dietro, e ciò è fondamentale. Adesso si deve fare il salto di qualità per cercare con ambizione di battere le big: la Juventus in senso assoluto, la Roma, il Napoli, l’Inter e il Milan. Serve la consapevolezza di essere alla pari o addirittura più forti e rodati".

Un giudizio su Inzaghi.

"Simone  è stato un fuoriclasse, tante difficoltà che la Lazio aveva sono scomparse. Come allenatore è molto pignolo, studia tutto nei minimi particolari compreso l’avversario".

In difesa chi la sta soddisfacendo di più?

"De Vrij è un fuoriclasse e raramente la Lazio ha avuto un pacchetto di centrali così forte. Basta è un valore assoluto, Radu è consolidato, Lukaku parzialmente una sorpresa perché è sempre stato sul pezzo pur non facendo tante presenze. Non mancheranno le insidie di mercato, qualcuno farà offerte importanti e ciò testimonia che Tare ha fatto le scelte giuste. Credo che se de Vrij dovesse andare via, la società ricaverebbe tanti soldi che potranno essere investiti. Sicuramente si può partire da Wallace e Bastos che sono delle certezze. Hoedt inoltre ha avuto una crescita esponenziale, nella costruzione è il migliore avendo un mancino precisissimo".

Felipe Anderson e Keita.

"Il brasiliano ha una qualità indiscutibile, secondo me non sa neanche lui quanto è forte. Ogni tanto sotto il profilo della personalità viene a mancare. Con un po’ più d’allegria e consapevolezza potrebbe arrivare ad un livello mondiale. Quanto a Keita credo che nella programmazione di una squadra la volontà del ragazzo è fondamentale: se vuole far parte del progetto bene, altrimenti se è in dubbio o è mezzo scontento lo lascerei partire. L’operazione perfetta sarebbe l’uscita del senegalese con la valigetta fuori la porta di Formello".

Immobile e Milinkovic.

"La Lazio è una squadra fatta per Immobile. Un ragazzo di grande profondità, che deve pulire un po’ le conclusioni a rete, ma sotto il profilo del dinamismo e dell’attacco alla porta trova le condizioni migliori per potersi esprimere. Milinkovic è un altro profilo a rischio, anche per lui i top club verranno alla carica. Ha qualità atletiche prepotenti, sta migliorando anche a livello tattico: può essere collocato sotto la punta ma anche come interno. Il serbo quando entra sul gioco che si sviluppa sulle fasce butta dentro il difensore, il portiere, il pallone , tutto. Ha qualità superiori alla media e considerando l’età sarà il calciatore più ambito".

In caso d’Europa dove interverrebbe nel mercato estivo?

"Prima verificherei le volontà dei presenti: per Keita, de Vrij e Milinkovic un sacrificio lo farei, a meno di offerte indecenti. Poi impronterei una programmazione mirata sul grande giocatore: prenderei uno o due calciatori forti, comprare per comprare no. Si deve valutare bene il settore giovanile, Rossi ad esempio promette molto: non manderei in prestito i giovani che fuori non troverebbero terreno fertile".

Come si potrebbe riavvicinare la gente allo stadio?

"La riforma dei campionati e strutture nuove potrebbero aiutare. La famiglia deve poter vivere il calcio non solo nell’orario della partita, ma anche prima con attività collaterali. Ovviamente poi i risultati e l’empatia morale della squadra fanno la differenza. Io sono un fautore del Flaminio che a livello emozionale significa molto. Quello è lo stadio dei laziali".

Un giocatore della squadra di oggi che avrebbe visto bene nella 'Banda del meno 9'?

"Parolo, è un ragazzo sempre affidabile. Uno dei migliori centrocampisti italiani".

Che effetto le ha fatto rivedere la maglia bandiera?

"Innanzitutto quella è una maglia bellissima. Ricorda un periodo incredibile, si andava a giocare una partita in cui era in ballo il futuro della Lazio. Il cuore di tutti andava fuori giri, come nella partita contro il Vicenza. Tanti sono stati bravi a raccontare quelle emozioni ai figli e ai nipoti perché la nostra squadra viene ricordata al pari di quelle che hanno vinto gli Scudetti".

Che cosa rappresenta la Lazio per lei?

"Tutta la mia gioventù e parte della mia vita e delle mie scelte non solo professionali. Parte di tutto".

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