ESCLUSIVA- Bomber Rossi, mamma Angela: "Gli inizi nel rugby, i provini di basket e i gol alla Holly e Benji..."

di Lalaziosiamonoi Redazione
Fonte: Annalisa Cesaretti - Lalaziosiamonoi.it
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Le merende trascorse davanti alla televisione a divorare episodi di Holly e Benji avevano convinto molti che mai alcun gol sarebbe stato capace di lasciarli ancora una volta a bocca aperta. La fantasia dei disegnatori giapponesi aveva toccato vette altissime. Ma la realtà a volte sa essere più sorprendente di un manga. Chi ha seguito la sfida dello scorso sabato tra Salernitana e Bari ha avuto come l’impressione che Oliver Hutton avesse abbandonato di nuovo le pagine del fumetto per tornare a prendere vita su un vero campo da calcio. Eppure sulla maglia del giocatore che al 45’ minuto ha realizzato quel gol sorprendente c’era stampato un nome diverso, quello di Alessandro Rossi. L’attaccante della Lazio in prestito a Salerno ha siglato la sua prima doppietta in Serie B. Il secondo dei due gol è una perla rara nel tesoro del calcio moderno. Per celebrare questo nuovo traguardo raggiunto da Rossi la redazione de Lalaziosiamonoi.it ha contattato in esclusiva sua madre Angela.

Sabato lei e la sua famiglia eravate a Salerno per la partita?

Certamente. Quando è possibile cerchiamo di seguire sempre Alessandro, c’è molta partecipazione da parte di tutta la famiglia. Finora ce ne siamo perse solamente due o tre di partite. Siamo andati a Venezia, poi fino a Gorgonzola quando è stato convocato per la Nazionale. E anche sabato eravamo tutti a Salerno per sostenerlo. Dopo la partita siamo tornati a casa insieme e lui era felicissimo, soprattutto per aver dato il suo contributo alla squadra. D’altronde, essendo un attaccante, questa prima doppietta in Serie B per lui ha significato davvero molto”.

E quali sono state le vostre reazioni alla sua prima doppietta in Serie B?

Siamo stati molto contenti per la partita di Alessandro. Ha fatto anche due gol molto belli. Soprattutto il secondo è una vera acrobazia, ma rientra nel suo stile, fa spesso dei gol un po’ particolari. Finora ha portato avanti un lavoro molto intenso, che adesso sta dando i suoi risultati”.

Come procede il suo percorso a Salerno?

In questi mesi è riuscito a guadagnarsi il suo spazio nella squadra, assieme alla fiducia dei compagni e dell’allenatore. Per lui questo è un anno di crescita importante, anche per il semplice fatto di essere lontano dalla sua famiglia e dalla sua città. Inoltre si sta confrontando con il mondo dei grandi, e questo non sempre è facile. Quindi sono molto contenta che sia riuscito a trovare il suo posto nella Salernitana".

Lasciare Roma è stato difficile per Alessandro?

Caicedo è arrivato a Roma da un giorno all’altro e la Lazio ha preso la decisione di mandare Alessandro a Salerno. Ma tranne qualche piccola difficoltà iniziale, legata soprattutto alla lontananza da casa, si è trovato bene fin da subito nel nuovo ambiente. Ha legato velocemente con i compagni e con il mister. Adesso è molto contento di questo percorso che sta compiendo”.

Facciamo un tuffo nel passato. Perché Alessandro è passato dal basket al calcio?

Lo sport è sempre stato una particolarità della famiglia. Io giocavo a basket, così come mio padre, mentre il papà di Alessandro giocava a rugby. In famiglia abbiamo sempre avuto la consapevolezza che lo sport sia un elemento importante nella crescita, capace di insegnare il rispetto per se stessi e per gli altri. Quindi Alessandro si è approcciato al mondo dello sport dapprima con il rugby e il basket e poi con il calcio. Tant’è che quando lo accompagnammo a Roma per il provino con la Lazio lui fece contemporaneamente anche il provino con la Tiber Basket. Poi però vinse il calcio. Questo spiega perché Alessandro abbia iniziato relativamente tardi a giocare a pallone. All’inizio si è dedicato al basket e al rugby, poi si è avvicinato al calcio all’età di 10 anni”.

E cosa ha significato per lui indossare la maglia della Lazio?

“Suo nonno era laziale. Prima di giocare nelle nazionali di basket aveva fatto il portiere, quindi diciamo che anche l’amore per il pallone da calcio c’è sempre stato in famiglia (ride, ndr). Quello con la Lazio per Alessandro è stato un amore a prima vista. Per lui entrare nelle giovanili e indossare quella maglia sono state delle grandissime emozioni”.

Quanto ha contato Inzaghi nel suo passato?

Il mister lo conosce bene, fin da quando era un ragazzino e giocava negli Allievi.  Poi ha continuato a essere il suo allenatore anche nella Primavera. Praticamente lo ha cresciuto. Diciamo che tutti gli allenatori hanno saputo cogliere al meglio le abilità di Alessandro, ma Inzaghi in modo particolare. Tant’è che lui aveva cominciato a giocare in difesa e poi col passare del tempo il mister ha trovato il ruolo che gli potesse essere più congeniale. Anche con Bonatti Alessandro si è trovato molto bene e in futuro dovrà cercare di fare tesoro di tutti i consigli che riceverà dagli allenatori che incontrerà nella sua esperienza”.

Crede che con la Salernitana abbia la possibilità di crescere?

Alessandro a Salerno si sta trovando molto bene, anche se soffre un po’ la mancanza di casa. Ormai qui a Viterbo trascorre pochissimo tempo. Anche dopo la partita di sabato contro il Bari è stato qui per una giornata e poi è ripartito con la Nazionale. Ma fa tutto parte di un percorso di crescita, è sempre un bene acquisire la capacità di sapersi adattare a delle nuove circostanze. Ora è felice dov’è. La squadra sta andando bene, c’è una buona atmosfera, un ottimo spirito di gruppo. Per lui tutto questo non può che essere un bene”.

Come vede il suo futuro alla Lazio?

Deve crescere ancora, per formarsi come giocatore e acquisire una maggiore sicurezza. Per adesso è importante che Alessandro rimanga con i piedi per terra e che faccia un buon percorso con la Salernitana. Speriamo che fra qualche tempo abbia modo di crearsi una chance con la sua squadra del cuore. Sarà quello che riuscirà a fare in questi anni a definire il suo futuro”.

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